Cristo velato

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Cristo velato
Cristo velato
Autore Giuseppe Sanmartino
Data 1753
Materiale Marmo
Altezza 180x80x50 cm
Ubicazione Cappella Sansevero, Napoli

Il Cristo velato è una scultura marmorea di Giuseppe Sanmartino, conservata nella Cappella Sansevero di Napoli.

L'opera, realizzata nel 1753, è considerata uno dei maggiori capolavori scultorei mondiali, ed ebbe tra i suoi estimatori Antonio Canova che, avendo tentato - senza successo - di acquistare l'opera, si dichiarò disposto a dare dieci anni della propria vita pur di essere l'autore di un simile capolavoro.[1]

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'incarico di eseguire il Cristo velato fu in un primo momento affidato allo scultore Antonio Corradini; tuttavia, deceduto da lì a breve, questi fece in tempo a realizzare solo un bozzetto in terracotta oggi al museo nazionale di San Martino. L'incarico passò così a Giuseppe Sanmartino, a cui venne affidato l'incarico di produrre «una statua di marmo scolpita a grandezza naturale, rappresentante Nostro Signore Gesù Cristo morto, coperto da un sudario trasparente realizzato dallo stesso blocco della statua».[2]

Sammartino realizzò quindi un'opera dove il Cristo morto, sdraiato su un materasso, viene ricoperto da un velo che aderisce perfettamente alle sue forme. La maestria dello scultore napoletano sta nell'esser riuscito a trasmettere la sofferenza che il Cristo ha provato gli attimi prima della Crocefissione attraverso la composizione del velo, dal quale si intravedono i segni sul viso e sul corpo del martirio subito. Ai piedi della scultura, infine, l'artista scolpisce anche gli strumenti del suddetto supplizio: la corona di spine, una tenaglia e dei chiodi.[2]

Leggenda del velo[modifica | modifica wikitesto]

La magistrale resa del velo ha nel corso dei secoli dato adito a una leggenda secondo cui il principe committente, il famoso scienziato e alchimista Raimondo di Sangro, avrebbe insegnato allo scultore la calcificazione del tessuto in cristalli di marmo. Da circa tre secoli, infatti, molti visitatori della Cappella, colpiti dal mirabile velo scolpito, lo ritengono erroneamente esito di una "marmorizzazione" alchemica effettuata dal principe, il quale avrebbe adagiato sulla statua un vero e proprio velo, e che questi si sia nel tempo marmorizzato attraverso un processo chimico.[3]

In realtà una attenta analisi non lascia dubbi sul fatto che l'opera sia stata realizzata interamente in marmo, e questo è anche confermato da alcune lettere dell'epoca. Una ricevuta di pagamento a Sanmartino in data 16 dicembre 1752, firmata dal principe e conservata presso l'Archivio Storico del Banco di Napoli, recita infatti:[3]

« E per me gli suddetti ducati cinquanta gli pagarete al Magnifico Giuseppe Sanmartino in conto della statua di Nostro Signore morto coperta da un velo ancor di marmo. »

Lo stesso di Sangro, in alcune lettere, descrive il velo come realizzato dallo stesso blocco della statua, senza l'utilizzo di nessuna escogitazione alchemica.

Estimatori[modifica | modifica wikitesto]

Già nel Settecento numerosi viaggiatori, anche illustri, si sono recati a Napoli per ammirare la statua. Si racconta che Antonio Canova ne rimase così colpito che avrebbe scambiato dieci anni della propria vita con l'essere l'autore di tale opera e durante una sua visita a Napoli provò anche ad acquistarla.[1]

Tra gli altri estimatori del marmo è possibile ricordare il marchese de Sade, che elogiò «il drappeggio, la finezza del velo […] la bellezza, la regolarità delle proporzioni dell'insieme», Riccardo Muti, come testimonia l'immagine del Cristo velato scelta come copertina del Requiem di Mozart da lui diretto,[4] Matilde Serao, lo scrittore Héctor Bianciotti e il poeta siriano Adonis, che ha ritenuto il Cristo velato «più bello delle sculture di Michelangelo». Vale la pena ricordare anche che la regione Campania nel 2008 scelse il volto del Cristo per rilanciare l'immagine di Napoli.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (ITEN) Cristo velato: il capolavoro, Museo della Cappella Sansevero. URL consultato il 1º gennaio 2014.
  2. ^ a b Cristo velato: la statua, Museo della Cappella Sansevero. URL consultato il 26 luglio 2015.
  3. ^ a b Cristo velato: la leggenda del velo, Museo della Cappella Sansevero. URL consultato il 26 luglio 2015.
  4. ^ VisualEditor - Icon - Picture.svg Immagine della copertina del Requiem di Mozart di Riccardo Muti. Amazon.com.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elio Catello, Giuseppe Sanmartino (1720-1793), Napoli, Electa, 2004, ISBN 88-510-0225-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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