Canis lupus nubilus

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« Il Canis lupus nubilus, il lupo delle Grandi Pianure o delle praterie, era diverso dal lupo nordamericano forse quanto lo erano gli indiani delle foreste come i Delaware dagli indiani «dei bufali» quali i Sioux, ma come accadde proprio ai Sioux, esso divenne presto il simbolo della sua specie. »

(Barry Lopez)
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Lupo grigio delle Grandi Pianure
Quebec wild wolf.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 NT it.svg
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Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Canidae
Genere Canis
Specie Canis lupus
Sottospecie C. l. nubilus
Nomenclatura trinomiale
Canis lupus nubilus
Say, 1823
Areale

Present canis lupus nubilus range.png

Il lupo grigio delle Grandi Pianure (Canis lupus nubilus), detto anche lupo bufalo o lupo nebuloso, è una sottospecie di lupo grigio, il cui areale una volta si estendeva in tutte le Grandi Pianure, dal Manitoba meridionale e il Saskatchewan, a sud fino al Texas settentrionale. È una sottospecie di taglia media, di colore variabile, solitamente chiaro, sebbene esistono esemplari scuri.[1] I maschi adulti tipicamente pesano 45 chili, sebbene sono stati segnalati esemplari pesanti 68 chili.[2] Insieme al lupo nordoccidentale, con cui condivide un confine lungo e complesso, il lupo delle Grandi Pianure è il lupo grigio nordamericano più comune, con almeno 11 sinonimi.[3]

Fu prima descritto nel 1823 da Thomas Say nelle sue scritture sulla spedizione di Stephen Long nelle Grandi Pianure.[4] Sebbene sia riconosciuto come una sottospecie valida dai tassonomisti, il lupo delle Grandi Pianure è il lupo grigio nordamericano più difficile da valutare, siccome ha una lunga storia di contatto e miscuglio con altre popolazioni di lupi e coyote. È probabile che questa sottospecie entrò il nordamerica attraverso il ponte di Bering dopo il lupo messicano, spingendo quest'ultimo fino all'estremo meridione del suo areale mentre si diffondeva. Con l'inizio dell'ultima era glaciale, il lupo delle Grandi Pianure fu gradualmente rimpiazzato nel nord del suo areale dal lupo nordoccidentale, un processo che continua ancora oggi.[3]

Vecchi testi, inclusi quelli di Lewis e Clark, indicano che la sottospecie fosse abbondante in tutte le Grandi Pianure, superando di numero persini i coyote. Il pioniere Alexander Henry fece numerosi riferimenti ai lupi nei suoi diari scritti durante i suoi viaggi in Dakota del Nord, notando che si nutrivano soprattutto delle carcasse di bisonte, e che fossero incauti verso gli umani, a volte avvicinandosi alle persone ed entrando le tende. Scrisse inoltre su come le tribù native ogni tanto rapivano i cuccioli dalle loro tane e catturavano gli esemplari adulti in grandi fosse. Maximilian zu Wied-Neuwied scrisse che i nativi usavano le pellicce di lupo come valuta, con una peliccia valendo due canne di tabacco.[2] Dal mezzo secolo degli anni '800, una combinazione di costruzioni di ferrovie, colonizazzione umana , lo stabilimento di pascoli per il bestiame e lo sterminio dei bisonti costrinsero il lupo delle Grandi Pianure a limitarsi alle zone più remote del suo areale, in cui il terreno era troppo infertile per l'agricoltura.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mech, L. David (1981), The Wolf: The Ecology and Behavior of an Endangered Species, University of Minnesota Press, p. 351, ISBN 0-8166-1026-6
  2. ^ a b Vernon, B., (1926), A Biological Survey of North Dakota, North American Fauna: Number 49: pp. 150–156.
  3. ^ a b Chambers SM, Fain SR, Fazio B, Amaral M, An account of the taxonomy of North American wolves from morphological and genetic analyses, in North American Fauna, vol. 77, 2012, pp. 1–67, DOI:10.3996/nafa.77.0001. URL consultato il 2 luglio 2013.
  4. ^ Say, T. et al. (1823) Account of an expedition from Pittsburgh to the Rocky Mountains, performed in the years 1819 and '20 : by order of the Hon. J.C. Calhoun, sec'y of war: under the command of Major Stephen H. Long. From the notes of Major Long, Mr. T. Say, and other gentlemen of the exploring party. Philadelphia : H.C. Carey and I. Lea ... p. 169-173.
  5. ^ Glover, A. (1942), Extinct and vanishing mammals of the western hemisphere, with the marine species of all the oceans, American Committee for International Wild Life Protection, pp. 219-222.

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