Cotinus coggygria

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Scotano
Cotinus coggygria5.jpg
Cotinus coggygria
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Sapindales
Famiglia Anacardiaceae
Genere Cotinus
Specie C. coggygria
Nomenclatura binomiale
Cotinus coggygria
Scop.
Sinonimi

Rhus cotinus

Nomi comuni

scotano, albero della nebbia, sommaco selvatico

Cotinus coggygria Scop., conosciuto comunemente come "scotano" o "albero della nebbia" o, a Trieste e dintorni, come "sommacco" o "scòdino", è un arbusto appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le sue foglie sono ovali, ottuse, di colore verde chiaro, ed in autunno, prima di cadere, assumono colori vivaci. Il fiore è in realtà una infiorescenza simile a quella di un grappolo d'uva, ma con portamento eretto, non diretto verso il basso come nella vite, dove ogni racemo porta un gruppetto di fiorellini insignificanti di colore panna-giallino. L'elemento fortemente ornamentale di questa pianta, in realtà, oltre al bellissimo fogliame sono i "frutti" che, passata la breve fioritura, formano una specie di pennacchio, setoso, piumoso, lungo 15 - 25 cm, con peli inizialmente violetto chiaro e poi color porpora, tendenti al marrone verso la maturazione completa, che danno un'apparenza di leggerezza a tutto l'insieme.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Ama i climi continentali, ma cresce bene anche nei paesi mediterranei, fino agli 800 m s.l.m. di quota, purché siano rispettate le sue condizioni ottimali.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Questa pianta che può raggiungere i 2,50 m di altezza, viene impiegata ottimalmente o come esemplare isolato, oppure a gruppi che nelle stagioni in cui è in piena vegetazione formano delle fitte, ma allo stesso tempo leggiadre "quinte" a causa dei generosi pennacchi che conferiscono all'ambiente un aspetto "nebbioso", ma contemporaneamente "allegro".

Un tempo raccolto e ridotto in polvere serviva nell'ambito della conciature delle pelli, specie dai monaci colombaniani del Monastero di Bardolino che furono i primi a utilizzarlo. Nella provincia di Pesaro-Urbino, tra i comuni Montefabbri e Mombaroccio, si trova il convento francescano di Santa Maria di Scotaneto, dagli arbusti di Scotano che sono in gran numero nel colle e nel convento, poi detti del Beato Sante, dal frate che ci abitò. Era utilizzato per la concia anche in Sicilia, dove fu Giacinto Carini a introdurre la macchina a vapore per la sua mondatura.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cotinus coggygria Scop., in The Plant List.
  2. ^ Romeo Vuoli. Il generale Giacinto Carini. Nuova Antologia, 1-16/11/1929

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Zanussi San Colombano d'Irlanda Abate d'Europa - Ed. Pontegobbo Pg.151-152.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio
  • BS il Beato Sante, anno LXXXII, PU, n.4 ottobre-dicembre 2012, p.14.

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