Chiesa di Santa Maria Alemanna

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Chiesa di Santa Maria Alemanna
Church Messina Chiesa di Santa Maria Alemanna.jpg
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Località Messina-Stemma.png Messina
Religione cattolica
Diocesi Diocesi di Messina
Stile architettonico Gotico
Completamento 1220
Sito web Scheda

La chiesa di Santa Maria Alemanna è una chiesa di Messina, si trova in via Sant'Elia.

Rappresenta la più alta espressione dell'arte Gotica nell'area del Mediterraneo, ed è in puro stile gotico, ha conservato intatta l'ossatura datagli e la si può ammirare secondo lo stile originario.[senza fonte]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Essa venne realizzata, insieme ad un ospedale contiguo, nel 1220 da maestranze tedesche per volere di Federico II di Svevia, che la volle per assicurare ai Cavalieri Teutonici, impegnati nelle crociate, un luogo di sosta e di rifornimento. I Cavalieri stabilirono qui il loro Priorato e si servirono dell'ospedale per accogliere i reduci dalla terra Santa e prestare loro cura. Furono proprio i Cavalieri Teutonici a intitolarla a S. Maria Alemanna, nome con cui ancora oggi è nota. Dell'ospedale antico rimane solo una piccola traccia sotto forma di un archetto ogivale e un frammento murario nei pressi delle absidi della chiesa.

Alla fine del XIV secolo, all'incirca intorno al 1485, venne abbandonata dai Cavalieri Teutonici e passò sotto la cura della Confraternita dei Rossi (una delle più antiche Confraternite esistenti, nata a Messina e riconosciuta dal papato) che ne gestì l'ospedale, nel quale nel 1571, dopo la battaglia di Lepanto trovò ricovero un personaggio degno di nota, lo scrittore spagnolo Miguel de Cervantes autore qualche anno dopo della famosa opera Don Chisciotte della Mancia (1605).

Delle cronache locali ci fanno sapere che già nel 1606 sia la chiesa che l'ospedale giacevano in stato di abbandono, in seguito durante un temporale nel 1612 venne colpita da un fulmine che gravemente ne danneggiò il tetto. Il terremoto del 1783 continuò la rovina della struttura, danneggiandone la facciata. Venne poi usata per anni come bottega da fabbri, come magazzino e come deposito. Rimase indenne nel sisma del 1908, a testimonianza di ciò, la chiesa si trova ad un livello più basso rispetto a quello stradale, ma per esigenze imposte dal nuovo Piano Regolatore (1911), venne demolito il prospetto ovest e l'edificio venne accorciato in lunghezza.

La Chiesa tra il 1949 e il 1951 subì interventi di recupero e nel 1985 la ricollocazione del portale laterale, dopo gli interventi di restauro del 1994 si provvide per la copertura lignea della struttura e il suddetto prospetto ovest, venne ricostruito in vetro. Nel 2001 fu riaperta alla pubblica fruizione e adesso al suo interno vengono organizzate mostre, eventi e spettacoli. Nel Novembre del 2013 la chiesa è stata inserita nel percorso 'Sulle orme di Federico', viaggio culturale organizzato dalla Fondazione Federico II di Palermo. In tale occasione, Il 20 novembre 2013 nei locali della chiesa, si è svolto l'incontro su 'Federico II e Bisanzio'.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Foti, Storia, Arte e Tradizione nelle Chiese di Messina, Messina, Grafo Editor s.r.l., 1983.