Chiesa dell'Arciconfraternita dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo Basacoena

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Chiesa dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo Basacoena
Chiesa ApostoliPietro.jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
LocalitàCoA Città di Napoli.svg Napoli
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareSan Pietro e San Paolo
Arcidiocesi Napoli
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzioneXVII secolo

La chiesa dell'Arciconfraternita dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo Basacoena (già Santa Maria del Soccorso) è un'antica chiesa di Napoli; sorge nel centro storico, nei quartieri spagnoli in via Girardi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La struttura sorse agli inizi del XVII secolo. Infatti si narra che nel marzo 1602 Carlo Carafa accolse, dopo una messa celebrata dalla chiesa di Santa Maria ad Ogni Bene dei Sette Dolori, una donna, Caterina Valente, con le sue compagne in una casa donata da Ortensio Magnocavallo. Nel 1611 vennero donati settemila e cinquecento scudi, tremila dei quali servirono per acquistare il palazzo adiacente; trasferendosi nel nuovo palazzo adibito a convento vi fondarono il conservatorio dove raccoglievano vergini devote alla religione. Nel decennio francese le monache vennero espulse e non fecero più ritorno, portando con sé anche l'icona della Vergine del soccorso. Dopo la Restaurazione, Ferdinando I di Borbone, concesse l'edificio all'Arciconfraternita dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo Basacoena, che si adoperò per il restauro della facciata.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La facciata ottocentesca si svolge secondo due ordini: nel primo, due coppie di lesene composite di ordine corinzio, nel secondo un grande finestrone arcuato. L'interno conserva una navata caratterizzata da elementi propriamente barocchi; in anni recenti, dopo alcuni furti (ad esempio, l'altare maggiore è stato asportato), si è provveduto a trasferire le opere d'arte mobili.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gennaro Aspreno Galante, Le Chiese di Napoli. Guida Sacra della Città di Napoli, Napoli, XIX secolo
  • Fabio Maniscalco, Furti d'Autore. La tutela del patrimonio culturale mobile napoletano dal dopoguerra alla fine del XX secolo, Napoli, 2000

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