Chiesa di Santa Maria Maggiore (Ravenna)

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Chiesa di Santa Maria Maggiore
Ravenna, Chiesa di Santa Maria Maggiore, veduta esterna.jpg
La facciata e il campanile
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna
LocalitàRavenna
ReligioneCristiana Cattolica di rito romano
TitolareSanta Maria Maggiore
Arcidiocesi Ravenna-Cervia
Consacrazione534
ArchitettoPietro Grossi
Stile architettonicopaleocristiano (campanile)
barocco (chiesa)
Inizio costruzione521
Completamento1671

Coordinate: 44°25′13.91″N 12°11′48.76″E / 44.420531°N 12.196878°E44.420531; 12.196878

La chiesa di Santa Maria Maggiore è un luogo di culto cattolico della città di Ravenna, non lontano dalla Basilica di San Vitale e dal Mausoleo di Galla Placidia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I lavori di costruzione della chiesa dedicata alla Vergine iniziarono nel 526 per volere del vescovo di Ravenna Ecclesio e terminarono circa 7 anni dopo, nel 532, data della morte dello stesso Ecclesio che la aveva consacrata prima di morire.

Fra il IX e il X secolo, venne costruito il campanile cilindrico.

L'edificio, in stile paleocristiano con pianta centrale, fu fortemente modificato nel 1671 dall'architetto Pietro Grossi che all'originaria pianta centrale preferì una pianta basilicale a tre navate con due file di archi a tutto sesto.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Maria Maggiore sorge in via Galla Placidia, alle spalle del complesso della Basilica di San Vitale e affianco alla Chiesa di Santa Croce. La facciata, a salienti, è priva di decorazioni. Nel parato murario in mattoncini, si aprono, al centro, il semplice portale e, più in altro, un finestrone rettangolare.

Alla destra della chiesa, sorge il campanile a pianta circolare; in esso si aprono tre ordini di finestre: monofore nei due ordini inferiori, bifore sorrette da colonnine marmoree in quello superiore.

L'interno della chiesa è suddiviso in tre navate da due file di archi a tutto sesto sorretti da pilastri affiancati dalle colonne corinzie provenienti dall'originaria chiesa paleocristiana nei lavori di rifacimento dell'architetto Pietro Grossi terminati nel 1671.

L'abside è ancora quella originaria, seppur ha perso completamente le sue caratteristiche, compreso il mosaico con l'immagine della Madonna con bambino seduto. Sotto l'arco absidale, vi è l'altare maggiore in marmi policromi con la statua della Madonna del Bambino in marmo bianco, del XVII secolo.

In fondo alla navata sinistra si trova un quadro di Luca Longhi, con San Paolo che visita Sant'Agnese in carcere. In fondo a quella destra si trova invece un sarcofago di epoca romana, che fu utilizzato come sepolcro dalla famiglia Rasponi, specialmente famosi nella patria storia per le loro improntitudini.

La chiesa è conosciuta anche col nome "Santa Maria dei Tumori", per via di un altare dedicato proprio a questa figura.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Bustacchini, Ravenna. I mosaici, i monumenti e l'ambiente, Bologna, Edizioni Italcards, 1984.
  • Wladimiro Bendazzi e Riccardo Ricci, Ravenna. Guida alla conoscenza della città. Mosaici arte storia archeologia monumenti musei, Ravenna, Edizioni Sirri, 1992. ISBN 88-86239-00-9.

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