Desktop publishing

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Il desktop publishing (termine mutuato dall'inglese) è l'insieme delle procedure di creazione, impaginazione e produzione di prodotti editoriali (come libri, giornali, riviste o dépliant), attraverso l'impiego di un personal computer. Il termine (letteralmente "editoria da scrivania", sostituibile altrimenti con editoria individuale) si riferisce al paragone con i sistemi tradizionali di preparazione della stampa, che avevano bisogno di diverse fasi fotografiche e meccaniche in successione. Dall'inizio degli anni novanta il desktop publishing ha sostituito in maniera pressoché totale le tecnologie precedenti, segnando una profonda rivoluzione della tipografia, la prima a distanza di cinque secoli da Johann Gutenberg.

Una postazione usata per il desktop publishing è composta a livello minimo da un personal computer, con un monitor e una scheda grafica sufficientemente fedeli nella visualizzazione di immagini e colori; una stampante che riproduce il materiale grafico; uno scanner che legge le immagini e la restituisce in formato digitale.

I software per il desktop publishing sono programmi sviluppati appositamente per questi compiti. Queste applicazioni non intendono sostituirsi ai programmi di scrittura o di grafica, ma servono a raccogliere ed impaginare i contenuti creati con questi: testo, immagini bitmap (come le foto) e grafiche vettoriali (come grafici e loghi). Racchiudono nella loro piattaforma grafica tutti gli elementi e gli strumenti classici dell’impaginazione in una versione elettronica e possono elaborare tutti i passaggi di lavorazione dell’oggetto editoriale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'Apple Macintosh, per le proprie caratteristiche grafiche e per l'interfaccia grafica intuitiva e di facile utilizzo, è storicamente il computer più impiegato in questo settore, che rimane a sua volta il target più importante di Apple.

Il desktop publishing nacque nel 1985, quando divennero simultaneamente disponibili:

Più tardi, Apple introdusse i font TrueType e Adobe il suo Type Manager, due sistemi che permisero la diretta scalabilità dei caratteri anche sul monitor, in fase di lavorazione. Nacque così il WYSIWYG (what you see is what you get: quello che vedi è quello che ottieni), acronimo che descrive la capacità di fornire un’accurata rappresentazione a video di come si presenterà un’immagine o un documento una volta stampato.

Inizialmente, il desktop publishing venne visto dai professionisti come una sorta di divertimento per profani, ma con il potenziamento di hardware e software, questi sistemi vennero velocemente recepiti in tutto il mondo dell'editoria professionale. La loro flessibilità e la loro velocità superiore hanno fortemente ridotti i tempi di prestampa (preparazione della stampa) e hanno permesso impaginazioni a un livello di elaborazione prima impossibile da raggiungere. I sistemi automatici come LaTeX hanno abbattuto i tempi di produzione di documenti lunghi, ripetitivi o molto strutturati.

L'impaginatore grafico[modifica | modifica sorgente]

La possibilità per case editrici, agenzie grafiche e aziende varie di poter “editare” in proprio, con il pieno controllo della pubblicazione e con costi contenuti, ha comportato quindi la creazione di una nuova figura professionale: l'impaginatore grafico o grafico editoriale o videoimpaginatore.

L'impaginatore grafico deve saper comporre, correggere testi e riscontrare bozze; inserire simboli tipografici; gestire software di videoscrittura, di videoimpaginazione, di grafica vettoriale e pittorica; saper acquisire e gestire le immagini, i colori e i formati elettronici; consegnare file compatibili con i sistemi di produzione di fotolito per la stampa offset; conoscere le fasi della stampa e la scelta dei materiali cartacei (alcune di queste mansioni erano precedentemente di competenza di professionisti quali linotipisti o fotocompositori, cromisti, montaggisti, ecc.).

Sistemi redazionali[modifica | modifica sorgente]

Da alcuni anni lo stesso desktop publishing viene rivoluzionato dai cosiddetti sistemi redazionali, sempre più frequentemente adottati dalle case editrici: si tratta di ambienti che si adattano alla preparazioni di media stampati, siti web o di altri documenti su qualsiasi supporto. L'impiego di questi sistemi permette un'automatizzazione quasi totale dei lavori di preparazione della pubblicazione.

Editoria elettronica[modifica | modifica sorgente]

Si è spesso usato il termine editoria elettronica (electronic publishing) come sinonimo di desktop publishing. Per evitare confusioni, questo termine dovrebbe a rigore essere utilizzato solo parlando di media elettronici (come Internet o i CD-ROM).

Software[modifica | modifica sorgente]