Dioscorea alata

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Dioscorea alata
Starr-061106-1435-Dioscorea alata-habit-Maui Nui Botanical Garden-Maui (24572884600).jpg
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Classe Liliopsida
Ordine Liliales
Famiglia Dioscoreaceae
Genere Dioscorea
Specie D. alata
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiospermae
(clade) Monocotyledones
Ordine Dioscoreales
Famiglia Dioscoreaceae
Nomenclatura binomiale
Dioscorea alata
L.
Nomi comuni

igname viola, ube

L’igname viola o ube (Dioscorea alata L.) è una specie di igname originario delle aree tropicali dell'Asia. Non va confuso con il taro (Colocasia esculenta) e la patata dolce. La Dioscorea alata costituisce un alimento base in molte aree dell'Asia sin dall'antichità.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tubero di Dioscorea alata tagliato

Stando ad antichi resti pervenuteci dalle grotte del Parco nazionale di Niah (Malaysia) antecedenti il 40.000 a.C. e dalla caverna di Ille della Dewil Valley (Filippine), risalenti invece intorno al 11000 a.C., gli esseri umani consumavano la Dioscorea alata e la Dioscorea hispida durante il Tardo Pleistocene nel sud-est asiatico.[2][3][4] Trattandosi di un poliploide sterile, la Dioscorea alata non può attraversare corpi idrici. Ciò dimostra che tali piante furono esportate nelle isole dell'Oceano Pacifico e nella Nuova Zelanda solo durante l'espansione austronesiana, avvenuta all'incirca fra il 5000 e il 2500 a.C.[5][6]

L'igname viola è ancora oggi un prodotto importante nel sud-est asiatico, in particolare nelle Filippine, dove è spesso utilizzato per la preparazione di dessert tradizionali e moderni. È anche considerato un alimento rappresentativo in Melanesia, dove viene anche coltivato per scopi cerimoniali. La sua importanza nella Polinesia orientale e in Nuova Zelanda è invece diminuita dopo l'introduzione di altre colture come quella della patata dolce.[7]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Gli ignami viola hanno tuberi commestibili dal gusto dolce, terroso e che ricorda quello delle noci, delle patate dolci del taro. Il colore del tubero di tali piante può variare dal viola al lavanda brillante, anche se non mancano esemplari di colore bianco. La presenza di antociani in questa cultivar dona la caratteristica colorazione viola agli alimenti in cui viene utilizzata come ingrediente. A differenza delle patate dolci, l'igname viola ha una consistenza più umida e una quantità di antociani più elevata.[8]

Uso culinario[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni tuberi di igname viola

L'igname viola è ritenuto un cultigen ed è conosciuto solo in qualità di alimento. Nella cucina filippina, la pianta di Dioscorea alata prende il nome di ube ed è un ingrediente popolarissimo per la preparazione di vari tipi di dolci fra cui gelati, bevande al latte, involtini svizzeri, ciambelle, crostate, biscotti, cupcake, torte e confetture. Inoltre è alla base dell'ube halayá, un dolce ottenuto facendo bollire gli ignami viola e usato in varie preparazioni come l'halo-halo.[9][10] L'igname viola è un ingrediente essenziale nell'Undhiyu ed ha ricevuto una modesta notorietà negli Stati Uniti. Dagli ignami viola si ricava inoltre un amido anch'esso utilizzato in cucina,[1] mentre gli stessi antociani contenuti nei tuberi sono da considerarsi validi coloranti alimentari.[11]

Altri usi[modifica | modifica wikitesto]

La Dioscorea alata veniva usata nella medicina tradizionale come lassativo, vermifugo e per curare la febbre, la gonorrea, la lebbra, i tumori e le emorroidi infiammate. L'igname viola ha anche livelli relativamente alti di ossalati (486–781 mg/100 g di sostanza secca).[12] La Dioscorea alata viene anche coltivata in giardino.[1]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Dioscorea alata L., su npgsweb.ars-grin.gov. URL consultato il 10 ottobre 2019.
  2. ^ (EN) LJMU Research Online (PDF), su researchonline.ljmu.ac.uk. URL consultato il 10 ottobre 2019.
  3. ^ (EN) Foraging-farming transitions at the Niah Caves, Sarawak, Borneo (PDF), su pure.qub.ac.uk. URL consultato il 10 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2019).
  4. ^ (EN) A Brief Note on the 2007 Excavation at Ille Cave, Palawan, the Philippines, su pia-journal.co.uk. URL consultato il 10 ottobre 2019.
  5. ^ (EN) [ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4914162/ Ancient crops provide first archaeological signature of the westward Austronesian expansion]. URL consultato il 10 ottobre 2019.
  6. ^ (EN) The first migrants to Madagascar and their introduction of plants : linguistic and ethnological evidence (PDF), su halshs.archives-ouvertes.fr. URL consultato il 10 ottobre 2019.
  7. ^ (EN) [temarareo.org/PPN-Qubi.html *Qufi ~ Uwhi, uhi]. URL consultato il 10 ottobre 2019.
  8. ^ (EN) ube or not ube, that is the question…and frieda’s is, su friedas.com. URL consultato il 10 ottobre 2019.
  9. ^ (EN) Ube Is The Natural Ingredient That Turns Food Perfectly Purple, su huffpost.com. URL consultato il 10 ottobre 2019.
  10. ^ (EN) All hail ube, the culinary gem we took for granted, su nine.cnnphilippines.com. URL consultato il 10 ottobre 2019.
  11. ^ (EN) Optimization of Extraction of Natural Pigment from Purple Sweet Potato by Response Surface Methodology and Its Stability, su hindawi.com. URL consultato il 10 ottobre 2019.
  12. ^ (EN) Ravindran G Wanasundera JP, Nutritional assessment of yam (Dioscorea alata) tubers, in Plant Foods Hum Nutr, 1994.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]