Calazio

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Calazio
Chalazion (Excised) 02.jpg
Occhio dopo l'escissione di un calazio
Specialitàoftalmologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
MeSHD017043
MedlinePlus001006
eMedicine797763 e 1212709

Il calazio (dal greco "khalazion" che significa "piccolo chicco di grandine") è una cisti (precisamente un lipogranuloma) localizzata nella palpebra e dovuta all'infiammazione cronica della ghiandola di Meibomio a causa dell'ostruzione del dotto escretore della stessa.[1][2] Il calazio si viene a formare con gradualità nel giro di poche settimane, localizzato nel mezzo della palpebra e spesso non doloroso.[3] In alcuni casi la ghiandola che viene ad ostruirsi può essere la ghiandola di Zeiss.[4] Un orzaiolo e una cellulite localizzata spesso possono apparire molto simili.[3] Un orzaiolo, tuttavia, di solito compare in modo più improvviso è estremamente doloroso e si verifica sul bordo della palpebra. Anche un processo di cellulite si caratterizza per l'intenso dolore.[3][5] Il trattamento è in genere inizialmente basato sull'applicazione di impacchi caldi. Se questo approccio iniziale è poco efficace, è possibile provare a iniettare steroidi nella lesione. Se il calazio è di grandi dimensioni, spesso il medico ne consiglia l'incisione e il drenaggio. La condizione è relativamente comune ma la sua esatta frequenza è sconosciuta.

Cause[modifica | modifica wikitesto]

Il calazio tende ad associarsi ad ogni disturbo che favorisce il blocco dei dotti delle ghiandole di Meibomio e di Zeiss, pertanto alla blefarite cronica, all'acne rosacea, alla dermatite seborroica, al tracoma, a infezioni virali della palpebra, a traumi o interventi chirurgici delle palpebre, così come a iperlipidemia. Più raramente può associarsi a tubercolosi o carcinoma squamocellulare o carcinoma microcistico. Se un calazio tende a ripresentarsi in una persona anziana, è necessario considerare queste ultime condizioni.[6] Nei bambini una recidiva di calazio tende invece ad associarsi ad una congiuntivite virale.

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Il calazio è un disturbo comune, ma la sua esatta incidenza e prevalenza non sono note. Il disturbo si verifica in tutte le fasce di età, ma è più comune nella popolazione adulta, in particolare nella fascia di età compresa tra 30 e 50 anni (presumibilmente perché gli alti livelli di ormoni androgeni comportano un'aumentata viscosità del sebo). Il calazio non è comune nell'anziano e nei bambini, tuttavia casi si verificano anche in queste fasce di età.

Patogenesi[modifica | modifica wikitesto]

Tale ostruzione può derivare, in soggetti predisposti, proprio dalla secrezione di un ghiandola sebacea (in genere la ghiandola di Meibomio) la quale è preposta alla produzione dello strato oleoso delle lacrime. Il calazio si forma quando i prodotti di degradazione lipidica, secrezioni sebacee ritenute ed enzimi batterici, penetrano nel tessuto circostante e provocano una risposta infiammatoria granulomatosa.[7] Il calazio può insorgere come cronicizzazione di un orzaiolo.

Clinica[modifica | modifica wikitesto]

Segni e sintomi[modifica | modifica wikitesto]

Il calazio si presenta come un rigonfiamento all'interno o sul bordo della palpebra, ha una presentazione meno acuta rispetto all'orzaiolo e generalmente è indolore.[8] La congiuntiva può apparire iperemica (arrossata). La palpazione della palpebra può evocare dolore. In alcune circostanze si può formare una crosta sul bordo esterno del rigonfiamento provocando dei piccoli fastidi all'occhio causato dallo sfregamento.

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

La diagnosi è clinica e si basa sulla raccolta anamnestica e sull'esame obiettivo. Non sono normalmente necessari ulteriori esami di laboratorio o strumentali.

Diagnosi differenziale[modifica | modifica wikitesto]

A differenza di un orzaiolo (che è un'infiammazione acuta) il calazio risulta meno doloroso e, solitamente, regredisce spontaneamente nel giro di 15-20 giorni o, in casi più gravi, può scomparire completamente dopo mesi.

