Chiesa di Santa Barbara dei Librai

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Santa Barbara de' Librari
Santa Barbara dei Librai Rome.jpg
Esterno
StatoItalia Italia
RegioneLazio
LocalitàRoma
Religionecattolica
DiocesiDiocesi di Roma
Consacrazione1306

Coordinate: 41°53′41.32″N 12°28′25.49″E / 41.894811°N 12.473747°E41.894811; 12.473747

Santa Barbara de' Librari, anche detta Santa Barbara alla Regola (dal rione in cui era inclusa anticamente), è una piccola chiesa di Roma, dalle parti di Campo de' Fiori, che sorge precisamente nel Largo dei Librai.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Vasi la datava al 1306:

« Fin dall'anno 1306 si trova essere stata consacrata questa piccola chiesa, se per fondazione o ristaurazione non si sa. Ma la data di costruzione è tuttora imprecisa, molto probabilmente esisteva gia tra il X e l'XI secolo, e lo può testimoniare l'iscrizione all'interno, in cui si dice che la chiesa è appartenuta a Giovanni di Crescenzio de Roizo e sua moglie Rogata senatrice dei Romani. Leone X le dette il Titolo cardinalizio: ma Sisto V glielo tolse, e Clemente VIII levandole la cura delle anime, la concesse ai Preti della Missione. Finalmente poi essendo nel 1600 conceduta alla confraternita de' Librari, questi avendola riattata, vi aggiunsero il titolo di s. Tommaso di Aquino, e di s. Giovanni di Dio loro protettori, e poi nel Pontificato di Innocenzo XI la rinovarono a spese di Zenobi Masotti libraro Fiorentino. »

Nel 1634 la confraternita, in seguito ad un incendio, comprò anche i locali annessi e l'isolato circostante. La facciata della chiesa in stile tardo barocco è di Giuseppe Passeri, la statua della Santa titolare, all'interno della nicchia del portale, è opera di Ambrogio Parisj e l'Angelo dipinto sul muro accanto è attribuito a Guido Reni; nella chiesa poi vi sono affreschi di Luigi Garzi, mentre il ciclo della vita di san Saba nella cappella Specchi è di Giovanni Battista Brughi, allievo del Baciccio. Inoltre si ritrovano pitture di Francesco Ragusa e di Domenico Monacelli. Santa Barbara dei Librai è rimasta in uso e conservata fino al 1878, anno in cui la confraternita si sciolse abbandonando la chiesa. Per tutto il XX secolo è stata trascurata, è rimasta chiusa ed è stata utilizzata anche come magazzino, fino a quando, tra il 1974 e il 1980 una campagna ha fatto sì che venisse riaperta nel 1982 e restaurata.[1] Dopo i pesanti restauri barocchi, l'oratorio, sorto sulle rovine del teatro di Pompeo, non mostra più tracce del primitivo impianto romanico.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Trittico di Leonardo da Roma

Di ridotte dimensioni, affacciata su una piazzetta di forma trapezoidale in leggera salita al fine di ottenere il massimo effetto scenografico, ha pianta a croce greca. Vi si notano:

  • un trittico raffigurante Madonna con bambino con San Giovanni Battista e l'arcangelo Michele del XIV secolo. Recentemente, durante i lavori di ristrutturazione su commissione della Soprintendenza, è riemersa la data di realizzazione (1450) e la firma del pittore;
  • la citata Crocifissione, della quale il Garzi ha dipinto i dolenti ai piedi del Crocifisso del XIV secolo;
  • Il preziosissimo organo secentesco sulla cantoria sopra il portale d'ingresso
  • la botola di sepoltura dei confratelli, con un'iscrizione che recita: "SODALIBUS BIBLIOPOLIS DONEC APERIATUR LIBER ÆTERNITATIS" ("[luogo destinato] Ai confratelli di Bibliopoli fino a quando si aprirà il libro dell'eternità")

La chiesa ospita attività artistiche e culturali, concerti di musica sacra ed è luogo di esibizione della Corale Santa Barbara.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Itinerario istruttivo per ritrovare con facilità tutte le Magnificenze di Roma e di alcune città, e castelli suburbani. Settima Giornata in Romeartlover.it

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Testi online di dominio pubblico:

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gonippo Morelli, La chiesa di santa Barbara dei librai, Roma 1927
  • C. Rendina, Le Chiese di Roma, Newton & Compton Editori, Milano 2000
  • C. Cerchiai, Rione V Ponte, in AA.VV, I rioni di Roma, Newton & Compton Editori, Milano 2000, Vol. I, pp. 335–382
  • https://www.youtube.com/watch?v=W3BkS8LSR0A

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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