Cesare Luporini

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Cesare Luporini

Cesare Luporini (Ferrara, 20 agosto 1909Firenze, 25 aprile 1993) è stato un filosofo, critico letterario e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni trenta si recò prima a Friburgo, dove frequentò attivamente le lezioni di Martin Heidegger, e poi a Berlino, dove poté seguire le lezioni di Nicolai Hartmann. Si laureò successivamente a Firenze. Ha insegnato storia della filosofia nelle Università di Cagliari, Pisa e Firenze. Dopo un iniziale interesse per l'esistenzialismo, aderì al marxismo, iscrivendosi al Partito Comunista Italiano, per il quale fu eletto senatore nella terza legislatura (1958-1963). Tra le altre iniziative parlamentari, fu cofirmatario, insieme ad Ambrogio Donini, di un progetto di legge (nr.359) del 21 gennaio 1959, per un'organica e progressista riforma della scuola. Con Ranuccio Bianchi Bandinelli, Romano Bilenchi e Marta Chiesi fu tra i fondatori della rivista Società.

Collaborò, dagli anni sessanta in poi, ai periodici politico-culturali del PCI, Il Contemporaneo, Rinascita, Critica marxista. Durante il dibattito che, a seguito degli eventi del 1989, portò alla trasformazione del PCI in PDS, si schierò decisamente contro la "svolta" di Occhetto, aderendo alla mozione "due" di opposizione interna, in un'orgogliosa difesa e per un rilancio della prospettiva e degli ideali comunisti. Deceduto nel 1993, i suoi resti riposano nella cappella di famiglia al cimitero delle Porte Sante di Firenze.

La filosofia marxista[modifica | modifica wikitesto]

Il marxismo di Luporini è fondato su una critica radicale allo storicismo, sul rifiuto di ogni concezione finalistica dello sviluppo storico: il comunismo, quello marxista in particolare, non è assimilabile con la tematica tipicamente storicista del progresso come traccia dell'evoluzione umana. Egli rifiuta letture dogmatiche del marxismo e le sue deteriori forme di economicismo e meccanicismo, ma, pur apprezzando lo strutturalismo di Althusser con cui cercò di far dialogare tutto il marxismo italiano, non ne condivideva l'anti-umanismo, in quanto il pensiero di Marx conservava per lui un profondo umanesimo, anche negli scritti successivi alla "rottura epistemologica" del 1845, in cui le strutture, cioè i modelli interpretativi della società, non sono astratti ma in funzione degli individui concreti, umani.

Nello stesso ambito marxista, tra i suoi obiettivi polemici vi furono quelle posizioni che proponevano una interpretazione di radicale discontinuità tra Karl Marx e Georg Hegel, cioè quelle di Galvano Della Volpe e della sua scuola. Centrale è infatti per Luporini la nozione di contraddizione, la marxiana "oggettività reale", che lo pone comunque in relazione con Hegel. Il pensiero di Marx deve essere considerato una concezione aperta e complessa, dove materialismo e dialettica compongono una sintesi mai totalizzante (da qui il suo interesse profondo per l'elaborazione di Antonio Gramsci) e parte fondamentale di una più generale teoria dei condizionamenti umani.

Fondamentale è, per Luporini, il concetto di formazione economico-sociale, cioè la possibilità per il marxismo di costituire modelli per l'analisi degli specifici modi di produzione delle società capitaliste, nonché per la previsione scientifica delle sue varie forme. La legge generale delle formazioni economico-sociali è tratta dall’Introduzione del 1857 ai Lineamenti fondamentali di critica dell'economia politica di Marx. La struttura economica va indagata secondo logica scientifica e bisogna stabilire un "criterio oggettivo", il momento dominante che condiziona tutti gli altri assetti produttivi.[1]

