Cia Ordelaffi

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Marzia degli Ubaldini
Signora consorte di Cesena e Forlì
Stemma
Trattamento Signora
Nascita Forlì, 21 giugno 1317
Morte Forlì, 1º gennaio 1381
Luogo di sepoltura Chiesa di San Francesco Grande, Forlì
Dinastia Ubaldini
Padre Vanni Ubaldini
Madre Andrea Pagani
Consorte Francesco II Ordelaffi
Figli Sinibaldo
Onestina
Giovanni
Scarpetta
Ludovico
N.N.
Religione Cattolicesimo
Marzia degli Ubaldini
SoprannomeCia Ordelaffi
NascitaForlì, 1317
MorteForlì, 1381
Dati militari
GradoCondottiera
CampagneCrociata contro i Forlivesi
BattaglieAssedio di Cesena (1357)
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Marzia Ordelaffi, nata Marzia degli Ubaldini (Forlì, 21 giugno 1317Forlì, 1º gennaio 1381), è stata una nobile e condottiera italiana, signora consorte di Cesena e Forlì, una delle più note donne guerriere della storia d'Italia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Marzia Ordelaffi, nota come Cia, derivò il cognome Ordelaffi dal marito Francesco II Ordelaffi, signore di Forlì, sposato nel 1334. Era figlia di Vanni Ubaldini, signore di Susinana e di Andrea Pagani, figlia a sua volta del celebre Maghinardo Pagani di Susinana, di cui Cia risulta nipote abiatica. Cia aiutò sempre suo marito nella lotta a favore del partito ghibellino[1].

Nel maggio del 1351, il suo intervento in soccorso del figlio Ludovico Ordelaffi fu decisivo per la vittoria della battaglia di Dovadola.

Nel 1357, durante la crociata contro i Forlivesi, fu incaricata dal consorte di difendere Cesena, città della quale Francesco era riuscito ad ottenere la signoria.

Così recita l'anonima Vita di Cola di Rienzo[2]:

«In Cesena staieva madonna Cia, la moglie dello capitanio de Forlì, con suoi nepoti e con granne forestaria drento dalla rocca. A questa madonna Cia lo capitanio scrisse una lettera. La lettera diceva così: "Cia, aiate bona e sollicita cura della citate de Cesena". Madonna Cia respuse in questa forma: "Signore mio, piacciave de avere bona cura de Forlì, ca io averaio bona cura de Cesena."»

Nell'immaginario popolare rimane ancora vivo il ricordo della sua eroica resistenza contro le truppe di Egidio Albornoz, a cui alla fine dovette comunque cedere.

Morì all'età di 64 anni nel 1381: fu sepolta, insieme al marito, nella chiesa di San Francesco Grande, a Forlì, oggi non più esistente. I funerali erano stati celebrati, per volere del figlio Sinibaldo, nella chiesa di Sant'Agostino[3].

Il suo mito sarà poi rinnovato da Caterina Sforza nella difesa, ugualmente eroica e sfortunata, della rocca di Ravaldino, a Forlì, ancora contro le truppe dello Stato Pontificio.

A ricordo del suo grande valore, la leggenda vuole che la donna posta tra le due torri del castello presente nello stemma del comune di Palazzuolo sul Senio sia proprio Cia Ordelaffi.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Marzia e Francesco ebbero sei figli[4]:

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sergio Spada, in Gli Ordelaffi. Signori di Forlì e Cesena, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2011.
  2. ^ Vita di Cola di Rienzo, cap. 23, Archiviato il 15 dicembre 2010 in Internet Archive.
  3. ^ Giuseppe Pecci, in Gli Ordelaffi, signori di Forlì, Faenza, Fratelli Lega, 1955.
  4. ^ Pompeo Litta, Ordelaffi di Forlì, in Famiglie celebri italiane, tav. 5, Torino, 1835.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Pecci, Gli Ordelaffi, signori di Forlì, Faenza, Fratelli Lega, 1955.
  • Sergio Spada, Gli Ordelaffi. Signori di Forlì e Cesena, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]