Omicidio di Dax

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Murale in onore di Dax su un ponte sul Naviglio Pavese.

L'omicidio di Davide Cesare (Brescia, 7 novembre 1976 - Milano, 16 marzo 2003), noto come Dax, è avvenuto nella notte tra il 16 ed il 17 marzo 2003 a Milano, all'esterno del centro sociale autogestito O.R.So. (Officina di Resistenza Sociale), di cui la vittima era frequentatore.

Nonostante gli autori del delitto abbiano smentito l'appartenenza a ogni gruppo politico, la loro simpatia per ambienti di estrema destra ha conferito all'evento, e al processo che ne è seguito, una vasta risonanza, soprattutto negli ambienti di estrema sinistra, sia in Italia sia all'estero.

I fatti[modifica | modifica wikitesto]

L'antefatto[modifica | modifica wikitesto]

La settimana prima dell'omicidio di Davide Cesare detto Dax, precisamente il 10 marzo 2003, Federico Morbi fu aggredito mentre portava a passeggio il proprio cane, di nome "Rommel". Proprio il nome del cane, interpretato come indice di simpatie neofasciste, scatenò contro Morbi una aggressione che fu denunciata il giorno seguente alla polizia[1]. Morbi riportò lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. Gli autori dell'aggressione, circa una decina di persone, furono dallo stesso aggredito indicate come appartenenti all'area antagonista di estrema sinistra e gravitanti nella stessa zona[1].

L'aggressione[modifica | modifica wikitesto]

La notte del 16 marzo, Davide Cesare si trovava in un bar di Milano, nella zona ticinese, in via Brioschi, insieme ad altri tre militanti del centro sociale O.R.So. Usciti per fumare una sigaretta assieme, i quattro furono affrontati da Federico, Mattia e Giorgio Morbi[2][3] i quali erano convinti di aver rintracciato gli autori dell'aggressione subita la settimana precedente[4]. I quattro militanti dei centri sociali furono aggrediti e non fecero in tempo a difendersi[5]. Due furono accoltellati: uno di loro, ferito da una decina di coltellate nelle parti vitali, si salvò solo dopo un'operazione durata l'intera notte, mentre per Davide Cesare i colpi furono fatali.

I disordini del San Paolo[modifica | modifica wikitesto]

Appena diffusa la notizia del decesso, alcuni militanti della sinistra antagonista si ritrovarono all'esterno dell'ospedale San Paolo, dove erano ricoverate le vittime dell'aggressione, per sincerarsi delle loro condizioni.I quali non sapevano che Davide Cesare fosse morto. Polizia e Carabinieri si schierarono all'esterno dell'edificio per impedire loro l'accesso al pronto soccorso. Raggiunte da rinforzi, le forze dell'ordine decisero di bloccare l'accesso ai militanti,che tra l'altro le suddette forze dell'ordine iniziarono a colpire verbalmente alcuni dei compagni ,i quali stettero zitti.[6], che risposero alle provocazioni delle forze dell'ordine [Video] . Polizia e Carabinieri decisero di mettere in sicurezza l'ospedale con l'uso, mai giustificato in sede processuale, di mazze da baseball,[7] amici e non del defunto, vennero isolati e inseguiti per strada[8] e nei corridoi della struttura ospedaliera,pestando fra questi ragazzi anche uno delle vittime . Seguì una denuncia alle forze dell'ordine.

In seguito a questi avvenimenti il personale del pronto soccorso dovette interrompere il servizio fino alle sette del mattino seguente e molti pazienti furono spostati in altre strutture per ricevere adeguate cure.[9][10][10].

