Bartolomeo Berrettaro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Bartolomeo Berrettaro (fine XV secolo – Alcamo, 3 agosto 1524) è stato uno scultore italiano.

Portale lato est, Duomo di Alcamo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Bartolomeo Berrettaro o altrimenti Bartolomeo Birrittaro, com'è comunemente appellato in Sicilia, nasce in Toscana alla fine del XV secolo. Appartiene alla corrente toscano-carrarese già attiva presso la Corte Partenopea. I componenti in cerca di nuove committenze si spingono più a Sud stabilendosi in parte a Messina, a Palermo e relative province. La corrente introduce in Sicilia lo stile Rinascimentale con opere d'arte sacra e profana che spaziano dai monumenti celebrativi a quelli commemorativi. Dedito alla statuaria in qualità di sculptores o magistri marmorarii, anche come costruttori e architetti fabricatores, il Berrettaro è annoverato nell'elenco del Privilegium pro marmorariis et fabricatoribus stilato in Palermo il 18 settembre 1487 e spesso citato nella monumentale opera di Gioacchino Di Marzo negli anni 1868 - 1880 circa la scultura e gli artisti operanti in Sicilia a cavallo del XIV, XV e XVI secolo.

Fratello di Antonino Berrettaro. Nel 1499 diviene cittadino di Alcamo, come attesta l'iscrizione fra le figure della facciata del Duomo di Alcamo. Gran parte della formazione è merito dell'immensa fucina costituita dalla bottega dei Gagini.

Come tanti altri artisti giunti dal settentrione, anche Bartolomeo Berrettaro e Giuliano Mancino creano un sodalizio artistico e nel 1513 costituiscono una società per tre anni con lo scopo di comprar grani, formaggi ed altri generi a Palermo e in tutta Sicilia e mandarli in Toscana reinvestendo i proventi per l'acquisto di marmi per nuove commissioni in Sicilia. Il 19 di ottobre del 1517 la società fra i due scultori è sciolta.

Non è pervenuta la data della scomparsa, Giandomenico Gagini porta a termine un'opera lasciata incompiuta nella Cattedrale di Marsala, pertanto la data di morte è anteriore al 1530.

Parecchie opere autografe sono presenti in città e nel comprensorio di Palermo: Chiaramonte Gulfi, Polizzi Generosa, Termini Imerese. Inoltre a Trapani, Alcamo, Calatafimi, Erice, Marsala, Mazara del Vallo, Sciacca.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Agrigento e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Enna e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Palermo e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Ragusa e provincia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1511, Madonna della Neve, manufatto marmoreo realizzato con la collaborazione di Giuliano Mancino. In mancanza di documenti di commissione certi, l'attribuzione deriva dall'attestazione documentale derivante l'azione legale intrapresa per il recupero credito nei confronti dei committenti. Opera custodita nel duomo di San Giorgio di Modica.[14][15]
  • 1511, Madonna delle Grazie, manufatto marmoreo realizzato con la collaborazione di Giuliano Mancino. In mancanza di documenti di commissione certi, l'attribuzione deriva dall'attestazione documentale derivante l'azione legale intrapresa per il recupero credito nei confronti dei committenti. Opera custodita nella chiesa di Santa Maria di Gesù di Chiaramonte Gulfi.[14]

Trapani e provincia[modifica | modifica wikitesto]

Polittico marmoreo all'interno della chiesa madre San Silvestro Papa di Calatafimi.

Calabria e province[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 106.
  2. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 152, 153 e 154.
  3. ^ Touring Club Italiano, pp. 517.
  4. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 108, 109 e 110.
  5. ^ Pagina 289, Francesco San Martino De Spucches, Mario Gregorio, "La Storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalle loro origini ai giorni nostri" [1], Volume IX, Palermo, 1940.
  6. ^ "Le chiese e case de' Regolari in Palermo".
  7. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 113, 114 e 115.
  8. ^ a b Gioacchino di Marzo, pp. 151.
  9. ^ Pagina 86, Giuseppe Borgese, "Fondazione Borgese" [2] Archiviato il 26 ottobre 2018 in Internet Archive.
  10. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 60 - 62.
  11. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 144.
  12. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 106, 107 e 108.
  13. ^ Touring Club Italiano, pp. 443.
  14. ^ a b Gioacchino di Marzo, pp. 117.
  15. ^ Touring Club Italiano, pp. 570.
  16. ^ a b c Gioacchino di Marzo, pp. 105.
  17. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 115.
  18. ^ Touring Club Italiano, pp. 272.
  19. ^ Touring Club Italiano, pp. 270.
  20. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 132.
  21. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 128 e 129.
  22. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 125.
  23. ^ Touring Club Italiano, pp. 307.
  24. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 140, 156 e 157, 238, 388 e 392, 446.
  25. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 130 e 131.
  26. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 122.
  27. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 159.
  28. ^ Touring Club Italiano, pp. 287.
  29. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 131.
  30. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 158.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

(IT) "Guida d'Italia" - "Sicilia", Touring Club Italiano.

(IT) Gioacchino di Marzo, "I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli XV e XVI; memorie storiche e documenti", Conte Antonio Cavagna Sangiuliani di Gualdana Lazelada di Bereguardo, Volume I e II, Palermo, Stamperia del Giornale di Sicilia.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]