Castello (sestiere di Venezia)

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Castello
Venezia - Panorama 005, Castello.jpg
Veduta del sestiere Castello, nel quale spiccano il campanile della Chiesa di San Giorgio dei Greci e l'enorme Basilica dei santi Giovanni e Paolo
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Provincia Venezia Venezia
Città Venezia
Codice postale 30122
Abitanti 11 388 ab.[1] (11 luglio 2017)
Nome abitanti castellani
Mappa dei quartieri di

Coordinate: 45°26′08.5″N 12°20′54.6″E / 45.435694°N 12.3485°E45.435694; 12.3485

Castello (Casteo in veneto) è il più orientale dei sestieri di Venezia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il sestiere di Castello è il più esteso e il secondo per popolazione della città. Paragonando Venezia ad un pesce, come nel libro di Tiziano Scarpa, Castello può rappresentarne la "coda", essendo posto all'estremità est della città e vista la sua forma stretta prima quindi allargata e biforcuta infine.

Esso è dunque una penisola e confina a nord-ovest con il sestiere di Cannaregio nel tratto compreso fra le Fondamente Nove e Campo Santa Marina, e a sud-ovest con il sestiere di San Marco nel tratto compreso fra la parrocchia di San Lio e piazza San Marco.

Uno dei ponti che uniscono Castello col sestiere di San Marco è il ponte della Paglia che mette in comunicazione il molo della piazzetta San Marco con la riva degli Schiavoni, scavalcando il rio di Palazzo (adiacente al Palazzo Ducale).

Il sestiere di Castello è collegato a quello di Cannaregio tramite il ponte dei Santi Giovanni e Paolo che, di fronte all'omonima basilica, scavalca il rio dei Mendicanti a pochi passi dal monumento a Bartolomeo Colleoni del Verrocchio.

Castello è anche l'unico dei sestieri veneziani a non affacciarsi sul Canal Grande.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso dell'Arsenale di Venezia

Come tutta la città di Venezia, Castello si è formata nell'alto medioevo a partire da insediamenti distinti.

Il centro abitato più rilevante era Olivolo, corrispondente alla sua estremità orientale. Fu sede della prima diocesi propriamente veneziana e della sua cattedrale dedicata a San Pietro, ma ebbe anche importanza militare essendovi stato costruito un fortilizio (da cui il nome dell'odierno sestiere) che doveva sorgere dove oggi si trova l'arsenale[2]. Faceva probabilmente parte di un sistema difensivo più articolato comprendente un secondo castello presso il palazzo Ducale[2], nonché una cinta muraria - proseguita da una catena di ferro in acqua - fatta erigere dal doge Pietro Tradonico in occasione dell'invasione degli Ungari (IX-X secolo)[3].

Un'altra località era Gemine, corrispondente alla zona di San Martino. Il toponimo sembra alludere alla presenza di due isole vicine o di due canali paralleli[4][3][5].

Numerosi documenti del IX-X secolo, perlopiù privilegi imperiali o fonti letterarie, riportano elenchi dettagliati dei centri abitati lagunari. È interessante notare come Olivolo non vi compaia più a partire dal diploma di Ottone II del 983, segno che era ormai considerata parte integrante della civitas Rivoalti che si stava espandendo verso est[3]. Attorno all'anno Mille, se Rialto aveva assunto il ruolo di quartiere degli affari e San Marco di centro del potere civile, Olivolo-Castello rappresentava, oltre che la sede del vescovo, la zona industriale e portuale della nascente Venezia[6].

Monumenti e chiese[modifica | modifica wikitesto]

Di grandissima importanza per la storia della città la Chiesa di San Zaccaria di Venezia, luogo di attentati a vari dogi prima dell'anno mille, posta alle spalle di Piazza San Marco. A nord la basilica dei Santi Giovanni e Paolo, accoglie le tombe di numerosi dogi fra cui Nicolò Marcello, Pietro Mocenigo, e di Andrea Vendramin.

Rivestiva un'importanza letteralmente vitale per la Serenissima l'arsenale di Venezia, ora di proprietà della Marina Militare, centro strategico della sua potenza e importantissima fabbrica di navi. Questo enorme complesso, di cui una parte fu progettata e realizzata dal Sansovino, occupa una porzione significativa del sestiere e all'incirca un sesto dell'intera superficie del nucleo cittadino insulare.

Nel lato rivolto verso la parte sud della laguna si trova la riva degli Schiavoni, che prende il nome dai mercanti della Dalmazia, allora chiamata Schiavonia, che qui ormeggiavano le loro navi e svolgevano i loro commerci.

Nel corso del XX secolo durante il ventennio fascista vennero demoliti i cantieri navali che si affacciavano nel tratto compreso tra via Garibaldi e i giardini della Biennale per realizzare un prolungamento ideale della riva degli Schiavoni, chiamato originariamente "riva dell'Impero". Oggi questo tratto si chiama riva dei Sette Martiri, a ricordo di un tragico episodio di rappresaglia contro i partigiani da parte delle truppe di occupazione tedesca avvenuto proprio in questo punto durante la seconda guerra mondiale.

In questo sestiere si trovavano due scuole: la Scuola di San Giorgio degli Schiavoni e la Scuola Grande di San Marco. Quest'ultima fu riadattata da Napoleone in Ospedale militare ed è tuttora la sede dell'ospedale civile cittadino dei Santi Giovanni e Paolo, così chiamato perché si appoggia alla basilica omonima.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Servizio Statistica del Comune di Venezia
  2. ^ a b Giovanni Lorenzoni, Espressioni d'arte: i principali monumenti architettonici, in Storia di Venezia, Vol. 1 - Origini, Età ducale, Treccani, 1992.
  3. ^ a b c Andrea Castagnetti, Insediamenti e "populi", in Storia di Venezia, Vol. 1 - Origini, Età ducale, Teccani, 1992.
  4. ^ Giovan Battista Pellegrini, Dai Veneti ai Venetici, in Storia di Venezia, Vol. 1 - Origini, Età ducale, Teccani, 1992.
  5. ^ SIUSA | Ecclesiae Venetae - Parrocchia di San Martino vescovo, Venezia.
  6. ^ Jean-Claude Hocquet, Le saline, in Storia di Venezia, Vol. 1 - Origini, Età ducale, Teccani, 1992.

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