Il processo[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 2004 ci furono le sentenze. Federico Morbi, il maggiore dei due fratelli, fu condannato a sedici anni e otto mesi di reclusione. Il padre, inizialmente prosciolto perché non ritenuto responsabile dell'aggressione, è stato condannato a una reclusione di tre anni e quattro mesi per il tentato omicidio di uno degli altri ragazzi aggrediti quella notte[11]. Al figlio minore, Mattia Morbi (che aveva 17 anni la sera dell'omicidio), il Tribunale dei Minori ha concesso l'affidamento in prova in una comunità per un periodo di tre anni[12]. Le pene inflitte non si discostano di molto da quelle richieste dal Pubblico Ministero Nicola Di Plotti, che aveva ritenuto applicabile la detenzione per diciotto anni al primo e per cinque al secondo. Alle pene detentive vanno aggiunti 150 000 euro di risarcimento alla madre, 100 000 alla compagna e 100 000 alla figlia della vittima. Uno degli avvocati che rappresentò la famiglia di Cesare nel processo era Giuliano Pisapia, che sarebbe poi diventato sindaco di Milano il 1º giugno del 2011[5].

Per quanto riguarda, invece, i fatti accaduti all'ospedale San Paolo, la sentenza di primo grado è arrivata nel 2006 con tre condanne e quattro assoluzioni. Due compagni di Davide Cesare sono stati condannati a un anno e otto mesi, mentre un maresciallo dei carabinieri a sette mesi. I giudici hanno inoltre imposto ai militanti il pagamento di una provvisionale per risarcimenti di 100 mila euro[13]. Assolti, invece, sia altri due militanti dei centri sociali milanesi, sia altri due esponenti delle forze dell'ordine, per i quali la Procura della Repubblica aveva chiesto la condanna[13]. In sede di processo d'appello, il maresciallo dei carabinieri è stato invece assolto, restando confermate le altre decisioni del tribunale; la sentenza d'appello è stata confermata dalla Cassazione nel 2009[14].

Il centro sociale O.R.So è stato nel frattempo sgomberato l'11 ottobre 2006[15].

Conseguenze politiche[modifica | modifica wikitesto]

Graffiti in ricordo di Davide Cesare "Dax odia ancora" nel quartiere di Kreuzberg, Berlino (2010)

In occasione del funerale di Davide Cesare, tenutosi a Rozzano (MI) il 22 marzo 2003, si è svolta una grande manifestazione durante la quale la Banda Bassotti ha suonato per rendere omaggio al morto: alla cerimonia ed erano presenti circa 1200 persone provenienti da tutta la Lombardia.

L'uccisione acuì le tensioni tra estrema destra e l'estrema sinistra in una crescente violenza che ha ricordato gli anni di piombo[16]. Davide Cesare è diventato un simbolo della lotta antifascista e anticapitalista per i movimenti di sinistra e i partiti comunisti che hanno organizzato in suo nome eventi e manifestazioni di natura politica[17]. Una lapide commemorativa fu posta in via Brioschi (la strada in cui Davide Cesare fu ucciso). Graffiti in memoria di Davide Cesare sono piuttosto comuni a Milano, spesso accompagnati da scritte come "Dax vive" e "Dax odia ancora". Nel 2007, la cancellazione da parte del Comune di uno di questi graffiti, posto alla Darsena, sollevò alcune polemiche e fu condannata dalle associazioni di attivisti e da alcuni membri della giunta comunale[18]. L'allora assessore alla Cultura del Comune di Milano, Vittorio Sgarbi, si oppose a questa decisione, attribuendo al graffito una buona qualità artistica, che andava preservata per senso di "pietas" nei confronti di Davide Cesare.[19]

Un corteo è stato organizzato anche nel decennale della morte di Davide Cesare, assurto a simbolo della lotta antifascista; la manifestazione, a cui hanno partecipato circa 4000 manifestanti, ha causato notevoli disagi per le vie del centro di Milano: sono stati calcolati circa 400mila euro di danni per la distruzione di vetrine e per danneggiamenti ad autovetture[20][21][22]

Altri tributi[modifica | modifica wikitesto]

'O Zulù ha reinterpretato la canzone Stalingrado Milano Baghdad, dedicata a Dax da Microplatform, che contiene lo slogan "sedici marzo, bandiere rosse al vento: uccidono un compagno, ne nascono altri cento".

A Milano, in ricordo della vittima, sono state affisse due targhe. Una di esse recita[23]:

« Rassegnazione è paura e complicità!
Contro la rassegnazione pensare l'impensabile!
Contro la paura imparare il coraggio!
Cospirare vuol dire respirare insieme
Viva Dax libero e ribelle
Davide 16.03.03
Ucciso perché militante antifascista »

L'altra recita: «Dax vive qui, 16-3-2003, Antifascista»[24].

