Chiesetta di San Silvestro

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Chiesetta di San Silvestro
Chiesetta san Silvestro a Imèr.JPG
La chiesetta, in basso a sinistra i paesi di Imèr e Mezzano
Stato Italia Italia
Regione Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Località Imer-Stemma.pngImèr
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Stile architettonico Romanico
Inizio costruzione XIII secolo

La Chiesetta di San Silvestro si trova nel territorio del comune di Imèr, sul monte Totoga, dove domina l'entrata della valle di Primiero. Secondo rivelazioni recenti venne costruita nel XIII secolo. La chiesetta viene aperta in occasione del 1º maggio, il 31 dicembre e il lunedì di Pasquetta.

Gli abitanti del Vanoi salivano un tempo per chiedere il sole al santo, in particolare quando la pioggia non dava tregua e rovinava i raccolti.

Questa chiesa, assieme a quelle di San Vittore a Tonadico, San Giovanni e Santa Romina a Mezzano, forma una croce a simbolica consacrazione della vallata di Primiero. Oggi un percorso da trekking denominato La Crosèra unisce questi punti con un bel percorso passante per i punti più caratteristici della valle.

L'interno della chiesetta

Sull'intitolazione a Papa Silvestro I ha forse influito il fatto che la chiesa dominasse un'area boschiva ripida e di difficile accesso o forse il nome del papa ha sostituito quello di una divinità venerata sul colle prima della diffusione del cristianesimo a Primiero.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa contiene un affresco realizzato da Rocco Naurizio nel 1544 con Gesù assieme ai quattro evangelisti rappresentati con i loro animali, molto simile all'affresco presente nella cappella di San Giacomo a Tonadico. Sono attribuite a Marco da Mel (1540) le scene affrescate della vita e martirio di San Giorgio.

Leggende[modifica | modifica wikitesto]

Si tramandano ben 2 leggende legate a questa chiesetta che è circondata, forse per la sua posizione isolata, da un alone di mistero.

Il Miracolo[modifica | modifica wikitesto]

La catena simbolo del miracolo

Un giorno un uomo di Canal San Bovo ricevette un messaggio dalla madre di recarsi il prima possibile da lei a Caoria, una frazione distante alcuni chilometri. L'uomo, vista l'ora tarda, era in dubbio se partire oppure no, ma alla fine decise di partire nonostante il parere contrario della moglie e dei figli.

Il giorno seguente venne trovato morto con una ferita alla testa e subito i gendarmi si misero alla ricerca dell'assassino che sospettavano fosse qualcuno che conoscesse bene la vittima. Dopo pochi giorni arrestarono un boscaiolo che aveva avuto delle dispute recenti con la vittima, lo incatenarono nonostante si dichiarasse innocente e lo portarono alla caserma per essere giudicato.

Conscio del fatto che rischiava di essere giustiziato ingiustamente, appena fu nei pressi della Chiesetta di San Silvestro il giovane invocò il santo protettore degli innocenti di liberarlo e subito le catene che tenevano legati i suoi polsi si spezzarono e caddero a terra. Per questo motivo il giudice diede la grazia per "Volontà di Dio" al boscaiolo.

Non si sa se le catene caddero veramente per il miracolo del santo o per un più materiale accordo tra il boscaiolo e i gendarmi, ma nella credenza popolare le catene vennero identificate come il simbolo della grazia ricevuta e vennero messe sul cancello d'ingresso della chiesa a testimonianza del miracolo avvenuto.

La costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Si narra che il luogo scelto per la costruzione della chiesa fosse molto più a valle di dove ora sorge, in una località chiamata Peđenàl, appena sopra a Masi d'Imer. Vennero portati tutti i materiali per la sua edificazione in quel punto, ma il giorno seguente ogni singola pietra, asse e sacco venne ritrovato in un altro punto.

Per ben tre giorni vennero risistemate le cose, ma ogni giorno seguente venivano ritrovate spostate nello stesso punto. Un abitante del luogo non poteva essere stato, perché non sarebbe stato nei suoi interessi andare ogni domenica fin sul colle a messa; un forestiero nemmeno, perché non avrebbe fatto tutta quella fatica solo per fare uno scherzo. Questo portò la gente a credere che ci fosse stato un intervento divino e quindi fosse quello il punto in cui il santo avesse voluto la chiesa, e lì venne costruita.