Benedetto Colajanni

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Benedetto Colajanni

Benedetto Colajanni (Catania, 10 ottobre 1927Scopello, agosto 2009) è stato un ingegnere, docente e attore italiano. Nipote di Napoleone Colajanni, ereditò dal nonno la passione politica, che ne impregnò fortemente l'attività. Ha operato professionalmente sul territorio siciliano realizzando svariati progetti nei differenti ambiti dell'edilizia e dell'urbanistica.

Ha partecipato alla realizzazione del lungometraggio Il sasso in bocca (1969), di Giuseppe Ferrara, improvvisandosi attore; il film denunciava l'affermarsi della mafia siciliana e napoletana nell'Italia del dopoguerra. Analogamente accettò una piccola parte nel film Cento giorni a Palermo (1984) dello stesso regista.

Le opere sono caratterizzate dall'onere etico e morale legato all'impegno socio-politico proprio di alcuni ambiti: dall'attività urbanistica, definita talvolta "113 urbanistico", al ruolo civile dell'architettura, sino all'attenzione verso l'innovazione tecnologica. Ampia è l'attività pubblicistica, inizialmente sollecitata dall'approvazione del Piano Regolatore Generale di Palermo, alla redazione del quale aveva partecipato in quanto funzionario dell'apposito ufficio tecnico comunale. Durante la docenza di Architettura Tecnica presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Palermo, dal 1955 e al 2002, ha pubblicato su riviste nazionali ed internazionali, tra le quali Casabella, trattando le problematiche riguardanti il centro storico di Palermo e quello di Agrigento. Durante la sua attività accademica si impegnò particolarmente per lo sviluppo dell'Architettura Tecnica e per la creazione della figura dell'Ingegnere Edile-architetto.

La partecipazione ad appalti per la realizzazione a Palermo ed a Bologna di quartieri di edilizia residenziale pubblica con le Cooperative di Produzione e Lavoro dell'Emilia Romagna lo spinge ad approfondire con una serie di ricerche, sia teoriche che con modelli matematici e fotoelastici, i "muri trasversali di irrigidimento"; le tematiche di tali ricerche sono riportate in una serie di pubblicazioni realizzate, anche sotto la sua guida, da giovani collaboratori. La sua attività professionale nel campo dell'urbanistica e la conoscenza profonda della realtà edificatoria di numerosi centri dell'isola lo portò a studiare il fenomeno dell'abusivismo edilizio, sotto l'aspetto normativo, tipologico e tecnologico, senza mai trascurare quello sociologico, ed alla ricerca di soluzioni condivisibili che tenessero conto dell'entità del fenomeno e delle cause che lo avevano prodotto.

L'ultimo periodo della sua attività, durato circa un ventennio, fu caratterizzato da studi sulla progettazione assistita, sulla progettazione collaborativa, sulla interoperabilità, sulla formalizzazione degli schemi edilizi e su tutta l'attività internazionale dell'Education and research in Computer Aided Architectural Design in Europe (eCAADe) di cui fu, per altro, responsabile nazionale.

L'archivio professionale è stato donato dalla famiglia al Dipartimento di Progetto e Costruzione Edilizia dell'Università di Palermo ed è conservato presso il Dipartimento di Architettura della stessa Università che ha assorbito i Dipartimenti di Progetto e Costruzione Edilizia, Rappresentazione, Storia e Progetto nell'Architettura, Città e territorio, Disegno Industriale.

L'11 maggio 2016 gli è stata intestata la Direzione del Dipartimento di Architettura.

Alcune opere realizzate[modifica | modifica wikitesto]

CASA COLAJANNI.tif

Edificio residenziale in contrada Cala dell'Ovo (Scopello)[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio fa parte di uno dei primi complessi di edilizi realizzati lungo la costa di Scopello. Esso consta di un piano rialzato su due livelli sfalsati per assecondare l'andamento del terreno particolarmente accidentato. La sua collocazione trasversale si è resa necessaria per consentire un'adeguata vista sul mare dagli spazi interni. Particolare attenzione è stata posta alla collocazione dei vani finestra e alle grandi aperture sul mare. Peculiarità del manufatto è appunto il garantire la diretta relazione con il mare da ogni angolazione.


FIORI 1.tif

Complesso edilizio "I Fiori" (Palermo)[modifica | modifica wikitesto]

La realizzazione del complesso edilizio dei "Fiori" segna in maniera sostanziale lo sviluppo urbanistico della città di Palermo, collocandosi all'incrocio di uno degli assi di espansione della città. Gli edifici si sviluppano per 8 livelli, con prospetto su viale Strasburgo. Il complesso alternarsi di pieni e vuoti è determinato dai balconi semiesagonali e ottagonali, anche ad angolo, dalle fasce marcapiani longitudinali e dai pilastri. Un rivestimento esterno in mattonelle di grès disposte verticalmente enfatizza ulteriormente le differenze fra elementi portati e portanti. Un rivestimento esterno in mattonelle di grès disposte verticalmente enfatizza ulteriormente le differenze fra elementi portati e portanti.


SERBATOIO.tif

Serbatoio Farmedi (Palermo)[modifica | modifica wikitesto]

Il serbatoio si ispira a quello realizzato da Eduardo Torroja per alcune soluzioni strutturali. In grado di contenere 80 metri cubi d'acqua, con 21 metri di altezza, spessore delle pareti e del fondo di 6 cm e 8–10 cm rispettivamente, fu realizzato per uno stabilimento farmaceutico nel comune di Palermo. La struttura si compone di due ordini di pilastri; i primi tre sono prefabbricati mentre gli ordini superiori sono stati gettati in opera.


PENSILINA.tif

Impianto Farmedi (pensilina)[modifica | modifica wikitesto]

Pensilina in cemento armato a faccia vista che doveva fungere da ingresso allo stabilimento farmaceutico; la superficie “a pieghe” della copertura evoca nell'intradosso un origami.


SCUOLA PETTINEO.tif

Scuola media a Pettineo (Messina)[modifica | modifica wikitesto]

Dal prospetto nord del progetto della scuola del comune di Pettineo in provincia di Messina si evince l'articolato sistema di copertura di quattro falde variamente inclinate spioventi verso l'interno che creano un impluvio alla maniera di quelli delle ville romane.


TORRI BOLOGNA 2.jpg

Torri di Bologna[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione delle Torri di Bologna segue la progettazione dei primi edifici industrializzati a setti portanti con casseforme mobili realizzati a Palermo. La complessa estensione alle torri costituite da 2 corpi di fabbrica perfettamente simmetrici di 16 e 17 piani con forma volumetrica “lamellare” è realizzata con sistema costruttivo industrializzato a “casseforme mobili” detto anche “Coffrage Tunnel”.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Cottone, L'insegnamento dell'Architettura nella Facoltà di Ingegneria di Palermo, in Atti del II di Storia dell'Ingegneria, Cuzzolin Editore, Napoli, 2008
  • A. Bertuglia, Intervista a Benedetto Colajanni, in Bollettino dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo, Palermo, 2007
  • A.A. V.V., Impegno Urbanistico, La Cartografica, Palermo, 1965

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN233445240 · ISNI (EN0000 0004 1978 5354 · SBN IT\ICCU\CFIV\093959
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