Bartolomeo Berrettaro

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Bartolomeo Berrettaro (fine XV secolo – Alcamo, 3 agosto 1524) è stato uno scultore italiano.

Portale, Duomo di Alcamo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Bartolomeo Berrettaro o altrimenti Bartolomeo Birrittaro, com'è comunemente appellato in Sicilia, nasce in Toscana alla fine del XV secolo. Appartiene alla corrente toscano-carrarese già attiva presso la Corte Partenopea. I componenti in cerca di nuove committenze si spingono più a Sud stabilendosi in parte a Messina, a Palermo e relative province. La corrente introduce in Sicilia lo stile Rinascimentale con opere d'arte sacra e profana che spaziano dai monumenti celebrativi a quelli commemorativi. Dedito alla statuaria in qualità di sculptores o magistri marmorarii, anche come costruttori e architetti fabricatores, il Berrettaro è annoverato nell'elenco del Privilegium pro marmorariis et fabricatoribus stilato in Palermo il 18 settembre 1487 e spesso citato nella monumentale opera di Gioacchino Di Marzo negli anni 1868 - 1880 circa la scultura e gli artisti operanti in Sicilia a cavallo del XIV, XV e XVI secolo.

Fratello di Antonino Berrettaro. Nel 1499 diviene cittadino di Alcamo come attesta l'iscrizione fra le figure della facciata del Duomo di Alcamo. Gran parte della formazione è merito dell'immensa fucina costituita dalla bottega dei Gagini.

Come tanti altri artisti giunti dal settentrione anche Bartolomeo Berrettaro e Giuliano Mancino creano un sodalizio artistico e nel 1513 costituiscono una società per tre anni con lo scopo di comprar grani, formaggi ed altri generi a Palermo e in tutta Sicilia e mandarli in Toscana reinvestendo i proventi per l'acquisto di marmi per nuove commissioni in Sicilia. Il 19 di ottobre del 1517 la società fra i due scultori è sciolta.

Non è pervenuta la data della scomparsa, Giandomenico Gagini porta a termine un'opera lasciata incompiuta nella Cattedrale di Marsala, pertanto la data di morte è anteriore al 1530.

Parecchie opere autografe sono presenti in città e nel comprensorio di Palermo: Chiaramonte Gulfi, Polizzi Generosa, Termini Imerese. Inoltre a Trapani, Alcamo, Calatafimi, Erice, Marsala, Mazara del Vallo, Sciacca.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Agrigento e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Enna e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Palermo e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Ragusa e provincia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1511, "Madonna della Neve", manufatto marmoreo realizzato con la collaborazione di Giuliano Mancino. In mancanza di documenti di commissione certi, l'attribuzione deriva dall'attestazione documentale derivante l'azione legale intrapresa per il recupero credito nei confronti dei committenti. Opera custodita nel duomo di San Giorgio di Modica.[13][14]
  • 1511, "Madonna delle Grazie", manufatto marmoreo realizzato con la collaborazione di Giuliano Mancino. In mancanza di documenti di commissione certi, l'attribuzione deriva dall'attestazione documentale derivante l'azione legale intrapresa per il recupero credito nei confronti dei committenti. Opera custodita nella chiesa di Santa Maria di Gesù di Chiaramonte Gulfi.[13]

Trapani e provincia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1499, "Bassorilievi", manufatto marmoreo raffigurante la Madonna fra vari angeli, opera presente nel prospetto della chiesa di Santa Maria del Soccorso di Alcamo.[15]
  • 1499c., "Portale", manufatto marmoreo, opera presente nel prospetto della chiesa del Carmine di Alcamo.[1]
  • 1499, "Portale", manufatto marmoreo con raffigurazioni dell'Annunciazione, Madonna con bambino fra gli apostoli Pietro e Paolo, Crocifissione, committente Stefano Adragna. L'opera costituisce un ingresso minore della basilica di Santa Maria Assunta di Alcamo.[16][17]
  • 1505, "Portale", manufatto marmoreo con raffigurazioni fitoformi nei pilastri laterali. L'opera è documentata come varco d'accesso alla sacrestia della basilica di Santa Maria Assunta di Alcamo.[18]
  • 1507, "Portale", manufatto marmoreo, attribuzione, opera presente nel prospetto della chiesa di Santa Maria del Gesù di Alcamo.[19]
  • 1517 - ?, "Cappella Adragna", manufatti marmorei commissionati da Stefano Adragna, la commissione è completata con lo scioglimento della società con Giuliano Mancino dopo il 1517. Opere documentate nella chiesa dell'Annunziata o Carmine di Alcamo.[20]
Polittico marmoreo all'interno della chiesa madre San Silvestro Papa di Calatafimi.

Calabria e province[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Gioacchino di Marzo, pp. 106
  2. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 152, 153 e 154
  3. ^ Touring Club Italiano, pp. 517
  4. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 108, 109 e 110
  5. ^ Pagina 289, Francesco San Martino De Spucches, Mario Gregorio, "La Storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalle loro origini ai giorni nostri" [1], Volume IX, Palermo, 1940.
  6. ^ "Le chiese e case de' Regolari in Palermo".
  7. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 113, 114 e 115
  8. ^ a b Gioacchino di Marzo, pp. 151
  9. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 60 - 62
  10. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 144
  11. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 106, 107 e 108
  12. ^ Touring Club Italiano, pp. 443
  13. ^ a b Gioacchino di Marzo, pp. 117
  14. ^ Touring Club Italiano, pp. 570
  15. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 105
  16. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 105
  17. ^ Touring Club Italiano, pp. 272
  18. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 105
  19. ^ Touring Club Italiano, pp. 270
  20. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 132
  21. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 128 e 129
  22. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 125
  23. ^ Touring Club Italiano, pp. 307
  24. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 140, 156 e 157, 238, 388 e 392, 446
  25. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 130 e 131
  26. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 122
  27. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 159
  28. ^ Touring Club Italiano, pp. 287
  29. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 131
  30. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 158

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

(IT) "Guida d'Italia" - "Sicilia", Touring Club Italiano.

(IT) Gioacchino di Marzo, "I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli XV e XVI; memorie storiche e documenti", Conte Antonio Cavagna Sangiuliani di Gualdana Lazelada di Bereguardo, Volume I e II, Palermo, Stamperia del Giornale di Sicilia.