Centro dell'Armonia

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Centro dell'Armonia
Saskaņas Centrs (SC)
Leader Nils Ušakovs
Stato Lettonia Lettonia
Fondazione 2005
Dissoluzione 2014
Sede Riga
Ideologia Socialdemocrazia[1][2][3]
Ideologie minori:
Comunismo[1]
• Interessi della minoranza russa.[1][4]
Collocazione Centrosinistra[2][3][5]
Correnti:
Sinistra[5][6][7]
Gruppo parlamentare europeo S&D (TSP/SDPS)[5]
GUE/NGL (LSP)[5]
Sito web http://www.saskanascentrs.lv

Il Centro dell'Armonia (in lettone: Saskaņas Centrs, in russo Центр Cогласия) è stata una federazione di vari partiti politici socialdemocratici e di sinistra, attiva in Lettonia dal 2005 al 2014.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

La coalizione nacque nel 2005 come alleanza di cinque partiti:

L'esordio alle elezioni parlamentari[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni parlamentari del 2006, l'alleanza esordì ottenendo il 14,5% dei voti e 17 seggi al Saeima: 13 di questi furono assegnati al TSP e 4 ai socialisti.

La nascita del Partito Socialdemocratico "Armonia"[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 il Partito dell'Armonia Nazionale, il Nuovo Centro e il Partito Socialdemocratico si unirono, dando origine al Partito Socialdemocratico "Armonia" (SDPS).[8]

Sviluppi successivi[modifica | modifica wikitesto]

Le elezioni parlamentari del 2010[modifica | modifica wikitesto]

L'anno successivo, l'alleanza ottenne il 26,6% dei voti (diventando la seconda forza politica del paese) e 29 seggi al Parlamento: 25 dei socialdemocratici e 4 dei socialisti.

Il Centro dell'Armonia diventa il primo partito lettone (2011)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011, la coalizione divenne la prima forza politica del paese, ottenendo il 28% dei voti e 31 seggi: 28 dei socialdemocratici e 3 dei socialisti.[9][10]

Ciò nonostante il Centro dell'Armonia non riuscì a formare un governo, in quanto i restanti partiti del Parlamento (Partito della Riforma, Unità e Alleanza Nazionale) formarono una coalizione conservatrice (56 seggi su 100) e rielessero Valdis Dombrovskis come primo ministro.[11]

Dissoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014, poco prima delle elezioni parlamentari dello stesso anno, l'alleanza si sciolse.[12]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni parlamentari[modifica | modifica wikitesto]

Gli unici partiti della coalizione ad eleggere dei parlamentari sono stati il Partito dell'Armonia Nazionale (poi Partito Socialdemocratico "Armonia", la formazione politica predominante nell'alleanza) e il Partito Socialista di Lettonia (partner minore della coalizione).

Anno Voti % +/- Seggi +/- Note Fonte
2006
130 887
14,5%
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17 / 100
13 / 100
4 / 100
Straight Line Steady.svg
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Opposizione
(# 4)
Commissione elettorale
2010
251 397
26,6%
Green Arrow Up.svg 12,1%
29 / 100
25 / 100
4 / 100
Green Arrow Up.svg 12
Green Arrow Up.svg 12
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Opposizione
(# 2)
Commissione elettorale
2011
259 930
28,4%
Green Arrow Up.svg 1,8%
31 / 100
28 / 100
3 / 100
Green Arrow Up.svg 2
Green Arrow Up.svg 3
Red Arrow Down.svg 1
Opposizione
(# 1)
Commissione elettorale

Elezioni europee[modifica | modifica wikitesto]

Le uniche elezioni europee a cui il Centro dell'Armonia partecipò furono quelle del 2009. In quell'occasione l'alleanza ottenne due seggi: uno del Partito dell'Armonia Nazionale (poi Partito Socialdemocratico "Armonia") e uno del Partito Socialista di Lettonia.

Anno Voti % +/- Seggi +/- Note Fonte
2009
154 894
19,6%
Straight Line Steady.svg
2 / 8
1 / 8
1 / 8
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Commissione elettorale

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Wolfram Nordsieck, LATVIA, in Parties & elections in Europe, 2011. URL consultato il 30 marzo 2012 (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2012).
  2. ^ a b (EN) Sten Berglund, The Handbook of Political Change in Eastern Europe, Edward Elgar Publishing, 1° aprile 2013, pp. 100–, ISBN 978-1-78254-588-0.
    «However, Harmony Centre has now begun to embrace a social democratic identity [...]».
  3. ^ a b (EN) Hans Slomp, Europe, a Political Profile: An American Companion to European Politics, ABC-CLIO, 2011, pp. 531–, ISBN 978-0-313-39181-1.
    «Its platform [of Harmony Centre] is social democrat [...]».
  4. ^ (EN) Richard Rose, Neil Munro, Parties and Elections in New European Democracies, ECPR Press, 2009, p. 163, ISBN 978-095-582-0-328.
    «[Harmony Centre] promotes Russian minority.».
  5. ^ a b c d (EN) Chris Terry, Harmony Centre, in The Democratic Society. URL consultato il 29 ottobre 2015 (archiviato il 29 ottobre 2015).
    «[Harmony Centre] is Latvia’s only parliamentary party to identify as left-of-centre [...] The smaller party is the Latvian Socialist Party. This party is much more hard-line and far-left. [...] The alliance’s two member parties are aligned with different European political groups. Harmony is an observer of the Party of European Socialists, whereas the Latvian Socialist Party sits in the European United Left group».
  6. ^ (EN) Fondazione Schumann, Schuman Report on Europe: State of the Union 2011, Springer, 07 aprile 2011, pp. 108–, ISBN 978-2-8178-0222-0.
    «The Harmony Centre (SC), a coalition of the left-wing opposition [...]».
  7. ^ (EN) Ineta Tāre, Labour Law in Latvia, Kluwer Law International, 2010, p. 15, ISBN 978-904-113-3-250.
    «The 2006 elections confirmed Harmony Centre as the leading force on the left.».
  8. ^ (EN) Tom Lansford (a cura di), Political Handbook of the World 2014, Washington, DC, CQ Press, 2014, pp. 811-812, ISBN 978-148-333-3-274.
    «In 2009 the TSP, New Center, and the Social Democratic Party (Sociāldemokrātiskā partija—SDP) regrouped as the Social Democratic Party “Harmony” [...]».
  9. ^ (EN) Michael Schwirtz, Gains of Pro-Russian Party in Latvia Show Worries on Economy and Graft, in The New York Times, 18 settembre 2011. URL consultato il 29 ottobre 2015 (archiviato il 29 ottobre 2015).
  10. ^ (EN) Miriam Elder, Pro-Russia party may take power in Latvia if it can form coalition, in The Guardian, 19 settembre 2011. URL consultato il 29 ottobre 2015 (archiviato il 29 ottobre 2015).
  11. ^ Latvian Parliament Confirms New Government Led By Dombrovskis, in Bloomberg Businessweek, 25 ottobre 2011. URL consultato il 29 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 21 luglio 2012).
  12. ^ (LV) «Saskaņa» savā sarakstā Saeimas vēlēšanās aicinās dažus Sociālistiskās partijas biedrus, in lsm.lv, 07 luglio 2014. URL consultato il 03 novembre 2015 (archiviato il 12 agosto 2014).

Collegamento[modifica | modifica wikitesto]