Chiesa dell'Ospedaletto

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Chiesa dell'Ospedaletto
Venezia - Chiesa dell'Ospedaletto.JPG
La facciata
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
LocalitàVenezia
ReligioneCattolica
TitolareMaria
ArchitettoAndrea Palladio e Baldassare Longhena
Stile architettonicoBarocco
Inizio costruzione1575
Completamento1670
Sito webIRE

Coordinate: 45°26′19.61″N 12°20′34.08″E / 45.43878°N 12.3428°E45.43878; 12.3428

La chiesa dell'Ospedaletto, o Santa Maria dei Derelitti, è un edificio religioso della città di Venezia, situato nel sestiere di Castello.

Esso si affaccia sulla Barbaria delle Tole, calle che prese il nome dal fatto che qui approdava gran parte del legname, tole (tavole) in lingua veneta. Quanto al termine "barbarìa", sono state avanzate numerose ipotesi, quali: l'opinione comune di una certa rozzezza (barbarie) dei lavoranti del legname in quella località, il lavoro di ripulitura del legname dalle "barbe", la forte presenza di botteghe di barbieri nella zona, la possibile connessione del commercio di legname con paesi della costa berbera. Questo edificio appartiene ora all'IRE, Istituzioni di Ricovero ed Educazione, ed è parte del patrimonio della casa di riposo dei Santi Giovanni e Paolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa venne realizzata nel 1575 nell'area originalmente detta "del bersaglio", che ospitava l'ospedale eretto da San Gerolamo Miani nel 1517 ed ospitava malati, pellegrini e orfani di entrambi i sessi.

Il disegno originale è del Palladio, mentre la facciata del 1670 è opera di Baldassare Longhena, eseguita grazie al lascito di Bartolomeo Cargnoni.

Il 4 maggio 2010, di fronte alla chiesa, si è sviluppato un incendio che, propagatosi all'interno, ha distrutto un dipinto della seconda metà del XVII secolo di Antonio Molinari.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La facciata è strutturata su due ordini: nel primo si trova il portone, sovrastato da una ceramica del XV secolo che raffigura la Madonna addolorata e due finestre che affiancano il portone, attorniato da quattro pilastri che si ergono su quattro basamenti. Il secondo ordine ospita il busto del Cargnoni, che viene ricordato anche attraverso i suoi stemmi presenti sulla trabeazione superiore. L'edificio ospita sopra il coronamento quattro statue allegoriche della scuola dello scultore Giusto Le Court.

L'interno dell'edificio è ad una sola navata; il soffitto è opera di Giuseppe Cherubini, è del 1905 e presenta tre pannelli decorativi, dei quali quello centrale rappresenta la storia della chiesa stessa. Si possono distinguere sei altari, tre per lato, ed un altare maggiore sul fondo; quest'ultimo ospita una pala raffigurante l'Incoronazione della Vergine, di Damiano Mazza del XVI secolo.

Opere di rilievo sono Annunciazione a Maria di Jacopo Palma il Giovane, presente sulla parete di destra della chiesa, e la Madonna delle Grazie e San Girolamo e Antonio da Padova di Andrea Celesti, XVII secolo, in fondo alla parete sinistra.

Tradizione musicale[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa ha una grande tradizione musicale, grazie ai cori delle orfane e alla presenza di un organo storico, opera di Pietro Nachini, del 1751, presente nella vasta cantoria, posta sopra l'altare maggiore.

Il cortile è una vera e propria opera d'arte del Longhena ed è abbellito da una Vera di pozzo e da una Loggia del Settecento; le statue delle Quattro stagioni, del Longhena, danno il nome al cortile.

Da notare anche la scala ovale, in stile palladiano, sempre del Longhena, e la Sala della Musica, sorta là dove vi erano le cucine dell'ospedale di San Gerolamo Miani. La sala fu affrescata nel XVIII secolo da Jacopo Guarana e Agostino Mengozzi Colonna 1777, allievi di Tiepolo.

I Talamoni di Giusto Le Court sulla facciata della chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Incendio davanti a chiesa a Venezia, in ANSA, 4 maggio 2010. URL consultato il 4-5-2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Brusegan, Le chiese di Venezia, Ed. Newton.
  • B. Aikema D. Meijers, Nel regno dei poveri: arte e storia dei grandi ospedali veneziani in età moderna: 1474-1797, Ed. Arsenale, 1989
  • P.G. Gillio, L'attività musicale negli ospedali di Venezia nel Settecento: quadro storico e materiali documentali, Ed. Olschki, 2006

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