Complicanze[modifica | modifica wikitesto]

Un calazio di grosse dimensioni può provocare astigmatismo e dolore all'occhio a causa della pressione sulla cornea.

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

L'applicazione di un collirio od un unguento antibiotico (per esempio a base di cloramfenicolo o acido fusidico) è spesso il primo approccio medico nel sospetto di un processo infettivo locale, ma risulta spesso di scarso valore nel trattamento di un calazio. Si deve comunque tenere presente che il processo tende a scomparire autonomamente e senza ulteriori trattamenti nel giro di pochi mesi. Praticamente tutti i calazi si riassorbono entro due anni. Nel calazio in fase iniziale la guarigione può essere facilitata applicando bende tiepide all'occhio interessato per circa 15 minuti 4 volte al giorno. Il contemporaneo massaggio della cute sovrastante il calazio aiuta la regressione spontanea, promuovendo il drenaggio e la guarigione ammorbidendo le secrezioni sebacee che occludono il condotto e favorendo la liberazione del dotto escretore.[9] Questi semplici accorgimenti favoriscono la regressione dell'infiammazione della Ghiandola di Meibomio. È sempre importante che il/la paziente eviti di toccare/spremere la cisti con le dita delle mani scarsamente pulite per evitare infezione.

Se il calazio continua ad ingrandirsi o non riesce a stabilizzarsi entro poche settimane/mesi di trattamento, le lesioni più piccole possono essere iniettate con una sostanza corticosteroide, ad esempio triamcinolone.[10][11] Le lesioni di dimensioni maggiori possono invece essere rimosse chirurgicamente utilizzando l'anestesia locale.[12] L'intervento di rimozione è fatto preferibilmente con accesso sotto la palpebra, per evitare una poco estetica cicatrice sulla pelle.[13] Se il calazio si trova direttamente sotto il tessuto più superficiale della palpebra, tuttavia, un'asportazione dall'alto può essere più consigliabile in quanto più rispettosa dell'integrità palpebrale. Se l'intervento non è troppo demolitivo la cute palpebrale di solito va incontro a pronta e completa guarigione, spesso senza lasciare alcuna cicatrice visibile.[14] A seconda della struttura del calazio, la procedura di escissione varia: mentre il materiale più fluido può essere facilmente rimosso con un'invasione minima, semplicemente perforando il calazio ed esercitando una pressione sul tessuto circostante, il materiale più organizzato (e perciò più indurito) richiede di solito un'incisione più ampia, attraverso la quale si può successivamente raschiare il contenuto. L'escissione di una chalazio di grosse dimensioni può causare ematomi visibili intorno alla palpebra, che in genere si riassorbe nell'arco di tre o quattro giorni; l'edema che spesso vi si associa può invece persistere più a lungo.

L'escissione del calazio è un trattamento ambulatoriale e normalmente non richiede più di quindici minuti. Tuttavia, a causa dei rischi di infezione e di gravi danni alla palpebra, tale procedura dovrebbe essere eseguita solo da un medico esperto o uno specialista oculista.

Un calazio potrebbe ripresentarsi e di solito deve essere sottoposto a biopsia per escludere la possibilità di un tumore.

Chirurgico[modifica | modifica wikitesto]

Quando il calazio non regredisce, o quando insorgono complicanze, va rimosso chirurgicamente, generalmente con un'incisione all'interno della palpebra in anestesia locale; l'uso di un collirio antibiotico (ad esempio cloramfenicolo) prima e dopo l'asportazione serve per evitare complicanze se la cisti dovesse essere infetta, ma non ha altra utilità per il trattamento. L'intervento chirurgico di rimozione di un calazio è una procedura semplice che viene generalmente eseguita ambulatorialmente o in regime di day hospital. Il paziente non necessita di rimanere degente in ospedale per ulteriori cure mediche. L'intervento chirurgico di rimozione del calazio viene eseguito in anestesia locale o generale. In genere l'anestesia generale viene somministrata ai bambini per assicurarsi che rimangano immobili e che non si verifichino lesioni agli occhi nel corso della procedura. L'anestesia locale viene utilizzata negli adulti e viene applicata attraverso una piccola iniezione nella palpebra. Il disagio dell'iniezione è ridotto al minimo con l'aiuto di una crema anestetica, che viene applicata localmente.

