Casez

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Casez
frazione
Casez – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
ProvinciaTrentino CoA.svg Trento
ComuneSanzeno-Stemma.png Sanzeno
Territorio
Coordinate46°22′41″N 11°04′35″E / 46.378056°N 11.076389°E46.378056; 11.076389 (Casez)Coordinate: 46°22′41″N 11°04′35″E / 46.378056°N 11.076389°E46.378056; 11.076389 (Casez)
Altitudine693 m s.l.m.
Abitanti200
Altre informazioni
Cod. postale38010
Prefisso0463
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT022044
Cod. catastaleB964
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casez
Casez

Casez (Ciadièz in nones), è una frazione del comune di Sanzeno, situato a 693 m s.l.m. nella parte centro-settentrionale della Valle di Non (Trentino). Conta circa 200 abitanti, molti dei quali impiegati nella coltivazione delle mele. Fino al 1968 era comune autonomo.

Fu Signoria dell'antica e nobile Famiglia de Concini di cui è ancora presente in Paese il loro Castello.

In paese è presente un magazzino del consorzio Melinda (di cui i de Concini di Casez, ramo principale, e di Tuenno sono tra i maggiori fornitori), dove conferiscono le mele anche i paesi di Banco, Sanzeno, Dambel, Malgolo e Romeno.

Le mele e in particolare la Delicious furono importate in Valle proprio dai Concini che cominciarono a produrle soppiantando l'antica coltivazione del baco da seta.

Pomaria 2014 in Casez

Per tali motivi la Melinda ha promosso uno studio e permessa l'edizione di un libro sulla nobile famiglia de Concini.

Dal 2005 Casez è sede di una manifestazione chiamata Pomaria che si svolge ogni anno circa alla metà di ottobre.

Citando altre manifestazioni, val la pena ricordare la sagra patronale di San Pero che si svolge negli ultimi giorni di giugno; occasione in cui i coscritti piantano l'abete (pez dai coscriti).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1852 Agostino Perini, descrive Casez nella sua Statistica del Trentino in questo modo: "Casez. Capitanato di Cles, distretto giudiziale dello stesso nome. Abitanti 349, case 39. Estimo fiorini 15.303 car. 45. Villaggio situato sopra un amenissimo poggio fra Sanzeno, Banco e Malgolo e giace sul pendio rivolto a sera e mezzodì. I campi all'intorno sono piantati a viti e gelsi; le case sono pulite e si presentano bene a chi da lungi le mira. La chiesa è un buon fabbricato e fu da poco tempo restaurata; la sua posizione è amenis-sima, posta in fondo al villaggio verso sera ed ombreggiata all'intorno da frondosi noci risalta maggiormente per i vigneti sottoposti e le graziose praterie vicine. Bellissima e assai distesa è la vista che si presenta, specialmente sull'opposta sponda del Noce ove giace il borgo di Cles e il suo castello. Gli abitanti di questo paese vivono per lo più della coltura dei loro campi'.

La Madonna di Casez[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1722, per puro caso, torna alla luce sotto l'ancona dell'altare laterale della chiesa di Casez l'affresco del 1491 raffigurante la Madonna. Con la devozione che rinasce spontaneamente, l'anno successivo giunge anche il presunto miracolo così registrato: "ai 10 settembre fu presentato avanti l'altare di Maria un figliuolo di Pietro Mina e Catarina sua moglie, nato morto, il quale in breve spazio di tempo principiò a mutare il color bianco, che aveva sul volto e nel lato destro, in rosso; e dopo esser ritornato bianco e poi rosso nelle stesse parti, fattasegli una rosetta di colore incarnato sulla guancia sinistra, fu da me prete Michele Bartolomeo Trentadue battezzato sub conditione, alla presenza di testimoni registrati formaliter sopra tale prodigio ".

La sagra[modifica | modifica wikitesto]

È sempre stata festa grande il giorno dei santi Pietro e Paolo. Al 29 giugno, nella ritualità liturgica, la processione dei fedeli sfilava per le vie del paese portando la statua di San Retro. Al suono festoso delle campane rispondeva il canto grave degli uomini del coro e le litanie di preghiere lungo la fila. Aprivano i chierichetti con la croce, la gente procedeva lenta, i pompieri sfilavano in divisa da parata ed i coscritti, orgogliosi nelle loro lunghe tuniche, portavano il Santo. Quel giorno, parenti ed amici convenivano tutti in paese ed il ritrovarsi sul sagrato allargava il cuore; per chi durante l'anno era venuto a mancare c'era sempre una preghiera. A nessuno del paese può sfuggire il ricordo della sagra e per il comune la fiera fu sempre una voce d'entrata al magro bilancio.

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