Chiara Lalli

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Chiara Lalli (Roma, ...) è un'accademica, saggista e filosofa italiana.

È autrice di diversi saggi di bioetica dedicati ai temi della riproduzione medicalmente assistita, dell'aborto e dell'eutanasia. Scrive per Internazionale, Wired, Il Corriere della Sera.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essersi laureata in filosofia all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e aver conseguito nel 2005 il dottorato di ricerca in "formazione degli insegnanti" presso l'Università di Chieti, tra il 2006 e il 2010 è stata docente a contratto di logica e filosofia della scienza alla Facoltà di medicina e chirurgia della Sapienza e tra il 2007 e il 2010 docente a contratto di epistemologia delle scienze umane nella Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Cassino.[1][2] Fa parte del Gruppo di studio di bioetica e cure palliative della Società italiana di neurologia.

Durante la sua carriera ha espresso posizioni severe nei confronti della Legge n. 40 del 19 febbraio 2004 recante "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita", sostenendo che i divieti imposti dal Parlamento italiano fossero particolarmente limitativi del diritto delle persone all'autodeterminazione.[3] Sul tema ha pubblicato il saggio Libertà procreativa, edito nel 2004.

Si è dedicata al tema dell'omogenitorialità nel saggio Buoni genitori. Storie di mamme e di papà gay, pubblicato nel 2009, con la prefazione di Vittorio Lingiardi e la postfazione di Ivan Scalfarotto. Nel libro condanna lo stigma sociale verso le persone omosessuali che assumono un ruolo genitoriale e, analizzando numerose ricerche scientifiche, si propone di confutare le tesi di chi sostiene che una coppia omosessuale non possa garantire ai bambini in affido o adottati, o anche figli di uno dei due membri della coppia, la salubrità e il diritto ad entrambe le figure genitoriali.

Nel 2011 ha affrontato il tema del diritto all'obiezione di coscienza nel saggio C'è chi dice no. Dalla leva all'aborto; come cambia l'obiezione di coscienza.[4] Per Fandango nel 2013 ha pubblicato A. La verità, vi prego, sull'aborto, dichiarando poi, nel 2018, di aver fatto ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza.[5]

Assieme all'epistemologo Gilberto Corbellini, nel 2015 ha pubblicato la voce l'Etica del fine vita, dell'Enciclopedia Italiana edita da Treccani.[6]

Ha pubblicato All You Can Eat. Atlante alimentare illustrato (con disegni di Francesca Biasetton) nel 2015. Il libro crea una tassonomia dei comportamenti alimentari, dal vegetariano all'astemio, dal dipendente dalla cioccolata all'allergico, e analizza – spesso demolendoli – i miti e le errate convinzioni contemporanei sul mangiare sano.[7]

Nel 2020, con Cecilia Sala, ha realizzato Polvere,[8] una serie audio di otto puntate sull'omicidio Marta Russo, la studentessa universitaria uccisa la mattina del 9 maggio 1997 presso l'Università La Sapienza di Roma, con interviste ai protagonisti dell'epoca.[9] Il podcast ha avuto successo ed è stato distribuito dall'Huffington Post.[8] Nelle prime settimane è stato scaricato e ascoltato duecentomila volte.[9] Dal podcast le autrici hanno successivamente tratto un libro, pubblicato da Mondadori.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bimbi di coppie gay a lezione 200 educatori - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  2. ^ Curriculum Vitae (PDF), su uniroma1.it.
  3. ^ Chiara Lalli, La fecondazione assistita ha ancora troppi limiti in Italia, su Internazionale, 10 marzo 2015. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  4. ^ L'obiezione di coscienza non può essere legale, su Il Post, 27 ottobre 2011. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  5. ^ Ho abortito e sto bene. Perché all'aborto si associano sempre sofferenza e colpa?, su Wired, 22 maggio 2018. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  6. ^ Etica di fine vita in "Enciclopedia Italiana", su www.treccani.it, Istituto Treccani, 2015. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  7. ^ Fumagalli Marisa, Vegani, crudisti, sommelier: le tribù del cibo, Corriere della Sera, 30 maggio 2015, p. 43 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  8. ^ a b Polvere. Il caso Marta Russo, su L'HuffPost, 24 ottobre 2020. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  9. ^ a b Il podcast che riapre il caso Marta Russo, su la Repubblica, 26 ottobre 2020. URL consultato il 19 gennaio 2021.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN66182632 · ISNI (EN0000 0000 6595 4551 · LCCN (ENno2004055878 · BNE (ESXX4718920 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2004055878