Cassa di Risparmio di Rieti

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Cassa di Risparmio di Rieti
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Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1846 a Rieti
Chiusura 2015 (fusione in Intesa Sanpaolo)
Sede principale Rieti - Via Garibaldi n. 262
Gruppo Intesa Sanpaolo
Filiali province di Rieti, L'Aquila e Roma
Settore Bancario

La Cassa di Risparmio di Rieti S.p.A. (nota anche con l'acronimo di CA.RI.RI. o CARIRI) è stata una banca con sede a Rieti, che fondata nel 1846, il 23 novembre 2015 si è fusa in Intesa Sanpaolo. Aveva la sua Sede Legale e Direzione Generale presso palazzo Crispolti, lungo via Garibaldi, e filiali nelle province di Rieti, L'Aquila e Roma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cenotafio del conte Giacinto Vincenti Mareri nella cappella di Santa Caterina della Cattedrale di Rieti

Dopo la fondazione della Cassa di Risparmio di Roma nel 1836, primo istituto di credito dello Stato Pontificio, il 1º dicembre 1845 i novanta azionisti disposti a finanziare il capitale di fondazione (esponenti del clero diocesano, dell'aristocrazia agraria e della borghesia cittadina) approvarono il regolamento per l'istituzione della Cassa di Risparmio di Rieti, redatto dal conte Giacinto Vincenti Mareri che fu anche eletto presidente (incarico che mantenne fino alla morte nel 1878).[1]

La creazione dell'istituto fu richiesta il 7 dicembre 1845 dal Delegato Apostolico alla Segreteria di Stato per l'Interno, e ratificata da Papa Gregorio XVI nell'udienza del 24 gennaio 1846. L'inaugurazione avvenne il 29 marzo 1846, con una solenne messa celebrata nella Cattedrale dal vescovo Filippo Curoli. La prima sede fu messa a disposizione dal presidente, nei locali al piano terra del palazzo Vincenti Mareri in via degli Abruzzi (odierna Via Garibaldi).[1]

Gli uffici in una fotografia pubblicata nel 1932

L'istituto nacque in un periodo in cui la città basava la propria economia quasi totalmente sull'agricoltura, favorendo la fine di un sistema basato sulla mezzadria.

Alla proclamazione della Repubblica Romana del 1849, alla Cassa venne imposto il versamento dei depositi appartenenti agli enti ecclesiastici, ma il presidente Vincenti Mareri, fedele al Papa, riuscì a rinviare l'adempimento fino alla restaurazione del potere papale.

Con l'annessione di Rieti al Regno d'Italia nel 1860 la Cassa rischiò l'assorbimento da parte della Congregazione di carità, in base alla legge 20 novembre 1859 che prevedeva l'esproprio delle Opere Pie; l'assorbimento fu evitato solo grazie al Regio Decreto 13 febbraio 1861, che il consiglio di amministrazione chiese ed ottenne dal governo di Torino, in cui la Cassa di Risparmio viene riconosciuta come Ente morale.[1]

La presidenza in una fotografia pubblicata nel 1932

Presto la banca ebbe bisogno di una sede più ampia così, nella riunione del 27 novembre 1874, il CdA deliberò di avviare trattative con i marchesi Tommaso, Clemente e Cesare Crispolti per l'acquisto del Palazzo Crispolti, situato a fianco di Palazzo Vincenti Mareri in via Garibaldi. I Crispolti proposero la permuta con dei terreni presso Morro e Rivodutri di cui la Cassa disponeva come recupero di crediti, per un valore poco superiore alle 40 000 lire. Il 9 settembre 1875 fu stipulato il compromesso, che fu approvato dall'assemblea dei soci il 16 settembre; gli uffici furono trasferiti nell'ottobre del 1877 ed il palazzo rimase sede della Cassa di Risparmio fino alla fine di quest'ultima nel 2015.

Divenne una Società per azioni nel 1992[2] scindendo l'azienda bancaria dalla Fondazione Cassa Risparmio di Rieti, oggi Fondazione Varrone.

La banca fu coinvolta in uno scandalo quando, nel novembre 1993, venne arrestato Giuseppe Di Pietro, direttore fino al 1992 della filiale di piazza Montecitorio a Roma, con l'accusa di aver concesso tra il 1990 e il 1993 fidi per quasi 90 miliardi di lire in modo "compiacente ed irregolare" a società appartenenti al boss della banda della Magliana Enrico Nicoletti, che con questi soldi teneva in piedi una fiorente attività di usura.[3] Di Pietro si è costituito nel gennaio 1994[4] Di Pietro si è costituito nel gennaio 1994[5]

Negli anni più recenti l'istituto bancario passò sotto la proprietà di diversi gruppi; prima Cariplo, poi Banca Intesa e infine, a seguito della fusione fra Banca Intesa e Sanpaolo IMI, Intesa Sanpaolo.

