David Koch

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David Hamilton Koch

David Hamilton Koch (Wichita, 3 maggio 1940Southampton, 23 agosto 2019) è stato un imprenditore e politico statunitense, proprietario insieme al fratello Charles Koch della Koch Industries fondata dal padre e, secondo Forbes, l'undicesimo uomo più ricco del mondo nell'aprile 2019 con un patrimonio di 50,5 miliardi di dollari[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Koch nacque a Wichita, in Kansas, figlio di Mary Clementine e Fred Chase Koch, un ingegnere chimico. Il nonno paterno, Harry Koch, era un immigrato olandese che fondò il quotidiano Quanah Tribune-Chief, ed era un azionista fondatore della Quanah, Acme and Pacific Railway. David è il terzogenito di quattro figli, con i fratelli maggiori Frederick R. Koch, Charles Koch, e un gemello più giovane di diciannove minuti, Bill Koch. Tra i suoi avi materni vi sono William Ingraham Kip, un vescovo episcopale, William Burnet Kinney, un politico, e Elizabeth Clementine Stedman, una scrittrice.

Koch frequentò la Deerfield Academy nel Massachusetts, diplomandosi nel 1959. Continuò gli studi al Massachusetts Institute of Technology (MIT), conseguendo sia un bachelor's (1962) che un master (1963) in ingegneria chimica. Koch, che fu un membro della confraternita Beta Theta Pi, giocò a pallacanestro al MIT, ottenendo risultati che ai tempi stabilirono record scolastici.[2]

Attività nella Koch Industries[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1970 David entrò nelle Koch Industries sotto il fratello maggiore Charles, per lavorare come manager dei servizi tecnici. Fondò l'ufficio di New York della società, e nel 1979 divenne presidente della sua divisione, Koch Engineering, ribattezzata Chemical Technology Group. Nel giugno 1983 scoppiò un'aspra battaglia legale, durata più di due decenni, tra i fratelli Koch, tutti e quattro azionisti della società. Da un lato Charles e David, dall'altro Frederick e Bill, il gemello di David. Le quote di Frederick e Bill furono acquistate per 1,1 miliardi di dollari e Charles e David diventarono i proprietari della maggioranza della società, con David nel ruolo di vicepresidente esecutivo, incarico mantenuto sino al 2018.

Ma le cause legali tra i fratelli continuarono per anni, e Frederick e Bill si schierarono con J. Howard Marshall III nel tentativo di rilevare la società: solo nel 2001 fu trovato un accordo. Nel 2010 David Koch possedeva il 42% di Koch Industries, diventata nel frattempo la seconda più grande azienda privata negli Stati Uniti e titolare di quattro brevetti, una partecipazione uguale a quella di suo fratello Charles. Il 5 giugno 2018 la società ha annunciato il ritiro in pensione di David Koch per motivi di salute.[3]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

David Koch è da sempre vicino agli ideali libertarian, al punto da finanziare e supportare il Partito Libertario degli Stati Uniti d'America; all'interno del partito ha anche ricoperto importanti cariche, cosa non molto ben vista da tutti a causa della sua potenza finanziaria e del suo attivo coinvolgimento nella vita economica del paese.

Alla fine degli anni Settanta decise di scendere in campo in prima persona, accettando la carica di candidato vicepresidente propostagli da Ed Clark, e con questi promosse una intensa campagna elettorale; tuttavia alle elezioni presidenziali del 1980 il partito raccolse pochissimi voti (921.128, corrispondenti all'1,1% e nessun grande elettore).

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Fred Koch (a sinistra) posa con David e sua moglie Julia

David Koch si sposò con Julia Flesher nel 1996,[4][5] con cui ebbe tre figli.[6]

Nel febbraio 1991 Koch era un passeggero a bordo del volo USAir 1493 quando l'aereo si scontrò con un altro aereo su una pista dell'aeroporto internazionale di Los Angeles, uccidendo 35 persone.[7] Koch sopravvisse e ha dichiarato in un'intervista del 2014 che la vicenda lo aveva spinto ad essere "tremendamente filantropico".[8]

Nel 1992 a Koch fu diagnosticato un tumore alla prostata. Ha subito radiazioni, interventi chirurgici e terapia ormonale, ma il tumore è tornato ogni volta.

Dopo la morte di Jacqueline Kennedy Onassis nel 1994, Koch acquistò il suo appartamento di 15 locali alla 1040 Fifth Avenue e nel 2006 lo rivendette al miliardario Glenn Dubin. Koch si trasferì quindi nella casa d'infanzia di Onassis a New York, il favoloso condominio 740 Park Avenue.[9]

Koch morì nella sua casa di Southampton, New York, il 23 agosto 2019 all'età di 79 anni.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) David Koch, su forbes.com, 3 aprile 2019. URL consultato il 27 agosto 2019.
  2. ^ The Koch Brothers Used to Be Basketball Stars, su newrepublic.com.
  3. ^ ‘The movement now transcends the Kochs.’ What David Koch’s departure means for the political network he helped build., su washingtonpost.com.
  4. ^ (EN) Elizabeth Bumiller, Woman Ascending A Marble Staircase, in The New York Times, 11 gennaio 1998. URL consultato il 31 agosto 2010.
  5. ^ (EN) Weddings: Julia M. Flesher, David H. Koch, in The New York Times, 26 maggio 1996. URL consultato il 2 settembre 2010.
  6. ^ a b (EN) Robert D. McFadden, David Koch, Billionaire Who Fueled Right-Wing Movement, Dies at 79, in The New York Times, 23 agosto 2019. URL consultato il 24 agosto 2019.
  7. ^ (EN) 'Last in Line for the Exit', in The New York Times, 7 marzo 1991.
  8. ^ (EN) David Koch on the Plane Crash That Helped Change His Life, in ABC News, 15 dicembre 2014.
  9. ^ (EN) Jackie Flat Gets $32 M., su observer.com, 26 giugno 2006.

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