Claudia Roth

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Claudia Roth
2014-09-11 - Claudia Roth MdB - 7893.jpg

Vicepresidente del Bundestag per Alleanza 90/I Verdi
Durata mandato 22 ottobre 2013 –
8 dicembre 2021
Presidente Norbert Lammert
Wolfgang Schäuble
Bärbel Bas
Predecessore Katrin Göring-Eckardt

Dati generali
Partito politico Alleanza '90 - I Verdi
Università Università Ludwig Maximilian di Monaco

Claudia Benedikta Roth (Ulm, 15 maggio 1955) è una politica tedesca.

Roth è esponente del partito Alleanza 90/I Verdi, di cui è stata co-presidente dal 2001 al 2002 e ancora dal 2004 al 2013.

Ha ricoperto la carica di Vicepresidente del Bundestag dal 2013 al 2021. Dal dicembre 2021 è Ministro di Stato per la Cultura e i Media del governo Scholz.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Europarlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 1989 è stata eletta per la prima volta al Parlamento europeo, dove è stata europarlamentare fino al 1998. Dal 1994 ha ricoperto l'incarico di presidente del Gruppo Verde. Al Parlamento europeo è stata membro della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della commissione per gli affari esteri e di commissioni straordinarie. Ha ricoperto l'incarico di vicepresidente della commissione UE-Turchia. Nel 1994 il Parlamento ha approvato la Relazione Roth sulla parità di diritti per gli omosessuali. Parimenti, Roth focalizzò la propria attività politica sui diritti della minoranza curda in Turchia[1] e sull'avvicinamento e l'adesione della Turchia all'Unione europea.[2]

Deputata al Bundestag[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998 è stata eletta al Bundestag, dove ha assunto l'incarico di presidente della commissione per i diritti umani e gli aiuti umanitari. Il 9 marzo 2001 è stata eletta per la prima volta co-presidente di Alleanza 90/I Verdi, carica che ha ricoperto assieme a Fritz Kuhn.

Dal marzo 2003 all'ottobre 2004 è stata Incaricata del Governo federale per le politiche dei diritti umani e gli aiuti umanitari del governo Schröder II.

Nell'ottobre 2004 è stata nuovamente eletta co-presidente del partito assieme a Reinhard Bütikofer. Nel dicembre 2006 fu riconfermata co-presidente accanto a Cem Özdemir.[3] A seguito del risultato elettorale deludente dei Verdi alle elezioni federali del 2013 l'ufficio di presidenza si dimise e Roth non si ricandidò.

Il 22 ottobre 2013 è stata eletta Vicepresidente del Bundestag, carica che ha ricoperto fino al dicembre 2021, quando fu nominata Ministro di Stato per la Cultura e i Media del governo Scholz.

Posizioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

L'attività politica di Claudia Roth si focalizza sul multiculturalismo, la tutela delle minoranze e l'integrazione europea.[4] Noto è il suo attivismo a sostegno delle persone LGBT in Germania e in Europa.

Claudia Roth è considerata una delle personalità più polarizzanti della politica tedesca;[5] è considerata una politica "emotiva" e altresì una fedelissima del proprio partito, vicina alle istanze "ribelli" dei primi Verdi.[6]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Dama dell'Ordine al merito bavarese - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine al merito bavarese
— 2014
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia della Costituzione bavarese
— 2011

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Erpressung auf dem Rücken der Kurden", su deutschlandradiokultur.de, Deutschlandradio, 8. Oktober 2014. URL consultato il 9. Mai 2017.
  2. ^ CLAUDIA ROTH: Ihre Vita, su web.archive.org, 2 settembre 2007. URL consultato il 14 dicembre 2021 (archiviato dall'url originale il 2 settembre 2007).
  3. ^ Özdemir und Roth neue Doppelspitze der Grünen, su welt.de, Welt N24, 15. November 2008. URL consultato il 9. Mai 2017.
  4. ^ Saskia Richter: Führung ohne Macht? Die Sprecher und Vorsitzenden der Grünen, in: Die Parteivorsitzenden in der Bundesrepublik Deutschland 1949–2005; herausgegeben von Daniela Forkmann und Michael Schlieben, VS Verlag, Wiesbaden 2005, S. 201.
  5. ^ Template:Webarchiv tagesschau.de, 17. Oktober 2012; Gut so, Frau Roth! Zeit Online, 12. November 2012; Porträt: Claudia Roth – prägend, polarisierend, verletzlich. Welt Online, 12. November 2012
  6. ^ Die Protest-Beamten, su spiegel.de, Spiegel Online, 12. Januar 2010. URL consultato il 9. Mai 2017.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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