La filiale di Piazza Vittorio Emanuele II a Rieti, al piano terra di Palazzo Dosi Delfini

Nel piano di impresa 2014-2017 Intesa Sanpaolo annuncia un piano di accentramento della sua Banca dei territori[6], che prevede l'assorbimento completo delle Casse del Lazio (Rieti, Viterbo, Civitavecchia) e il loro controllo diretto con il passaggio di filiali e personale ad Intesa Sanpaolo.[7] [8]

A questo scopo, nel 2014 Intesa Sanpaolo (già in possesso dell'85% attraverso Cassa di Risparmio di Firenze) rileva il restante 15% di CARIRI dalla Fondazione Varrone per 32,5 milioni di euro.[9]

Il 23 novembre 2015, con la rimozione delle insegne CARIRI dalle filiali, la Cassa di Risparmio di Rieti ha cessato definitivamente di esistere con la fusione per incorporazione in Intesa Sanpaolo. [10][11][12] Nell'ultimo periodo di attività, era controllata dal gruppo Intesa Sanpaolo attraverso la Banca CR Firenze.

L'attività in ambito sociale e la Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

La CARIRI non ha fatto eccezione alle attività in ambito sociale tipiche delle Casse di risparmio. Sono stati molti gli ambiti in cui, sin dalla fondazione, la CARIRI è intervenuta: dalla promozione dello sport giovanile, all'organizzazione di eventi culturali, fino alla valorizzazione dei palazzi storici della città.

Con l'introduzione delle fondazioni bancarie (Legge Amato n. 218 del 1990) nel 1992 l'attività di utilità sociale venne scorporata nella Fondazione Cassa di Risparmio di Rieti, che dal 2003 ha cambiato nome in Fondazione Varrone in omaggio all'erudito reatino Marco Terenzio Varrone. La fondazione, il cui statuto è stato approvato dal Ministero del tesoro nel settembre 2000, ha attualmente sede in Palazzo Potenziani Fabri ed è un soggetto privato senza fini di lucro, completamente autonomo e indipendente dalla CARIRI, che non svolge attività di credito.[13]

Nella città di Rieti la Fondazione ha restaurato la ex chiesa di Santa Scolastica trasformandola nell'Auditorium Varrone ed ha riqualificato l'area e gli edifici di Largo San Giorgio creando le Officine Fondazione Varrone, inaugurate nel 2012, uno spazio di 4 000 m² in cui sono stati ricavati la nuova sede della biblioteca della Fondazione (ex biblioteca Benedetto Riposati), una libreria, un caffè letterario, una galleria d'arte, una palestra di inglese ed un laboratorio di moda, dove la Fondazione organizza manifestazioni ed eventi culturali. Dal 2014 la biblioteca è chiusa perché posta sotto sequestro, in seguito alla scoperta di alcune irregolarità nei lavori di ristrutturazione.[14]

Dagli anni 2000 la Fondazione è partner di Intercultura ed ogni anno eroga agli studenti più meritevoli delle scuole superiori reatine borse per studiare un anno in una scuola di Stati Uniti, Cina o India.

Nello sport[modifica | modifica wikitesto]

