Clarence Bicknell

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Clarence Bicknell nel 1906.

Clarence Bicknell (Herne Hill, 27 ottobre 1842Casterino, 17 luglio 1918) è stato un esperantista, matematico e religioso britannico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da una famiglia agiata, nel 1865 ottenne la laurea in matematica, e nel 1873 conseguì il Master of Arts. Negli anni 1870 divenne pastore della chiesa anglicana, ed iniziò a prestare la sua attività presso la comunità religiosa di Stoke on Terne; dopo tredici anni, colto da un periodo di crisi spirituale, decise tuttavia di dedicarsi ai viaggi e allo studio.

Nel 1877 giunse in Italia, e nel 1878 a Bordighera, grazie alla famiglia del reverendo Charles Fanshawe, che lo invitò ad officiare nella locale chiesa anglicana. Nel 1888 fondò, sempre a Bordighera, il Museo Bicknell, che fece erigere per raccogliere le sue collezioni botaniche e archeologiche. L'esperienza del Museo fu raccolta nel 1937 dall'Istituto Internazionale di Studi Liguri, tuttora in attività, e che cura una biblioteca a lui intitolata. Dopo la sua morte il museo fu gestito dal nipote Edward Berry e la moglie Margaret proprietari della famosa banca inglese di Bordighera e viceconsole britannico. Continuarono la tradizione di stimolare la vita intellettuale della città anche nella loro residenza privata, Villa Monteverde, in Via dei Mostaccini 54 trasformata ora in un condominio privato. Alla morte di Edward, Margaret continuò a sostenere il museo e quando, durante il periodo fascista, gli inglesi divennero persona non grata in Italia il testimone passò a Nino Lamboglia che creò anche il primo nucleo dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri.

Gli interessi di Bicknell denotavano un particolare eclettismo: egli si interessò di botanica, ornitologia, archeologia e mineralogia, ma guadagnò la rinomanza internazionale principalmente grazie alla scoperta e allo studio delle incisioni rupestri del Monte Bego. Lo contraddistinse inoltre una particolare attenzione per i non vedenti.

Morì il 17 luglio 1918 nella sua casa di campagna nella frazione Casterino di Tenda, che allora si trovava ancora in territorio italiano.

Bicknell e l'esperanto[modifica | modifica wikitesto]

Dapprima appassionato studioso del Volapuk, una lingua ausiliaria internazionale, si accostò in seguito all'esperanto e divenne esperantista nel 1897. Partecipò al Congresso Universale di Esperanto del 1905, il primo della storia, a Boulogne-sur-Mer, in Francia. Si attivò molto per trascrivere le opere letterarie in esperanto in braille.

Nel 1910 fondò un gruppo esperantista a Bordighera, e ne fu presidente sino alla morte, occorsa nel 1918. Sostenne inoltre finanziariamente numerose imprese collegate all'esperanto.

Scrisse numerose poesie originali in esperanto, che apparvero ne La Revuo e in The British Esperantist; molte rimasero allo stadio di manoscritti. Tradusse Horacio (di Lord Macauley, 1906); Gvinevero (di Alfred Tennyson, 1907); Rikoltado de la pecoj (di Sturgis); Ŝakludo (da La partita a scacchi di Giuseppe Giacosa, 1915).

Galleria Fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Clarence Bicknell, Flora of Bordighera and San Remo or a catalogue of the wild plants growing in western Liguria in the area bounded by the outer watersheds of the Arma and Nervia torrents, Bordighera, Pietro Gibelli, 1896.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN10162968 · ISNI: (EN0000 0000 1322 7192 · GND: (DE117590371 · BNF: (FRcb15563522c (data)
biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie