Come fu che Masuccio Salernitano, fuggendo con le brache in mano, riuscì a conservarlo sano

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Come fu che Masuccio Salernitano, fuggendo con le brache in mano, riuscì a conservarlo sano
Titolo originaleCome fu che Masuccio Salernitano, fuggendo con le brache in mano, riuscì a conservarlo sano
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1973
Durata84 min
Generecommedia
RegiaSilvio Amadio
SoggettoTomasso Guardati (romanzo)
SceneggiaturaSilvio Amadio, Francesco Di Dio, Francesco Villa
ProduttoreLuigi Borghese
Casa di produzioneDomiziana Internazionale Cinematografica
FotografiaAntonio Modica
MontaggioAlberto Moriani
MusicheRoberto Pregadio
ScenografiaSaverio D'Eugenio
TruccoGiuseppina Bovino
Interpreti e personaggi

Come fu che Masuccio Salernitano, fuggendo con le brache in mano, riuscì a conservarlo sano è un film del 1973, diretto da Silvio Amadio.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Due gaglioffi alla ricerca di avventure e di gonzi da truffare si travestono da preti e spacciano un braccio putrefatto per la reliquia di San Luca, guadagnando soldi a palate. Poi imbrogliano un avido frate che usa il confessionale per arricchirsi, e quando questi lo scopre si autoassolve. In seguito i due compari introducono Filippo travestito da donna nell'alcova della moglie dell'oste Trafone, salvando dalla disperazione frate Martino che aveva dimenticato le mutande in casa dell'amante. E per burla i due le espongono come reliquia ai fedeli. Gli imbrogli però non sono ancora finiti: i due, sempre travestiti da frati, si servono di donne per ricattare un principe.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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