La Cassa di Risparmio di Rieti ha legato per moltissimo tempo (dal 1976 fino al 2015) il suo nome alla società Atletica Studentesca di Rieti contribuendo, con il suo sostegno economico, alla possibilità di formare giovani atleti nel capoluogo sabino, che per quanto riguarda l'atletica leggera si classifica quasi sempre prima tra le province italiane nella classifica de Il Sole 24 ore per indice di sportività.[15][16][17][18][19][20][21][22] In trentanove anni di cammino congiunto l'identificazione della società sportiva con il marchio CARIRI è divenuta talmente forte che ad Intesa Sanpaolo è stato chiesto di poter continuare ad usare la denominazione Atletica Studentesca CARIRI, anche dopo l'assorbimento definitivo dell'istituto bancario da parte del gruppo torinese.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento ai benemeriti della cultura e dell'arte
«Per attività di mecenatismo.»
— Roma, 24 settembre 1990.[23]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Ileana Tozzi, La fondazione della Cassa di Risparmio di Rieti, su Associazione italiana del libro, 20 agosto 2015. URL consultato il 23 novembre 2015.
  2. ^ BREVI, in La Repubblica, 7 agosto 1992. URL consultato il 26 novembre 2015.
  3. ^ Dino Martirano, Cravattari di rango - Come era organizzata la banda di Enrico Nicoletti, in Corriere della Sera, 17 novembre 1993. URL consultato il 26 novembre 2015.
  4. ^ Dino Martirano, Cravattari di rango - Come era organizzata la banda di Enrico Nicoletti, in Corriere della Sera, 17 novembre 1993. URL consultato il 26 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il ).
  5. ^ Dino Martirano, Quel magico sportello davanti a Montecitorio, in Corriere della Sera, 28 gennaio 1994. URL consultato il 26 novembre 2015.
  6. ^ INTESA SANPAOLO: PIANO DI IMPRESA 2014-2017, su Intesa Sanpaolo, 28 marzo 2014. URL consultato il 26 novembre 2015.
  7. ^ Alessandra Lancia, Rieti, Cariri: marchio verso la cancellazione. Assorbimento in Intesa Sanpaolo, in Il Messaggero edizione di Rieti, 27 agosto 2015. URL consultato il 23 novembre 2015. (versione cartacea)
  8. ^ Federico De Rosa, Corriere della Sera, 26 agosto 2015, https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2015/agosto/26/Intesa_Sanpaolo_via_riassetto_della_co_0_20150826_730aaff0-4bb4-11e5-ba54-2b48637cf291.shtml . URL consultato il 26 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  9. ^ LA FONDAZIONE VARRONE CEDE LE PROPRIE QUOTE DELLA CARIRI A BANCA INTESA, in RietiLife, 18 settembre 2014. URL consultato il 26 novembre 2015.
  10. ^ La tua filiale diventa Intesa Sanpaolo, su Cassa di Risparmio di Rieti. URL consultato il 23 novembre 2015.
  11. ^ ADDIO CASSA DI RISPARMIO DI RIETI DOPO 169 ANNI: DA OGGI DIVENTA INTESA SANPAOLO, in RietiLife, 23 novembre 2015. URL consultato il 23 novembre 2015.
  12. ^ CARIRI DIVENTA INTESA S.PAOLO, VIA IL VECCHIO SIMBOLO, in Sabinia TV, 23 novembre 2015. URL consultato il 23 novembre 2015.
  13. ^ CENNI STORICI, su Sito ufficiale della Fondazione Varrone. URL consultato il 23 novembre 2015.
  14. ^ Rieti, sequestrate le Officine di largo San Giorgio. Indagati Innocenzo De Sanctis e Andrea Cecilia, in Il Messaggero, 14 febbraio 2014. URL consultato il 19 gennaio 2016.
  15. ^ Indice di sportività: il dossier - Scheda provincia di Rieti, in Il sole 24 ore. URL consultato il 29 novembre 2015.
  16. ^ Il sole 24 ore, Indice di sportività: le Olimpiadi delle province, ilsole24ore.com. URL consultato il 29 novembre 2015.
  17. ^ Il sole 24 ore, Indice di sportività 2010, ilsole24ore.com. URL consultato il 29 novembre 2015.
  18. ^ Il sole 24 ore, Indice di sportività 2011, ilsole24ore.com. URL consultato il 29 novembre 2015.
  19. ^ Il sole 24 ore, Indice di sportività 2012, ilsole24ore.com. URL consultato il 29 novembre 2015.
  20. ^ Il sole 24 ore, Indice di sportività 2013, ilsole24ore.com. URL consultato il 14 novembre 2015.
  21. ^ Trento vince l’Oscar della sportività, infodata.ilsole24ore.com, 25 agosto 2014. URL consultato il 29 novembre 2015. visualizzazione dati
  22. ^ Luca Tremolada, Ecco la mappa regionale dell’Italia dello sport. Medaglia d’oro al Trentino Alto-Adige, 17 agosto 2015. URL consultato il 29 novembre 2015. - Il sole 24 ore, Indice di sportività 2015 - Rieti (PDF), ilsole24ore.com. URL consultato il 29 novembre 2015.
  23. ^ Sito della Presidenza della Repubblica

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A cura di Gianfranco Formichetti e Roberto Marinelli, UNA BANCA, LA SUA CITTA' - RIETI 1846 - 1996, Cassa di Risparmio di Rieti, 1996.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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