A Cosenza i Lumpen gruppo dal genere punk rock oi, nel 2011, dedica una canzone a Dax dal titolo:"Dax odia ancora" , contenuta nell'album " In ogni caso nessun rimorso".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La Repubblica/cronaca: La vendetta dopo le botte per il cane dal nome nazi
  2. ^ Milano, tre persone fermate per l'aggressione di via Brioschi, La Repubblica, 17 marzo 2003.
  3. ^ Giovane ucciso a Milano, convalidati due fermi, La Repubblica, 19 marzo 2003.
  4. ^ La vendetta dopo le botte per il cane dal nome nazi, La Repubblica, 18 marzo 2003.
  5. ^ a b Paolo Berizzi, la Repubblica, 30 marzo 2004, http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/03/30/dax-fu-un-aggressione-premeditata.mi_004dax.html. URL consultato il 26 marzo 2013.
  6. ^ Luigina Venturelli, L'Unità, 15 maggio 2004, https://web.archive.org/web/20131202224425/http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/125000/120715.xml. URL consultato il 26 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2013).
  7. ^ PROCESSO DI APPELLO PER I FATTI SAN PAOLO (PDF), su csa-baraonda.noblogs.org.
  8. ^ AA.VV., Le mille e una... Milano. Voci dal Mediterraneo sulla città, Milano, Rubbettino editore, 2004, ISBN 8849809360.
  9. ^ Antonella Cremonese, Botte e feriti tra forze dell'ordine e centri sociali. Chiuso per una notte il pronto soccorso del San Paolo, in Corriere della Sera, 18 marzo 2003. URL consultato il 29 aprile 2013.
  10. ^ a b Battezzati Alberto, Battezzati Pier Maria, Botte e feriti tra forze dell'ordine e centri sociali. Chiuso per una notte il pronto soccorso del San Paolo, in Corriere della Sera, 18 marzo 2003. URL consultato il 29 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il ).
  11. ^ Milano: Omicidio Dax, Per Legale Famiglia Sentenza Giusta
  12. ^ Annalisa Camorani, All'assassino di Dax 16 anni, La Repubblica, 15 maggio 2004.
  13. ^ a b Dax - Sentenza sui fatti del San Paolo
  14. ^ intervista all'avvocato[collegamento interrotto]
  15. ^ Andrea Galli, Sgomberato il centro sociale Orso. Il quartiere: era ora, in Corriere della Sera, 12 ottobre 2006. URL consultato il 16 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  16. ^ Paolo Biondani, Sant' Ambrogio, tornano gli anni di piombo, in Corriere della Sera, 7 giugno 2006. URL consultato il 23 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  17. ^ Ecco alcuni esempi di tali manifestazioni:
    Su siti di partito:
  18. ^ Sandro de Riccardis, Via il murale per Dax, è scontro, La Repubblica, 6 settembre 2007.
  19. ^ Stella Armando, Comune, scontro sul graffito di Dax. Sgarbi: va salvato, Corriere della Sera, 5 settembre 2007.
  20. ^ Incidenti al corteo in ricordo di Davide Cesare (Dax)[collegamento interrotto], CronacaLive, 16 marzo 2013.
  21. ^ Milano. L'antifascismo vive nelle lotte, su pane-rose.it, 18 marzo 2013. URL consultato il 20 marzo 2013.
  22. ^ Danni da oltre 400mila euro per Dax, CronacaMilano, 17 marzo 2013.
  23. ^ Targa per Davide Cesare in Via Brioschi (JPG), su milanoinmovimento.com. URL consultato il 4 aprile 2013.
  24. ^ Targa per Dax voluta dai suoi compagni (JPG), su 1.citynews-milanotoday.stgy.it. URL consultato il 4 aprile 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Matteo Guarnaccia, Giancarlo Ascari, Quelli che Milano: Storie, leggende, misteri e varietà, Rizzoli, 2010, ISBN 978-88-17-04545-2.
  • Paola Savoldi, Davide Zanoni, Milano in Contrasto, Maggioli, 2007, ISBN 88-387-4111-5.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]