Calitea

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Calitea
frazione
Kallithea - (EL) Καλλιθέα
Localizzazione
StatoGrecia Grecia
PeriferiaEgeo Meridionale
Unità perifericaRodi
ComuneRodi
Amministrazione
Amministratore localeStathis Kousournas
Data di istituzione2011-01-01
Territorio
Coordinate36°20′N 28°10′E / 36.333333°N 28.166667°E36.333333; 28.166667 (Calitea)Coordinate: 36°20′N 28°10′E / 36.333333°N 28.166667°E36.333333; 28.166667 (Calitea)
Altitudine71 m s.l.m.
Superficie109,8 km²
Abitanti10 251 (2001)
Densità93,36 ab./km²
Altre informazioni
LingueGreco
Cod. postale85105
Prefisso2241
Fuso orarioUTC+2
Nome abitantiRodiesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Grecia
Calitea
Calitea
Sito istituzionale

Calitea[1] (in greco Kallithea - Καλλιθέα) è una frazione della città di Rodi nel dell'Egeo Meridionale. con 10.251 abitanti secondo i dati del censimento 2001.[2]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

L'odierna frazione si trova nella parte nord-orientale dell'isola di Rodi, poco più a sud della città di Rodi. Fanno parte della frazione di Calitea anche le località di Coschino (Koskinò) e Psito (Psitos).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Calitea è stato soppresso a seguito della riforma amministrativa, detta programma Callicrate, in vigore dal 2011-01-01[3] ed è ora frazione del comune di Rodi nella omonima unità di Rodi nella periferia della odierna Grecia.

Terme di Calitea[modifica | modifica wikitesto]

Vecchio edificio termale in disuso, 2008
Vista interna della terme, 2010
Spiaggia nella baia vicino alle terme, 2008

Il luogo delle terme, nell'odierna frazione di Calitea, era conosciuto fin dall'epoca dorica (VI-V secolo a.C.), l'imperatore romano Tiberio visitò questo luogo, quando in esilio volontario si ritirò a Rodi (dal VI a.C. al II d.C.). Poi passando all'epoca Bizantina, quella cavalleresca richiamava persino abitanti della prospiciente costa anatolica. Era chiamato dai locali Tsiflònero (nome derivato dalla proprietà purgativa dell'acqua). Il luogo era impervio, raggiungibile solo tramite mulattiere e, sia durante le Crociate che durante l'occupazione turca, coloro che vi si recavano bivaccavano all'aperto nei pressi o venivano ospitati nei vicini monasteri, dei quali oggi non vi è più traccia.

Cenni storici e d'architettura[modifica | modifica wikitesto]

Era proprio nella piccola baia, davanti l'odierna Terme, che il 5 maggio 1912 le truppe italiane sbarcarono alla conquista di Rodi dai turchi. Il complesso termale costruito nello stile eclèttico d'oriente dagli italiani[4], dopo due anni di costruzione, era stato inauguratao al 1º luglio del 1929. E rimase in funzione, sino alla distruzione da bombardamenti tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Per anni il sito era stato utilizzato come deposito di sdraie ed ombrelloni per lo stabilimento balneare lì accanto[5]. Il complesso termale è stato rinnovato nel corso degli anni dal 2002 e riaperto nell'estate del 2007. Da allora, il sistema dei parchi (architettura dell'architetto italiano Pietro Lombardi) ha riacquistato il suo fascino.

Luogo[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso termale di Calitea si trova a sud-est della località e capitale dell'isola Rodi, sulla strada Rodi (Ρόδου) - Faliraki (Φαληρακίου), prima della baia di Faliraki. Da un pezzo di sinuosa strada costiera, dove si ferma anche il bus, si scende attraverso un bosco verso il mare. Al sud delle terme si trova una piccola spiaggia delle terme (Παραλία Θέρμης) tra le rocce con un bar e caffetteria, racchiusa in una baia.

Cure[modifica | modifica wikitesto]

Le sorgenti sulfuree calde, attualmente in secca, curavano reumatismi e malattie renali, disturbi della vescica e costipazione cronica. L'acqua sulfurea della fonte ha avuto un effetto lassativo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. a p. 146
  2. ^ Censimento 2001 (XLS), su ypes.gr. URL consultato il 2 maggio 2011.
  3. ^ piano Callicrate (PDF), su ypes.gr. URL consultato il 2 maggio 2011.
  4. ^ Architettura nel Dodecaneso, terme di Calitea, di Nicola Scorzelli .
  5. ^ Egeo, tra turismo di massa e turismo sostenibile; una scelta non dilazionabile, di Nicola Scorzelli .

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN158656274
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