Casa Professa dei Padri Gesuiti

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Casa Professa dei Padri Gesuiti
Istituto Fonseca (Naples).jpg
Facciata dell'edificio
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàNapoli
Coordinate40°50′50.75″N 14°15′07.81″E / 40.84743°N 14.252169°E40.84743; 14.252169Coordinate: 40°50′50.75″N 14°15′07.81″E / 40.84743°N 14.252169°E40.84743; 14.252169
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXVII secolo
Usoresidenziale

La Casa Professa dei Padri Gesuiti è una costruzione ubicata in via Benedetto Croce al civico 2, ad angolo della piazza del Gesù Nuovo di Napoli.

Oggi l'edificio è sede dell'Istituto Eleonora Pimentel Fonseca.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione di questo edificio iniziò nel 1608. I Gesuiti che dal 1584 si erano stanziati nel palazzo Sanseverino avevano affidato all'architetto Agazio Stoia il progetto per la costruzione della loro abitazione, appunto la casa professa e della sede di vari servizi come la biblioteca e l'infermeria.

Nel 1665 si avviarono i lavori per il refettorio, terminato nel 1680. Nel 1685 partirono i lavori per la grandiosa biblioteca, completata però solo nel 1750 ad opera di Antonio Sarnelli dopo un lunghissimo periodo di stasi.

Nel 1860 quando Garibaldi espelle i gesuiti e ne confisca le proprietà. Nello stesso anno viene fondato il primo istituto magistrale che dal 1923 sarà intitolato ad Eleonora Pimentel Fonseca, sostenitrice della Repubblica Napoletana del 1799 e che morì alla caduta di questa.

Particolare del portale d'ingresso

Gli ambienti[modifica | modifica wikitesto]

All'edificio si accede tramite un portale in piperno, posto proprio dinanzi all'arco d'ingresso all'insula di Santa Chiara. Il portale immette nell'androne del complesso: esso occupa una parte del chiostro dei Padri Gesuiti.

All'interno vi sono un maestoso portale marmoreo e un grandioso scalone d'onore dalla quale si accede alla biblioteca.

La biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

Terminata nel 1750 da Antonio Sarnelli, la biblioteca mostra affreschi dello stesso artista, caratterizzati dall'esaltazione del ruolo principale del cattolicesimo nella cultura: troviamo raffigurati oltre a Sant'Ignazio di Loyola, fondatore della compagnia di Gesù, anche gli insigni dottori San Gregorio Magno, Sant'Ambrogio, San Tommaso d'Aquino, San Bonaventura, San Girolamo, San Basilio e San Gregorio di Nissa.

Notevoli sono inoltre il pavimento commesso e policromo a tarsie marmoree, coevo alle pitture e gli armadi in legno intagliato che si innalzano fino alle lunette della volta. Tutta la biblioteca è cinta da un ballatoio il cui parapetto è finemente intarsiato a motivi vegetali.

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