Il calazio può essere rimosso in due modi, a seconda delle dimensioni della cisti. Calazi relativamente piccoli sono rimossi eseguendo una piccola incisione nella parte posteriore della palpebra. Il chirurgo solleva la palpebra per accedere alla parte posteriore della sua superficie e fa un'incisione di circa 3 mm proprio sopra il calazio. A questo punto il chirurgo isola il granulo attraverso una speciale pinza e il grumo viene quindi rimosso; normalmente viene applicata per alcuni minuti una adeguata pressione per interrompere un'eventuale emorragia che potrebbe verificarsi a causa dell'operazione.

L'intervento chirurgico sui piccoli calazi non richiede punti, poiché il taglio viene eseguito sul retro della palpebra e quindi non può essere visto: il risultato estetico è generalmente eccellente.

I calazi di dimensioni maggiori sono rimossi attraverso un'incisione anteriore sulla palpebra. I calazi più ampi di solito si spingono fino al tessuto sottocutaneo della palpebra, e questo è il motivo principale per cui i medici preferiscono rimuoverli aggredendoli anteriormente. Anche in questo caso l'incisione non è di solito più grande di 3 mm e viene eseguita subito al di sopra del calazio. Il nodulo viene rimosso, spesso viene anche tolto il tessuto limitrofo in modo che l'infezione non si propaghi ai tessuti circostanti, viene infine applicata una adeguata pressione sull'incisione chirurgica per prevenire la trasudazione. La parte trattata viene poi suturata con dei punti molto sottili e difficilmente visibili. Talvolta viene prescritta l'applicazione di un collirio o pomata oftalmica antibiotica affinché la parte guarisca più in fretta. I punti di sutura applicati possono essere di tipo riassorbibile; in caso contrario vengono rimossi entro una settimana dopo l'intervento chirurgico, in follow-up ambulatoriale. Sebbene il calazio sia raramente pericolosa, è buona pratica medica inviare il tessuto asportato (o parte di esso) in un laboratorio per l'esame istologico ed escludere un possibile cancro.

Quando si prende in considerazione un intervento chirurgico per un calazio, si consiglia ai pazienti che assumono aspirina o altri farmaci con azione antiaggregante paistrinica (farmaci per "fluidificare" il sangue) di smettere di assumerli almeno una settimana prima della procedura, poiché potrebbero portare a sanguinamento incontrollabile. Esami di laboratorio di routine comprendenti emocromo e prove di coagulazione del sangue, vengono eseguiti prima dell'intervento per assicurarsi che il paziente sia condizioni fisiche adeguate per affrontare l'intervento.
In rari casi, i pazienti vengono tenuti durante la notte in ospedale dopo l'intervento di asportazione di calazio. Ciò include principalmente quei casi in cui si sono verificate complicazioni e il paziente deve essere monitorato in ambiente protetto. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, i pazienti sono in grado di tornare a casa dopo che l'operazione è terminata.

Indicazioni post ricovero[modifica | modifica wikitesto]

La convalescenza e il processo di recupero è semplice e abbastanza veloce. La maggior parte dei pazienti manifesta un disagio molto lieve agli occhi, che può essere facilmente controllato assumendo farmaci antidolorifici. Ai pazienti, tuttavia, viene raccomandato di evitare di far entrare acqua negli occhi fino a 10 giorni dopo l'intervento. Al paziente viene permesso di lavarsi, fare il bagno o la doccia, ma deve fare attenzione a mantenere l'area asciutta e pulita. Alle donne viene consigliato di evitare di ricorrere al trucco per almeno un mese dopo l'intervento. L'uso di lenti a contatto nell'occhio interessato è vietato per almeno otto settimane per prevenire possibili infezioni e potenziali complicanze.

Prognosi[modifica | modifica wikitesto]

La prognosi è buona. Tuttavia quando un calazio tende a ingrandirsi, difficilmente si risolve spontaneamente e, una volta trattato, tende a ripresentarsi: occorre dunque ricorrere ad alcuni accorggimenti che ne rendono meno probabile il ripresentarsi: vedi paragrafo prevenzione.

