Chiesa di San Potito

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la omonima chiesa di Matera, vedi Chiesa di San Potito (Matera).
Chiesa di San Potito
San Potito.jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
LocalitàCoA Città di Napoli.svg Napoli
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareSan Potito
Arcidiocesi Napoli
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzioneXVII secolo

Coordinate: 40°51′07.24″N 14°14′57.66″E / 40.85201°N 14.24935°E40.85201; 14.24935

Interno
Abside

La chiesa di San Potito è una chiesa di Napoli localizzata sull'omonima collina (detta anche la Costagliola) nei pressi del Museo Archeologico Nazionale.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu eretta nella prima metà del Seicento da Pietro De Marino, in un luogo dove sorgeva una struttura religiosa appartenuta alle monache basiliane prima ed alle benedettine poi; fu oggetto di un restauro nel 1780 ad opera dell'architetto Giovan Battista Broggia.

Subì numerose spoliazioni di opere d'arte nel 1808 mentre il monastero fu soppresso da parte del governo francese e dal 1809 adibito alla fanteria. Le monache che ivi dimoravano dovettero essere trasferite in San Gregorio Armeno. La chiesa rimase abbandonata fino a quando fu affidata alla congrega degli ufficiali di banco per decreto di Francesco I di Borbone.

Nel 1867 fu realizzata la scala che garantisce l'accesso dalla via Pessina mentre l'ex-monastero, in cui vi è un bel chiostro panoramico, fu successivamente destinato a caserma dei Carabinieri.

Opere d'arte[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa presenta una facciata a portico di epoca seicentesca e contiene svariati dipinti tra cui vanno ricordati: la Madonna del Rosario di Luca Giordano (1664); l'Immacolata di Giacinto Diano (1791); il Martirio di San Potito di Niccolò de Simone (1654); Madonna e santi di Andrea Vaccaro.

La chiesa, chiusa dal 1980, è stata riaperta il 22 giugno 2017 dall'associazione Ad alta voce il cui presedente è il M° Carlo Morelli.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo Regina, Le chiese di Napoli. Viaggio indimenticabile attraverso la storia artistica, architettonica, letteraria, civile e spirituale della Napoli sacra, Newton e Compton editore, Napoli 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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