Chiesa di Santa Maria del Soccorso (Alcamo)

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chiesa di Santa Maria del Soccorso
Facciata della Chiesa del Soccorso di Alcamo.jpg
Facciata della chiesa
StatoItalia Italia
RegioneSicilia Sicilia
LocalitàAlcamo-Stemma.png Alcamo
Religionecattolica
TitolareSanta Maria del Soccorso
Diocesi Trapani
Fondatoremercanti genovesi
Inizio costruzione1738
Completamento1739

Coordinate: 37°58′51.13″N 12°57′58″E / 37.98087°N 12.96611°E37.98087; 12.96611

L'ex chiesa di Santa Maria del Soccorso (spesso chiamata chiesa del Soccorso) è una chiesa cattolica che si trova ad Alcamo, in provincia di Trapani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È una delle chiese più antiche di Alcamo, essendo stata fondata nel 1470 (essendo citata in un testamento di Nicolò Bonanno dell'8 maggio 1470 presso il notaio Giorgio Rogerio)[1] probabilmente da un gruppo di mercanti di Genova, che facevano parte della confraternita di Maria santissima del Soccorso.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente era in stile gotico e con tre navate ma la sua forma diventò ellittica nel corso della ricostruzione avvenuta nel 1736,[2] allorché venne demolita, ricostruita e decorata con diversi stucchi[3]realizzati da Nicolò Curti fratello di Lorenzo Curti che scolpì la statua lignea di Maria Santissima dei Miracoli di Alcamo.

Il portale centrale, in pietra bianca, con lo stipite e architrave con modanature, è sormontato da una lunetta attribuita al Berrettaro; rappresenta l'immagine di Santa Maria del Soccorso fra Angeli.[4] Dopo i danni provocati alla chiesa dal terremoto del 1968, sia la statua che la lunetta sono stati custoditi nella Basilica: oggi si trovano nel luogo originario.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Madonna del Soccorso[modifica | modifica wikitesto]

Il culto di questa Madonna nacque a Palermo nel 1306, a seguito dell'apparizione al padre agostiniano Nicola La Bruna. Si dice che il monaco, in preda a un male incurabile e ormai in fin di vita, fosse stato guarito grazie alla Madonna, che in cambio gli chiese di spargere la notizia dell'avvenuto miracolo e di farla invocare col nome di Santa Maria del Soccorso.[6]

Grazie ai frati agostiniani, il culto della Madonna del Soccorso si estese in tutta Italia. Un altro titolo per la Santissima Vergine è quello di “Madonna della Mazza”, poiché viene rappresentata nell’atto di brandire una piccola mazza per percuotere il demonio che si rannicchia terrorizzato ai suoi piedi.[6]

La Confraternita[modifica | modifica wikitesto]

La Confraternita di Maria Santissima del Soccorso, attiva già nel 1430, era considerata una delle più antiche Confraternite di Alcamo. Scopo principale era quello di praticare il culto della Madonna del Soccorso; secondo lo storico Ignazio de Blasi, i suoi appartenenti erano "uomini di campagna". Come abitino portavano sacco, visiera e mantello bianchi: sulla parte posteriore del mantello c'era l'immagine della Madonna.[5]

I confrati concedevano 10 onze a 5 figlie di confratelli, orfane e vergini a seguito di sorteggio in alcuni giorni designati durante l'anno (5 febbraio festa di Sant'Agata, l'8 settembre, 8 dicembre e un altro giorno a loro scelta). La festa di Santa Maria del Soccorso veniva celebrata l'8 dicembre, con la processione a cui partecipavano tutti i confrati preceduti da un Crocifisso.[5]

La Confraternita era ancora attiva nel 1924: da diversi anni non esiste più.

Oratorio san Filippo Neri[modifica | modifica wikitesto]

Accanto alla chiesa fu istituita ed aggregata alla stessa, la nuova casa dell’Oratorio di San Filippo Neri, fondata dai sacerdoti Don Francesco Terranova, Vincenzo Graffeo e Vincenzo Fontana.[3]

Questo oratorio non ebbe lunga durata, poiché dopo circa 100 anni, essendo deceduto Don Nicolò Cutino (1754) e non essendoci più alcun prete, venne chiuso: una parte di esso fu concesso alla chiesa del Soccorso, e un'altra parte al Conservatorio delle orfane.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pietro Maria Rocca, Di alcuni antichi edifizi in Alcamo, Palermo, tip. Castellano-Di Stefano, 1905.
  2. ^ Carlo Cataldo, Guida storico-artistica di Alcamo-Calatafimi-Castellammare del Golfo-Salemi-Vita p.60, Alcamo, Sarograf, 1982.
  3. ^ a b G. B. Bembina, Francesco Maria Mirabella, Pietro Maria Rocca, Alcamo sacra, Alcamo, Edizioni Accademia di Studi "Cielo D'Alcamo", 1956
  4. ^ Gianni Guadalupi, Mariano Coppola, Alcamo, introduzione di Vincenzo Regina(collana Grand Tour), Milano, Grafiche Mazzucchelli, 1995, ISBN 88-216-0615-5.
  5. ^ a b c d Carlo Cataldo, La conchiglia di S. Giacomo p.113, Alcamo, Edizioni Campo, 2001.
  6. ^ a b http://www.esperonews.it/20130218289/rubriche/leggende-e-curiosita-del-territorio/caltavuturo-e-gratteri-un-antico-culto-madonita-verso-la-ss-vergine-del-soccorso.html

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]