Battaglia del fiume Allia
| Battaglia del fiume Allia parte delle guerre romano-celtiche | |||
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| Data | 18 luglio 390 a.C. (388 a.C.) | ||
| Luogo | Nei pressi del fiume Allia, Lazio | ||
| Esito | Vittoria delle tribù galliche | ||
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La battaglia del fiume Allia (in latino Clades Alliensis) fu combattuta il 18 luglio del 390 a.C./388 a.C.[2] nei pressi dell'Allia fra i Romani e i Galli Senoni. La sconfitta dell'esercito romano permise ai Galli la conquista di Roma.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Antefatti
[modifica | modifica wikitesto]La presenza celtica, nel nord Italia, risaliva all'Età del bronzo e alle culture di Canegrate e Golasecca. Fu una penetrazione lenta e indolore; risale al VII sec. a.C. la più antica iscrizione celtica in Italia, oggi conservata nella Biblioteca di Castelletto sopra Ticino. Diversa fu la migrazione di massa del VI sec. a.C., che portò alla colonizzazione della Pianura Padana. In Emilia si stabilì la potente confederazione dei Boi, in Romagna e nelle Marche si stabilirono i Senoni in quello che venne denominato Ager Gallicus, dal fiume Montone, nell'attuale Romagna, fino ad Ancona. Attorno al 391 a.C. una tribù dei Senoni, al comando di Brenno[3] si spinse nel cuore dell'Etruria, piantando il campo davanti a Chiusi, città etrusca sul confine toscano. Gli Etruschi di Chiusi chiesero aiuto ai Romani. Roma non diede un aiuto militare, ma inviò in qualità di ambasciatori, per trattare con i Galli, i tre figli di Marco Fabio Ambusto[4].
Costoro non solo condussero l'ambasceria in modo arrogante, ma addirittura presero parte ad un combattimento nelle file degli Etruschi di Chiusi contro i Senoni e uno di essi colpì e uccise un condottiero dei Galli. I Senoni chiesero alla repubblica romana la consegna dei temerari violatori del diritto delle genti (gli ambasciatori, essendo consacrati, durante le loro funzioni non potevano toccare il ferro né versare sangue[5]). Il Senato romano, pur giudicando giusta la richiesta dei Senoni, rifiutò di dar loro soddisfazione per le pressioni della Gens Fabia; anzi, la potente gens riuscì a far nominare i tre Fabi addirittura tribuni consolari per l'anno 390 a.C. assieme a Quinto Sulpicio Longo, Quinto Servilio e Publio Cornelio Maluginense[6]. Indignato, Brenno, comandante dell'esercito dei Galli, levò l'assedio a Chiusi e con tutta l'armata si volse verso Roma. I Romani allestirono in fretta un esercito improvvisato[7].
La battaglia
[modifica | modifica wikitesto]Lo scontro fra i due eserciti avvenne sul fiume Allia, «ad appena undici miglia[8] dalla città, là dove il fiume Allia, scendendo dai monti Crustumini in una gola profonda, si getta nel Tevere poco sotto la Via Salaria»[7]; il fiume Allia corrisponde probabilmente all'attuale "Fosso Maestro", un piccolo affluente di sinistra del Tevere[9]. Mentre l'esercito celtico con ogni probabilità era ben addestrato ed equipaggiato, sebbene desse l'impressione di avanzare come un branco di predoni non organizzato, quello romano era poco più che raccogliticcio e composto da due Legioni più gli Alleati latini[1]. La condotta dei Romani, così come descritta dai primi annalisti e da Tito Livio, appare presuntuosa e temeraria. I tribuni militari schierarono l'Esercito «senza aver scelto in anticipo uno spazio per il campo, senza aver costruito una trincea che potesse fungere da riparo in caso di ritirata, dimentichi, per non dire degli uomini, anche degli dèi, non essendosi minimamente preoccupati di trarre i dovuti auspici e di offrire sacrifici augurali»[10]. Dopo le prime manovre (le Riserve romane conquistano un'altura, i Galli si dirigono contro di loro), inopinatamente, il grosso dell'Esercito romano si diede a una fuga precipitosa prima ancora che cominciasse il combattimento. Narra Livio:
Gli stessi Galli rimasero sbalorditi per la conclusione così improvvisa della battaglia[11]. In seguito alla disfatta dell'Allia, e al Sacco di Roma che ne seguì, i Romani adottarono le necessarie misure per ottenere un Esercito più mobile e compatto tale che i Galli verranno vinti in tutte le altre battaglie (Battaglia del Sentino, Battaglia di Talamone, Battaglia del lago Vadimone, etc.).
Il 18 luglio, anniversario della sconfitta nella battaglia del fiume Allia, era detto «dies alliensis», ed era considerato un giorno "nefasto" del calendario romano[12]: non era possibile compiere nessuna azione che non fosse strettamente necessaria, né in pubblico né in privato.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Theodor Mommsen, Storia di Roma Vol. II, Op. cit.
- ↑ L'anno 390 a.C. è secondo il computo adottato comunemente; ma la presa di Roma cade nel primo anno della olimpiade 98a, ossia 388 anni prima di Cristo, e fu notata 390 a.C. solo per lo spostamento dell'era romana (Theodor Mommsen, Storia di Roma Vol. II, Op. cit. p. 57 nota).
- ↑ Brenno è un termine che in celtico significava "Capo"; non corrisponde quindi a uno specifico nome proprio di persona
- ↑ Tito Livio, Ab Urbe condita libri, V, 35
- ↑ Mario Attilio Levi, L'Italia nell'evo antico, Padova: Piccin, 1988, ISBN 88-299-0329-9, p. 159 (on-line)
- ↑ Tito Livio, Ab Urbe condita libri, V, 36
- 1 2 Tito Livio, Ab Urbe condita libri, V, 37
- ↑ circa 16 km (il miglio romano misurava circa 1480 metri
- ↑ Luciano Perelli (a cura di), Livio, La prima deca, Torino: UTET, 1953, p. 423 (nota 1)
- ↑ Tito Livio, Ab Urbe condita libri, V, 38
- ↑ Tito Livio, Ab Urbe condita libri, V, 39
- ↑ «Dies Alliensis ab Allia fluvio dictus: nam ibi exercitu nostro fugato Galli obsederunt Romam.» M. Terenti Varronis De Lingua Latina, Liber VI, 4
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Fonti primarie
- Tito Livio, Ab Urbe condita libri V, 37-38
- Fonti secondarie
- Theodor Mommsen, Storia di Roma Vol. II, Dall'abolizione dei re di Roma sino all'unione dell'Italia; curata e annotata da Antonio G. Quattrini, Roma: Aequa, stampa, 1938, Cap. IV Caduta della potenza etrusca - I Celti, 7 (pp. 56-57[collegamento interrotto])
- Andrea Frediani, Il complesso dell'Allia. Le grandi battaglie di Roma antica, Roma: Newton Compton, 2007, pp. 7–14.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
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La battaglia dell'Allia - analisi cronologica, su YouTube.- Breve excursus sui Galli Senoni in Italia, su fabrianostorica.it.
- SignaInferre, Battaglia del fiume Allia, su ggal.it. URL consultato il 16 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 7 maggio 2006).
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh2009000670 · J9U (EN, HE) 987007549943405171 |
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