ChuChu Rocket!

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ChuChu Rocket!
videogioco
ChuChu Rocket!.png
Schermata di gioco
Titolo originaleチューチューロケット!
PiattaformaDreamcast, Game Boy Advance, iOS, Android
Data di pubblicazioneDreamcast:
Giappone 11 novembre 1999
Flags of Canada and the United States.svg 7 marzo 2000
Zona PAL 12 maggio 2000

Game Boy Advance:
Giappone 21 marzo 2001
Flags of Canada and the United States.svg 6 giugno 2001
Zona PAL 7 dicembre 2001
iOS:
Mondo/non specificato 28 ottobre 2010
Android:
Mondo/non specificato 23 novembre 2011
Wii U:
Giappone 21 ottobre 2015

GenereRompicapo
OrigineGiappone
SviluppoSonic Team
PubblicazioneSEGA
Modalità di giocoGiocatore singolo, multigiocatore
SupportoGD-ROM, Game Pak, download
Distribuzione digitaleVirtual Console
Fascia di etàCEROA · ELSPA: 3 · ESRBE

ChuChu Rocket! (チューチューロケット! ChūChū Roketto!?) è un videogioco rompicapo del 1999 sviluppato da Sonic Team e pubblicato da SEGA per Dreamcast. Successivamente convertito per Game Boy Advance[1], del gioco sono state realizzate versioni per iOS e Android oltre a essere distribuito, solamente in Giappone, per Wii U tramite Virtual Console.

ChuChu Rocket! è stato il primo gioco online di successo fra tutte le console più importanti. Il gioco è stato successivamente regalato con ogni Dreamcast come dimostrazione delle sue possibilità online. Il gioco è anche stato regalato ai possessori europei della console, che potevano ricevere una copia del gioco connettendosi al servizio online Dreamarena con il browser del Dreamcast[2].

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Lo scopo del gioco è essenzialmente quello di guidare alcuni topi, i ChuChus, attraverso un tabellone in modo da raggiungere determinati obiettivi cercando di evitare i gatti KapuKapus. Sia ChuChus che KapuKapus si muovono in modo semplice e prevedibile: girano a destra appena incontrano un muro, cambiano direzione in corrispondenza di una freccia o di un angolo e tornano indietro se arrivano in un vicolo cieco.

Game Boy Advance[modifica | modifica wikitesto]

La versione per Game Boy Advance di ChuChu Rocket! presenta lo stesso gameplay dell'originale per Dreamcast a cui è stata aggiunta una modalità di gioco multigiocatore con una sola cartuccia. I 100 livelli originali sono stati inclusi, insieme a 2.500 livelli creati dagli utenti del servizio online. Diversamente dalla versione per Dreamcast, l'editor di livelli della versione per Game Boy Advance è capace di creare livelli per le stage challenge e per le modalità multigiocatore.

Cloni[modifica | modifica wikitesto]

ChuChu Rocket! ha ricevuto alcuni cloni open source tra cui Mures di Adam D'Angelo[3], Tuxigloo di François Dang Ngoc, dedicato alla mascotte Tux[4] e Duck Marines realizzato da Tangram Games[5].

Altre apparizioni[modifica | modifica wikitesto]

In Sonic & SEGA All-Stars Racing, quattro ChuChus (dai colori verde, rosso, blu e giallo) appaiono come piloti giocabili. Come veicolo utilizzano proprio il loro razzo e come "All-Star" utilizzano il gatto KapuKapu.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

La rivista Retro Gamer lo ha classificato come il tredicesimo miglior gioco uscito per Dreamcast su un massimo di venticinque titoli[6]. Keith Stuart di The Guardian considerò ChuChu Rocket! come uno dei trenta migliori videogiochi dimenticati nel corso del tempo[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Lewis Cox, A Brief History Of ChuChu Rocket! In Your Pocket, su The Dreamcast Junkyard, 23 novembre 2018. URL consultato il 5 giugno 2020.
  2. ^ (EN) Sega of Europe Confirms Chu Chu Date, su GameSpot (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2007).
  3. ^ (EN) Mures, su OS4Depot. URL consultato il 5 giugno 2020.
  4. ^ Tuxigloo, su tuxigloo.org. URL consultato il 5 giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2018).
  5. ^ (EN) Duck Marines, su Tangram. URL consultato il 5 giugno 2020.
  6. ^ (EN) The Top 25 Dreamcast Games, in Retro Gamer, n. 70, Imagine Publishing, p. 64.
  7. ^ (EN) Keith Stuart, The 30 greatest video games that time forgot, su The Guardian, 22 gennaio 2014. URL consultato il 16 maggio 2021.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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