L'approccio storico-genetico non è un "continuum" evoluzionistico come nella tradizione storicistica, è la fase dell'osservazione e descrizione empirica del fenomeno dalla sua origine ed è secondario rispetto all'approccio genetico-formale, cioè all'indagine che permette di stabilire la categoria dominante di una determinata fase storica della produzione. Il modello de Il Capitale può dunque aspirare all'universalità, ma anche alla flessibilità di applicazione.[2] È palese così il contrasto di L. ad ogni disegno provvidenzialista e di ‘filosofia della storia’, e anche in questo si rende chiaro il rapporto dialettico-oppositivo tra Hegel e Marx. Per quanto riguarda Leopardi, secondo Luporini, la sua poesia non è permeata solo di pessimismo, ma ci invita anch'essa alla resistenza attiva. La formazione filosofico-umanistica del poeta infatti, illuminista e materialista, permette di leggere ad esempio, nelle "magnifiche sorti e progressive" de "La Ginestra", una possibilità di rinnovamento politico-sociale non in antitesi con la concezione della 'natura matrigna', un compito storico degli esseri umani altrimenti o comunque destinati all'infelicità esistenziale.[3]

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1979 esiste una completa e accurata bibliografia degli scritti di Luporini a cura di Patrizia Guarneri pubblicata in appendice a

  • AA.VV., Filosofia e politica, Firenze, La Nuova Italia, (1981)

Una bibliografia completa e aggiornata, a cura di L. Fonnesu, è stata pubblicata nel numero speciale dedicato a Luporini dalla rivista "Il Ponte" in occasione del centenario della nascita: Cesare Luporini, 1909-1993. Firenze, Il Ponte Editore, Il Ponte, N.11, (2009) (cfr. pp. 249-289).

Oltre agli studi sulla storia del pensiero moderno e a un'elaborazione teorica del marxismo incentrata sui temi etici, si ricordano, fra le sue opere principali:

  • Situazione e libertà nell'esistenza umana, Firenze, Le Monnier (1942), e II edizione, modificata e aumentata, Firenze, Sansoni, (1945); terza edizione in C. Luporini, Situazione e libertà nell'esistenza umana e altri scritti, Roma, Editori Riuniti, 1993.
  • Filosofi vecchi e nuovi, Firenze, Sansoni, (1947)
  • Spazio e materia in Kant, Firenze, Sansoni, (1961)
  • Il marxismo e la cultura italiana del Novecento, in Storia d'Italia, V, I documenti, Einaudi, (1973)
  • Dialettica e materialismo, Roma, Editori Riuniti, (1974). Contiene oltre ad un'importante Introduzione (pagg.VII-LXVII), uno scritto inedito del 1962 dal titolo Marxismo e soggettività (pagg.111-151).
  • Una raccolta di scritti in lingua spagnola sul concetto di "formazione economico-sociale" in Marx sta in Cesare Luporini-Emilio Sereni, El Concepto de Formación Económico Social, Cuadernos de Pasado y Presente, 39, Ver Curiosidades, 1973

Un'incidenza notevolissima ebbe sugli studi leopardiani il suo saggio Leopardi progressivo (1947).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ C.Luporini, Realtà e storicità: economia e dialettica nel marxismo, in Critica marxista, IV, nr.1, 1966, pp. 170-171
  2. ^ C.Luporini, Per l'interpretazione della categoria 'formazione economico-sociale', in Critica marxista, 1977, XV, 3, pp. 3-26.
  3. ^ vedi il saggio di S.Lanfranchi, Dal Leopardi ottimista della critica fascista al Leopardi progressivo della critica marxista, Laboratoire italien, 12/2012,anche in https://laboratoireitalien.revues.org/662

Saggi critici su Luporini[modifica | modifica wikitesto]

  • Eugenio Garin, Esistenza e libertà, in Critica marxista, nr.6, 1986, pagg.5-14.
  • Giorgio Mele, Esistenzialismo e significato della libertà in Cesare Luporini, in Critica Marxista, nr.6, 1986,pagg.105-130.
  • Aldo Zanardo, Un orizzonte filosofico materialistico, in Critica marxista, nr.6, 1986, pagg.15-42.
  • Claudio La Rocca, Esistenzialismo e nichilismo. Luporini e Michelstaedter, «Belfagor», LIV, n. 5, 30 settembre 1999, pp. 521-538.
  • Roberto Mapelli, Cesare Luporini e il suo pensiero, con la prefazione di Fulvio Papi, Milano, ed. Punto Rosso, 2008.
  • Cesare Luporini, 1909-1993. Firenze, Il Ponte Editore, Il Ponte, N.11, (2009).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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