Chiesa di San Cristoforo (Borgo Val di Taro)

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Chiesa di San Cristoforo
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna
LocalitàSan Pietro, frazione di Borgo Val di Taro
Religionecristiana cattolica di rito romano
Titolaresan Cristoforo
Diocesi Piacenza-Bobbio
Fondatoremonaci dell'abbazia di San Colombano di Bobbio
Stile architettonicoromanico e neoclassico
Inizio costruzioneX secolo
CompletamentoXVIII secolo

Coordinate: 44°31′11.52″N 9°48′05.25″E / 44.519867°N 9.801458°E44.519867; 9.801458

La chiesa di San Cristoforo è un luogo di culto cattolico dalle forme romaniche e neoclassiche situato nei pressi della frazione di San Pietro, appartenente al comune di Borgo Val di Taro, in provincia di Parma; appartiene al gruppo delle pievi parmensi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'originario luogo di culto fu edificato nel X secolo[1] dai monaci dell'ordine di San Colombano provenienti dall'abbazia di San Colombano di Bobbio a cui apparteneva tutto il territorio di Borgotaro; sorse probabilmente sul luogo di un antico tempio pagano.[2]

Nel 1017[2] la piccola chiesa, posta lungo una variante della via di Monte Bardone,[3] fu restaurata per volere del conte Plato Platoni.[2]

Un documento[4] del 1221[5] attestava all'epoca la dipendenza del tempio e della vicina chiesa di San Pietro dalla pieve di San Giorgio di Borgotaro,[3] distrutta verso la fine del XVI secolo.[6]

Nel XVII secolo furono edificati il nuovo presbiterio a pianta squadrata e la cappella laterale a nord.[3]

Nel XVIII secolo fu innalzata la facciata in stile neoclassico.[3]

Nel 1780 fu demolito il campanile, che fu ricostruito nelle forme attuali nel 1833; la campana risalente al 1370 fu distrutta nel 1856.[2]

Tra il 1997 e il 1998[5] furono eseguiti importanti lavori di restauro della chiesa, che riportarono alla luce le fondazioni dell'antica abside semicircolare e del campanile romanico.[3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La pieve si sviluppa su un impianto a navata unica, con l'ingresso rivolto a ovest e il presbiterio a pianta rettangolare a est; dal lato sinistro aggettano la piccola cappella seicentesca e il campanile ottocentesco.[5]

La simmetrica facciata intonacata è caratterizzata dalle lesene in conci di pietra poste alle estremità; al centro si apre il portale d'accesso delimitato da cornice e architrave in pietra in aggetto; superiormente, oltre una piccola volta in mattoni è collocata una finestra a lunetta incorniciata; a coronamento si innalza oltre il cornicione un ampio frontone triangolare.[5]

I fianchi intonacati sono suddivisi in tre parti da una serie di paraste. Sul lato settentrionale si innalza il campanile in pietra, sviluppato su tre livelli suddivisi da fasce marcapiano; gli spigoli sono arricchiti da lesene, mentre la cella campanaria si apre attraverso quattro monofore ad arco a tutto sesto; a coronamento il tetto a quattro falde è rivestito in lastre di pietra.[5]

All'interno la navata è coperta da un soffitto piano a travetti lignei, mentre il presbiterio è chiuso da una volta a botte;[1] le pareti intonacate sono scandite da paraste con capitelli dorici a sostegno di ampie arcate in leggero aggetto. Il pavimento in pietra mostra attraverso alcune aperture vetrate le fondamenta dell'abside medievale semicircolare,[3] leggermente disassata rispetto all'edificio attuale,[5] i resti di un'antica sepoltura[2] e il basamento della colonna di sostegno del campanile originario.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Chiesa di San Cristoforo, su turismo.comune.parma.it. URL consultato il 29 maggio 2016.
  2. ^ a b c d e Chiesa di San Cristoforo, su www.provincialgeographic.it. URL consultato il 29 maggio 2016.
  3. ^ a b c d e f g Borgotaro, Chiesa di San Cristoforo, su www.piazzaduomoparma.com. URL consultato il 29 maggio 2016.
  4. ^ oggi conservato nell'Archivio Capitolare di Sant'Antonino di Piacenza
  5. ^ a b c d e f Oratorio di San Cristoforo, su www.beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 29 maggio 2016.
  6. ^ La pieve di San Giorgio, su www.quartieresanrocco.it. URL consultato il 29 maggio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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