Bruno Saetti

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Senza titolo, bozzetto per mosaico (1956), Collezione Mosaici Moderni della Pinacoteca di Ravenna

Bruno Saetti (Bologna, 21 novembre 1902Bologna, 10 luglio 1984) è stato un pittore e incisore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Eseguì gli studi, che terminò nel 1924, presso l'Accademia di belle arti di Bologna. Nel 1927 espose, per la prima volta, in una mostra personale organizzatagli dalla Società Promotrice per le Belle Arti "Francesco Francia"[1]. Nel 1928 fu ammesso alla Biennale di Venezia con il giudizio di Paride, a cui partecipò in seguito per ben 14 edizioni (alla rassegna parteciperà nel '38 con una sala personale e ricevendo premi negli anni Cinquanta). Nel 1929 fu vincitore con Bagnanti del premio Baruzzi ed espose alla Mostra Internazionale di Barcellona che lo consacra sulla scena artistica. Nel 1930 divenne insegnante presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia e ne assunse l'incarico di direttore dal 1950 al 1956. Tra i suoi allievi ebbe Giorgio Bordini, Olghina di Robilant e Federico De Rocco. Nel 1931 partecipò, per la prima volta, alla Quadriennale di Roma e continuò le sue partecipazioni fino al 1972.

Dal 1935 iniziò a praticare la tecnica dell'affresco in seguito a una visita a Pompei. Saetti è soprattutto un “maestro frescante”. Tra i suoi affreschi più conosciuti, la Sacra Famiglia (1958, Università di Padova), Colloquio con l'angelo (1974, affresco su tela nella Galleria d'Arte Moderna di Bologna). Propriamente parietale, è la tecnica scelta per cicli di edifici sacri (San Martino di Lupari, Sant'Eugenio a Roma, Santa Maria delle Grazie a Bologna), ma pure per la pittura da cavalletto, per le tele su cui l'affresco viene applicato (ad esempio Madre veneziana, del 1937, Roma, Galleria Comunale d'Arte Moderna) e, come effetto estetico, nelle litografie, la cui carta preparata riproduce la ruvida superficie murale. Ormai specialista del settore, è chiamato dal governo del Giappone a intervenire sull'argomento nella Conferenza svoltasi all'Università di Tokyo nel 1970.

Si cimenta anche nel campo della grafica (disegni, incisioni, litografie), decorazioni su vetro e mosaici. Fu anche pittore d'arte sacra e partecipò a numerose rassegne, aventi questa tematica. Nel 1961 eseguì un rilievo a tessere vitree nella chiesa di San Giovanni Battista di Firenze (nota anche come Chiesa dell'Autostrada del Sole). Nel 1971 viene pubblicata la sua monografia scritta da Giuseppe Marchiori.

Prese parte a grandi rassegne internazionali organizzate dalla Biennale di Venezia, che ebbero luogo a Praga, Varsavia, Cracovia, Budapest, Vienna, Sofia, Bucarest. Tenne, infine, una mostra antologica a Venezia nel 1975 e una a Firenze nel 1979. Dopo la sua morte, Palazzo Strozzi di Firenze organizza un'ampia antologica. Le sue opere figurano nei principali musei italiani (tra cui il Museo Novecento di Firenze ed il MAMbo di Bologna) ed esteri (Amsterdam, Madrid, Varsavia, Zagabria, Zurigo, Tokyo) e sono oggetto di importanti mostre: vanno segnalate le antologiche organizzate nel 1974 e nel 1981 alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Bologna (dedicata alla produzione grafica) e l'esposizione di opere musive di grandi dimensioni a Prato, in Palazzo Pretorio (1981). Nel 2002, in occasione del centenario della nascita, la galleria 56 di Bologna gli tributa un omaggio. Tra la fine del 2004 ed i primi mesi del 2005 a Palazzo Sarcinelli, a Conegliano (TV), ha avuto luogo la mostra antologica “Bruno Saetti 1902-1984. Tra intimismo e sublimazione” , a cura di Rossana Bossaglia.

Pittore di sensuali nudi femminili, maternità e paesaggi, ma anche di figure simboliche come gli angeli, Saetti rifiuta i linguaggi delle avanguardie e si attesta su un realismo espressionista sorretto da un severo rigore compositivo.

Scomparve nel 1984 all'età di 82 anni[2].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]
  2. ^ Saetti, i colore del sole Archiviolastampa.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enciclopedia Garzanti dell'Arte, 1982

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN118349021 · ISNI (EN0000 0000 8414 6832 · SBN IT\ICCU\CFIV\049842 · LCCN (ENn79069760 · BNF (FRcb119627057 (data) · ULAN (EN500013230
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