Consumo collaborativo

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Il termine consumo collaborativo (sharing economy) definisce un modello economico basato su di un insieme di pratiche di scambio e condivisione siano questi beni materiali, servizi o conoscenze. È un modello che vuole proporsi come alternativo al consumismo classico riducendo così l'impatto che quest'ultimo provoca sull'ambiente[1][2][3][4].

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

  • Da una prospettiva macroeconomica: segue il modello del mercato ibrido. lo scambio di beni e servizi è stato il dominio predominante nei modelli di mercato. Questi modelli si focalizzano sul trasferimento della proprietà di risorse economiche tra le due parti. A seconda se vi è nello scambio denaro o meno, in entrambi i casi gli attori scambiano la proprietà di un bene o servizi.
  • Da una prospettiva microeconomica: Fa parte della discussione di diverse discipline. Per esempio, il marketing analizza la rilevanza di marchi che sembrano diventare meno rilevanti se i consumatori sono capaci di accedere - per esempio - a diverse automobili di venditori differenti. La prospettiva del venditore fa parte della ricerca nel settore dell'amministrazione degli affari che identifica le nuove strategie per la Sharing economy per gli operatori storici e i nuovi arrivati
  • Una prospettiva integrata è discussa nell'area delle scienze dei servizi la quale è strettamente correlata con il concetto di "orientamento al servizio". In questo contesto, i sistemi di servizi (ristorazione, finanziario, mobilità..). Ad esempio il crowdsourcing.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Il termine ha origine nel 1978 e fu coniato da Marcus Felson e Joe. L. Spaeth nel loro articolo “Community Structure and Collaborative Consumption: A routine activity approach" pubblicato nel American Behavioral Scientist.

Tipologie di consumo collaborativo[modifica | modifica wikitesto]

  • Sistemi prodotti-servizi[5]
  • Mercati di redistribuzione
  • Stile di vita collaborativo[6]

Tipologie di consumo collaborativo per settore[modifica | modifica wikitesto]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni, complice anche il costo sempre più elevato dei carburanti, sono nate nuove formule per ovviare a questo problema. car sharing, car pooling e bike sharing sono i più conosciuti.

Viaggi[modifica | modifica wikitesto]

Quando si è in viaggio esistono formule di ospitalità come quelle offerte dagli utenti di CouchSurfing o BeWelcome che permettono gratuitamente di accedere alla casa di uno degli utenti e soggiornare per un periodo di tempo limitato. I partecipanti al progetto oltre a ottenerne un beneficio economico dovuto al risparmio di non dover rivolgersi alle classiche strutture di ricezione ne traggono un enorme beneficio in termini di scambio interculturale, di conoscenza di usi, costumi e territorio. Diversi servizi online permettono ai viaggiatori di trovare un "local friend", un amico locale, che condivide le proprie conoscenze del posto e i propri stili di vita. In questo modo cercano di dare una prospettiva nuova al turismo, detto anche "turismo esperienziale".

Beni e servizi[modifica | modifica wikitesto]

Il baratto è la formula più antica di scambio, la ridistribuzione di beni posseduti e non più necessari o voluti viene messa a disposizione della comunità in cambio di altro più appetibile. Anche spazi come un ambiente di lavoro è un servizio che si può condividere, così le spese dell'affitto, di un collaboratore o di un computer possono facilmente essere abbattute mediante i progetti di coworking.

Conoscenze[modifica | modifica wikitesto]

La banca del tempo è la struttura principe che si occupa di far incontrare le persone che vogliono mettere a disposizione della comunità le proprie conoscenze ottenendone in cambio altre. L'unità di misura è appunto il tempo, e il tempo di ciascuno, qualsiasi cosa offra, è uguale al tempo di tutti gli altri.

Tipologie di condivisione[modifica | modifica wikitesto]

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Il fenomeno della Sharing Economy si riconosce in molti settori industriali, che riflettono la loro importanza macro-economica. Le soluzioni differiscono in una prosprettiva micro-economica per quanto riguarda i fornitori e il tipo di interazione.

Dettagli Settore industriale

Tipo di fornitore

Tipo di interazione

Ristorazione

Finanziario

Mobilità-Trasporti

Viaggio

Logistica

Lavoro

Educazione

Altri

Start-

up

B2C

Kuhteilen

Finpoint

Uber, Blablacar

onefinestay

Instacart, Foodora

Wework

Chegg

The Collective

C2C

Eat With Me, Local Roots

Lendico

Turo, C3C- City Commuters Club, Getaround, & sharoo

Airbnb

ShareMy Storage.com

Freelancer .com

SkillSesh

Sharing Academy

Sharen.nl

Estab.

