Chiesa di Sant'Arcangelo a Baiano

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Chiesa di Sant'Arcangelo a Baiano
Arcangelo Baiano.jpg
La facciata, in abbandono
StatoItalia Italia
RegioneCampania Campania
LocalitàCoA Città di Napoli.svgNapoli
ReligioneCristiana Cattolica di rito romano
Arcidiocesi Napoli
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzioneVI secolo
CompletamentoXVI secolo

Coordinate: 40°50′59.15″N 14°15′41.61″E / 40.849763°N 14.261559°E40.849763; 14.261559

La chiesa di Sant'Arcangelo a Baiano è una chiesa monumentale di Napoli, ubicata in via Sant'Arcangelo a Baiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa ha origini molto antiche; infatti, sembra sia stata fondata insieme al monastero attiguo verso la fine del VI secolo da una comunità di basiliani, passando poi alle monache benedettine. Nel XIII secolo venne rifatta su commissione del re Carlo I d'Angiò, costituendo la prima opera angioina della città. Il re si prodigò anche di donare alle monache del convento, le reliquie di San Giovanni Battista.

Secondo la tradizione, nel monastero si ritirò Maria d'Angiò figlia di Roberto d'Angiò e Fiammetta di Boccaccio. La chiesa venne rimaneggiata anche nel XVII secolo con la costruzione della piazzetta antistante.

Il monastero annesso alla chiesa ebbe vita breve, poiché fu soppresso nel 1577 a causa delle gravi accuse di condotta immorale e delittuosa mosse alle monache come ricorda anche Benedetto Croce:

« Di orrenda memoria, ma per diversa ragione, non perché infestato di spiriti ma perché bruttato da fatti di libidine e di sangue e di sacrilegio, era il vicolo di Sant'Arcangelo di Baiano, dove si vedeva ancora la chiesa superstite dell'antico monastero di monache benedettine, abolito nel 1577. »

Il filosofo racconta anche di un giovane pittore che, per volontà del principe di Fondi, dipinse un quadro raffigurante i vari scempi che accadevano nel monastero. L'artista, a tal riguardo asserì:

« Anch'io, che qualcosa avevo letto di quegli orrori nelle Leggende napoletane del Dalbono e altrove, provavo l'impressione di calcare un suolo maledetto, quando la prima volta percorsi quel vecchio vicolo ed entrai nell'ammodernata chiesa. »

Anche Stendhal ne parlerà in un suo famoso libro, intitolato: Cronaca del Convento di Sant'Arcangelo a Baiano. Lo scrittore francese, partendo proprio dalle vicende di questo monastero, né approfitterà per spiegare le numerose vicende storiche patite dalla città e di come queste, abbiano "schiacciato", sotto un clericalismo intransigente e "miope", una parte dei suoi abitanti. Il libro fu un vero e proprio best seller ottocentesco.

Tutt'oggi la piazzetta adiacente è teatro di rituali arcaici, una tradizione popolare sopravvissuta nei secoli e legata alle religioni pagane: questi avvenimenti, spesso, creano dei disordini ed atti vandalici.

Opere ed architettura[modifica | modifica wikitesto]

Oggi, il monastero in questione è un edificio civile disabitato ed è possibile ammirare i resti di architettura catalana del Quattrocento; in particolare, alcune parti di un coevo porticato che oggi è occupato da una fabbrica di specchi.

La chiesa, esternamente, presenta un portale di scarso interesse impostato in una facciata alquanto scarna di decorazioni; mentre, l'interno a pianta centrale con cappelle laterali, è chiuso da decenni; è documentata la presenza di numerosi dipinti di Antonio Fumo (alcuni di essi sono stati trafugati, i restanti trasferiti in altre sedi).

L'intera struttura urge di un restauro conservativo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bartolommeo Capasso, Topografia della città di Napoli nell'XI secolo, Napoli 1895.
  • Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Napoli, Napoli Sacra, I itinerario, Napoli 1993.
  • Italo Ferraro, Napoli. Atlante della Città Storica. Quartieri Bassi e il "Risanamento", Napoli 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]