Ermanno di Salza

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Ermanno di Salza
Hermann von Salza Painting.jpg
Gran maestro dell'Ordine teutonico
In carica 1209 o 1210[1] –
20 marzo 1239
Predecessore Heinrich von Tunna
Successore Corrado di Turingia
Nascita prima del 1179[1]
Morte Salerno, 20 marzo 1239
Luogo di sepoltura Casa teutonica di Barletta[N 1]
Religione Cattolicesimo

Ermanno di Salza-Salzillo (in tedesco Hermann von Salza, in latino Hermannus de Saltza; Langensalza, 1179 circa – Salerno, 20 marzo 1239) è stato il quarto Gran Maestro dell'Ordine Teutonico, in carica dal 1209 fino alla morte. Abile diplomatico tra l'Imperatore ed il Papa, Hermann fu l'artefice dell'espansione dell'ordine militare nella regione della Prussia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Hermann von Salza nacque da una famiglia nobile della Turingia (probabilmente originaria dell'attuale città di Lagensalza), attorno al 1179. L'anno preciso della sua entrata nell'Ordine Teutonico è sconosciuta, ma egli viene menzionato per la prima volta nel 1209, quando viene nominato Gran Maestro. Tuttavia egli doveva aver trascorso diversi anni nelle regioni del Mediterraneo durante i suoi primi anni di governo. Durante questo periodo le attività dei cavalieri dell'ordine si espansero dalla Spagna alla Livonia.

Hermann fu amico e consigliere dell'Imperatore Federico II, presso il quale rappresentava la curia papale come mediatore, dal 1222 in poi. Famosi in quest'ottica gli incontri tra l'Imperatore e il Papa, che furono promossi da Hermann che fu garante di ambo le parti, effettuati tra 1222 e 1223 a Veroli e Ferentino, nel basso Lazio. Papa Onorio III inoltre riconobbe le sue capacità personali e la sua fedeltà, garantendo in conseguenza all'Ordine Teutonico uno stato eguale a quello dei Cavalieri Ospitalieri e ai Templari, dopo che la proposta era naufragata con i precedenti Gran Maestri dell'Ordine.

Statua di Ermanno di Salza a Malbork

Alla richiesta del re Andrea II d'Ungheria nel 1211, Hermann pose una sede dell'Ordine nel Burzenland, in Transilvania, in difesa dei Cumani. I nobili ungheresi, ad ogni modo, non vedevano di buon occhio l'Ordine, che venne costretto a lasciare i propri avamposti già dal 1225. Nel frattempo, Hermann partecipò nel corso della Quinta Crociata all'assedio di Damietta (1219) e venne decorato per il suo coraggio da Giovanni di Brienne, il Re titolare del Regno di Gerusalemme. Al suo ritorno in Europa, Hermann aiutò Federico nelle sue questioni conseguenti alla scomunica subita ad opera del Papa: convinse Federico II a intraprendere la Sesta Crociata[senza fonte] e fu probabilmente il responsabile del progetto del suo matrimonio (9 novembre 1225) con Jolanda di Brienne, erede del regno di Gerusalemme[1].

Venne quindi chiamato da Corrado I di Masovia a combattere il paganesimo della regione della Vecchia Prussia. Hermann ottenne quindi l'autorizzazione dell'imperatore a cristianizzare la "Vecchia Prussia" e le terre ad est del corso inferiore della Vistola, chiamate Terra di Chełmno (Bolla d'oro di Rimini del 1230), e quella di papa Gregorio IX (Pietati proximum) del 1234.

Successivamente Hermann ottenne dal Papa e dall'Imperatore nuovi privilegi per l'ordine. Egli ottenne anche l'incorporazione dell'Ordine dei Portaspada di Livonia nell'Ordine Teutonico, nel 1237. All'interno dell'Ordine Teutonico, ad ogni modo, i cavalieri si mostrarono insoddisfatti delle continue assenze del Gran Maestro, richiamandolo perciò dalla sua vita politica. Ad ogni modo, egli fu un capo politico e religioso di rilievo e negli ultimi anni della sua vita si ritirò a Salerno, nel 1238. Qui morì l'anno successivo, nel 1239. Le sue spoglie furono portate e seppellite nella casa teutonica di Barletta o, secondo una tesi alternativa, nella Chiesa del Santissimo Salvatore di Andria (oggi Chiesa di Sant'Agostino)[N 1]. La pietra tombale[a Barletta o ad Andria?] con iscrizione in latino è coperta dall'attuale pavimentazione[senza fonte].

L'importanza del ruolo di Hermann come mediatore tra papa Gregorio IX e l'Imperatore si vede dal fatto che il buon rapporto stabilitosi tra i due crollò alla morte di Hermann[senza fonte].

L'eredità[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra mondiale, il reparto carri pesanti SS-Panzer-Abteilung 11 della divisione Waffen-SS "Nordland" fu intitolata ad Hermann von Salza[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Note al testo
  1. ^ a b Houben considera «poco convincente [...] la tesi secondo la quale il Gran Maestro avrebbe forse voluto essere sepolto nella chiesa di S. Salvatore ad Andria, anche perché l'appartenenza di questa chiesa all'Ordine teutonico non è provata.»
Fonti
  1. ^ a b c Houben.
  2. ^ (EN) The SS (Schutzstaffel): 11th SS Volunteer Panzergrenadier Division Nordland, su Jewish Virtual Library, American-Israeli Cooperative Enterprise. URL consultato l'8 marzo 2021 (archiviato il 2 aprile 2017).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adolf Koch: Hermann von Salza, Meister des Deutschen Ordens: ein biographischer Versuch. Leipzig 1885 (ristampa: Bad Langensalza 2003 ISBN 3-937135-06-5)
  • Andreas Lorck: Hermann von Salza: sein Itinerar. 1880 (ristampa: Bad Langensalza 2005 ISBN 3-937135-07-3)
  • Erich Caspar, Hermann von Salza und die Grundung des Deutschordensstaats in Preussen Tubingen 1924
  • Willy Cohn, Hermann von Salza. Breslau, M. & H. Marcus 1930.
  • Helmuth Kluger, Hochmeister Hermann von Salza und Kaiser Friedrich II.: ein Beitrag zur Frühgeschichte des Deutschen Ordens.(Quellen und Studien zur Geschichte des Deutschen Ordens; 37). Marburg 1987 ISBN 3-7708-0861-4
  • Henry Bogdan, Les Chevaliers teutoniques, Perrin, Paris 1995
  • Kristjan Toomaspoeg, Les Chevaliers teutoniques, Flammarion, Paris 2001
  • Alain Demurger, Chevaliers du Christ: Les ordres religieux-militaires au Moyen Âge, XIe-XVIe siècle, Seuil, Paris 2002
  • Riccardo Loconte, Andria: la mia città, Tipografia Mezzina, 1959.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Gran Maestro dell'Ordine Teutonico Successore Coat of arms of the Teutonic Order.png
Heinrich von Tunna 1209-1239 Corrado di Turingia
Controllo di autoritàVIAF (EN69721495 · ISNI (EN0000 0000 7858 3542 · Europeana agent/base/149808 · LCCN (ENn88036668 · GND (DE118549731 · BNF (FRcb12115242h (data) · CERL cnp00395150 · WorldCat Identities (ENlccn-n88036668