Bartolomeo Zorzi

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Opera di Zorzi del XIII secolo

Bartolomeo Zorzi[1] (Venezia, prima del 1260 – 1300 ?) è stato un mercante, patrizio, trovatore e poeta italiano che scrisse in lingua provenzale Nel novero dei trovatori italiani che si espressero in provenzale vanno compresi anche il genovese Lanfranco Cigala, il marchese Alberto Malaspina (dei signori di Lunigiana) e, più importante e noto di tutti, Sordello da Goito, che Dante incontra nell'Antipurgatorio. Indirettamente è Sordello che fornisce al Poeta lo spunto per l'invettiva "Ahi, serva Italia"..

BnF ms. 12473 fol. 82 - Bertolome Zorzi (1).jpg

Di Zorzi si sa[2] che svolse la sua attività a Venezia fra il 1260 e il 1290. Era un mercante e durante un suo viaggio a Costantinopoli finì in prigione a Genova, 1266 al 1273, dove compose opere usando lo stile tenso.

Trovò la morte in Grecia quando era castellano della fortezza di Corone. Delle sue opere poetiche ci sono pervenute tredici canzoni di carattere amoroso, due canzoni dedicate alla Vergine, e tre sirventesi di argomento politico, tra i quali un compianto per la morte di Corradino di Svevia.

Esempi della sua opera:

Qu'eu ai viscut ses merce,
Enics, plens d'erranza,
Ergolhos, de mala fe,
Ab desmesuranza,
Falsa contra maint lejal,[3]
Atressi cum lo camel
Ten hom ab pauca liuranda
Benigne e forz e fizel,
Si ben li dona turmen...[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nei manoscritti occitani il suo nome appare anche come Bertholome Çorgi o Çorzi.
  2. ^ AA.VV., Letteratura, Garzanti, Milano, 2003, pag.1186
  3. ^ Strong, 441, from Levy, no. 5.
  4. ^ Archer, 50.

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