Prevenzione[modifica | modifica wikitesto]

Assicurarsi sempre che ogni oggetto che entri in contatto con palpebra ed occhio (ad esempi lenti a contatto) sia accuratamente pulito e lavarsi sempre le mani prima di toccare le palpebre. Una appropriata dieta alimentare povera di lipidi ed alcool può essere di aiuto. La normale pulizia dell'occhio aiuta a mantenere puliti i dotti escretori delle ghiandole di Meibomio. In alcune persone particolarmente predisposte all'insorgenza del calazio si può provvedere mattina e sera ad una pulizia più accurata delle ciglia e delle palpebre con Cotton fioc imbevuti di acqua calda o olio d'oliva (o, in casi particolari, di shampoo per bambini). I soggetti predisposti devono curare inoltre il modo di struccarsi: particolarmente sconsigliate sono le salviette; l'alternativa consiste nel massaggiare delicatamente le palpebre con dischetti di cotone imbevuti di struccante bifasico.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jordan GA, Beier K, Chalazion, in StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL), PMID 29763064.
  2. ^ S. Gold, Chalazion., in Can Med Assoc J, vol. 42, nº 1, Gen 1940, p. 69, PMID 20321588.
  3. ^ a b c Carlisle RT, Digiovanni J, Differential Diagnosis of the Swollen Red Eyelid, in Am Fam Physician, vol. 92, nº 2, Luglio 2015, pp. 106–12, PMID 26176369. URL consultato il 23 Maggio 2018.
  4. ^ Deibel JP, Cowling K, Ocular inflammation and infection, in Emerg. Med. Clin. North Am., vol. 31, nº 2, Maggio 2013, pp. 387–97, DOI:10.1016/j.emc.2013.01.006, PMID 23601478.
  5. ^ Lederman C, Miller M, Hordeola and chalazia, in Pediatrics in Review, vol. 20, nº 8, Agosto 1999, pp. 283–4, PMID 10429150.
  6. ^ Gerber DM, Meyer P, Messerli JO, Piffaretti JM, Haefliger IO, [Masquerade of sebaceous gland carcinoma as a rapidly recurring "chalazion", a case report], in Klinische Monatsblatter Fur Augenheilkunde, vol. 218, nº 5, Maggio 2001, pp. 391–3, DOI:10.1055/s-2001-15909, PMID 11417345.
  7. ^ a cura di Robert A. Catalano, Litoff D, Balin MW, Ocular infections and inflammation, in Ocular Emergencies, WB Saunders Co, 1992, pp. 468-471.
  8. ^ Sethuraman U, Kamat D, The red eye: evaluation and management, in Clinical Pediatrics, vol. 48, nº 6, Luglio 2009, pp. 588–600, DOI:10.1177/0009922809333094, PMID 19357422.
  9. ^ Gilchrist H, Lee G, Management of chalazia in general practice, in Australian Family Physician, vol. 38, nº 5, Maggio 2009, pp. 311–4, PMID 19458801. URL consultato il 23 Maggio 2018.
  10. ^ Khurana AK, Ahluwalia BK, Rajan C, Chalazion therapy. Intralesional steroids versus incision and curettage, in Acta Ophthalmologica, vol. 66, nº 3, Giugno 1988, pp. 352–4, PMID 10994460.
  11. ^ Goawalla A, Lee V, A prospective randomized treatment study comparing three treatment options for chalazia: triamcinolone acetonide injections, incision and curettage and treatment with hot compresses, in Clinical & Experimental Ophthalmology, vol. 35, nº 8, Novembre 2007, pp. 706–12, DOI:10.1111/j.1442-9071.2007.01617.x, PMID 17997772.
  12. ^ Jackson TL, Beun L, A prospective study of cost, patient satisfaction, and outcome of treatment of chalazion by medical and nursing staff, in The British Journal of Ophthalmology, vol. 84, nº 7, Luglio 2000, pp. 782–5, PMC 1723539, PMID 10873994. URL consultato il 23 Maggio 2018.
  13. ^ Aycinena AR, Achiron A, Paul M, Burgansky-Eliash Z, Incision and Curettage Versus Steroid Injection for the Treatment of Chalazia: A Meta-Analysis, in Ophthalmic Plastic and Reconstructive Surgery, vol. 32, nº 3, 2016, pp. 220–4, DOI:10.1097/IOP.0000000000000483, PMID 26035035.
  14. ^ Gerstenkorn/Hagelkorn, su auge-online.de. URL consultato il 23 Maggio 2018.

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