B2C

WeFarm (Google etc.)

openforum (Bank of America)

car2go (Daimler), Enjoy (Fiat)

Tripping.com (Several)

DoorDash (FedEx)

Workspace on Demand (Marriott)

Coursera

(Stanford)

Mud Jeans

(Mud Jeans)

C2C

P2P Food Lab (Sony CSL)

Crowdfunding (Volksbank Bühl)

JustPark (BMW)

TripAdvisor (Expedia)

MyWays (DHL)

TaskRabbit (Walgreen, Pepsi, GE)

Khan Academy (Google, B. & M. Gates Foundation)

Mila (Swisscom)

Note: B2C = Business to consumer, C2C = Consumer to consumer

Benefici[modifica | modifica wikitesto]

  • Riduzione dell'inquinamento mediante condivisione dei mezzi di trasporto.
  • Risparmio economico e riduzione degli sprechi grazie alle formule di prestito, acquisto condiviso, scambio di prodotti.
  • Incremento della felicità grazie a nuove interazioni sociali positive.

Critiche e controversie[modifica | modifica wikitesto]

Legislazione nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Europa[modifica | modifica wikitesto]

In Europa si è presentato il problema di una regolamentazione soprattutto con il servizio di trasporto Uber, più che con servizi di bike sharing, car sharing e che in altri settori: finziario, educativo, e della ristorazione.

Dal 3 giugno 2016 l'Unione Europea si esprime con delle linee guida giuridicamente non vincolanti ma con cui si potranno aprire procedure d'infrazione e rivolgersi alla Corte di giustizia europea. In particolare chiede di distinguere tra chi mette a disposizione la propria proprietà occasionalmente a chi la svolge professionalmente e le nuove attività di sharing economy potranno essere vietati dagli stati nazionali solo come misura estrema[7].

  • Francia: Dall'1 gennaio 2015 servizi come Uber Pop sono illegali ed il 2 aprile 2015 Uber fa ricorso alla Commissione europea[8]
  • Germania:Uber il 4 aprile 2015 fa ricorso contro la legge tedesca all'Unione Europea[8]
  • Italia: Da inizio 2015 i servizi Uber sono vietati. Legale il servizio di carpooling della francese Blablacar, e i servizi di Car sharing e bike sharing nonché di affitto case come Airbnb. A marzo 2016 un intergruppo parlamentare presenta una proposta di legge.
  • Spagna: Il 30 marzo 2016 Uber apre il servizio Uber X, in cui i conducenti sono equiparati ai servizi di noleggio con conducente (NCC) e quindi con licenza [9].

Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Juho Hamari, Mimmi Sjöklint e Antti Ukkonen, The Sharing Economy: Why People Participate in Collaborative Consumption, in Journal of the Association for Information Science and Technology, 2015, DOI:10.1002/asi.23552.
  2. ^ (Puschmann & Alt, 2016) Puschmann, T., Alt, R., Sharing Economy, in: Business & Information Systems Engineering, 58 (2016), 1, pp. 93-99
  3. ^ From homes to meals to cars, 'sharing' has changed the face of travel, su chicagotribune.com. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  4. ^ The Sharing Economy Isn’t About Sharing at All, Harvard Business Review, 28 gennaio 2015. URL consultato l'11 luglio 2015.
  5. ^ DriveNow: BMW and Sixt Joint Venture for premium car sharing, bmwblog.com.
  6. ^ Jeremiah Owyang, The mobile technology stack for the Collaborative Economy, VentureBeat, 24 febbraio 2015. URL consultato il 24 febbraio 2015.
  7. ^ Uber e Airbnb, l’apertura Ue: “Il divieto deve essere solo una misura estrema”, in il fatto quotidiano, 3 giugno 2016. URL consultato il 4 giugno 2016.
  8. ^ a b Uber ricorre all’Ue contro Francia e Germania, in La Stampa.it, 2 aprile 2015. URL consultato il 4 giugno 2016.
  9. ^ Uber torna in Spagna, ma solo con la licenza, in La Stampa.it, 30 marzo 2016. URL consultato il 4 giugno 2016.