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Bakırköy

Coordinate: 40°59′00″N 28°51′00″E
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Bakırköy
distretto
Bakırköy – Veduta
Bakırköy – Veduta
Localizzazione
StatoTurchia (bandiera) Turchia
RegioneMarmara
ProvinciaIstanbul
Amministrazione
VicegovernatoreAyşegül Ovalıoğlu (CHP)
Territorio
Coordinate40°59′00″N 28°51′00″E
Altitudine21 m s.l.m.
Superficie35 km²
Abitanti226 685[1] (2022)
Densità6 476,71 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Turchia
Bakırköy
Bakırköy
Bakırköy – Mappa
Bakırköy – Mappa
Sito istituzionale

Bakırköy ("villaggio di rame" in turco) è un distretto e un comune soggetto al comune metropolitano di Istanbul. È situato nella parte europea della città, e si affaccia sul mar di Marmara.

Lo stesso argomento in dettaglio: Hebdomon.

Età bizantina

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Durante il periodo bizantino, Bakırköy costituiva una comunità autonoma al di fuori di Costantinopoli. Situata alle porte della città, era una piacevole località balneare ricca d’acqua, conosciuta con il nome di Hebdomon (in greco Ἕβδομον?, “Settimo”); si trovava infatti a sette miglia romane dal Milion, il monumento che segnava il punto di partenza delle miglia di Costantinopoli.[2]

Nel luogo in cui oggi sorge la Marina di Ataköy, l'imperatore Valente fece costruire uno dei due palazzi imperiali denominati Magnaura. Giustiniano, dal canto suo, fece erigere un altro palazzo, chiamato Jucundianae, anch’esso situato in prossimità del mare.[3] Qui furono costruite anche due chiese, dedicate rispettivamente a San Giovanni Evangelista e a San Giovanni Battista il Precursore. La seconda chiesa custodiva la testa del Santo ed era il luogo di sepoltura dell’imperatore Basilio II.

L'Hebdomon era un luogo di addestramento militare e di raduno noto come Kampos tou Tribounaliou (in greco Κάμπος τοῦ τριβουναλίου?). Qui, numerosi imperatori romani e bizantini, tra cui Valente, Arcadio, Onorio, Teodosio II, Foca e Niceforo II Foca, furono acclamati dall’esercito.[4] Quest'area si trovava nella valle di Veliefendi, dove oggi sorge l'ippodromo.[5] L’imperatore si recava spesso all'Hebdomon per partecipare alle parate militari, per accogliere l'esercito di ritorno da una campagna militare o per pregare nella grande chiesa di San Giovanni Battista il Precursore.[4]

Età ottomana

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L'insediamento, che negli ultimi periodi dell'Impero bizantino era chiamato Makrohori (in greco Μακροχώρι?), ovvero Uzunköy, assunse il nome di Makriköy quando passò sotto il dominio ottomano a metà del XIV secolo. L'insediamento dei musulmani nella zona avvenne nel XVII secolo. Makriköy, che si sviluppò durante il regno di Abdul Hamid II e si arricchì di ville, era un distretto di Istanbul sin dalla fine del XIX secolo. Yeşilköy (all'epoca Santo Stefano), situata all’interno dei confini del distretto, fu occupata dai russi nel 1877-1878 e proprio qui, il 3 marzo 1878, fu firmato il Trattato di Santo Stefano. Un altro importante evento storico avvenuto in questa località fu l’arrivo nel 1909 dell'Esercito di Movimento, giunto da Salonicco per sedare l'Incidente del 31 marzo, che qui prese la decisione di deporre Abdul Hamid II.[6] Nel periodo precedente alla prima guerra mondiale, questa località era nota come meta di villeggiatura per gli abitanti di Istanbul.[7] Durante la prima guerra mondiale, la zona subì danni a causa dei bombardamenti inglesi su Costantinopoli.[8]

Bakırköy Marina

Monumenti e luoghi d'interesse

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Nel corso della sua evoluzione storica, Bakırköy ha lasciato numerose testimonianze storiche dall’antichità ai giorni nostri; tra i suoi monumenti più significativi figurano Fildamı (la Cisterna dell'Hebdomon), risalente al periodo bizantino,[9] la Baruthane, che riflette l’architettura ottomana del XVII secolo (oggi utilizzata come Centro Culturale Yunus Emre ad Ataköy), la Chiesa greco-ortodossa di San Giorgio, consacrata il 2 maggio 1832, e una scuola greca; la Moschea e la Fontana del Bazar, costruite nello stesso periodo ma ricostruite da Abdul Aziz nel 1875; si possono citare lo Şifa Hamamı, che si ritiene sia stato costruito nello stesso periodo, la Fabbrica di Tessuti (Istituzione Industriale del Cotone di Bakırköy), realizzata nel XIX secolo, le ville di Yeşilköy, le case di Bakırköy, le chiese (fra le quali quella di Dzınunt Surp Asdvadzadzni, apostolica armena, e le tre chiese cattolica, greco-ortodossa e armena dedicate a Santo Stefano a Yeşilköy), i padiglioni e la Residenza marina di Atatürk a Florya. Inoltre, qui si trova la tomba di Zuhurat Baba, un musulmano morto durante la conquista di Costantinopoli. La tomba di Zuhurat Baba è visitata spesso, soprattutto dalle donne, ogni venerdì.

Divisioni amministrative

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Il Trattato di Santo Stefano fu firmato in questa casa della famiglia Simenoğlu su Istanbul Caddesi a Yeşilköy

Bakırköy si divide in 15 mahalle: Ataköy, Basınköy, Cevizlik, Kartaltepe, Osmaniye, Sakızağacı, Şenlikköy, Yenimahalle, Yeşilköy, Yeşilyurt, Zeytinlik e Zuhuratbaba.

Sotto il profilo storico è importante Yeşilköy, fino al 1926 Ayastefanos, dal greco Άγιος Στέφανος, località nella quale venne firmata la pace di Santo Stefano.

Infrastrutture e trasporti

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Impianti sportivi

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Nel distretto si trova l'Ippodromo di Veliefendi.

A Yeşilköy si trova l'aeroporto di Istanbul-Atatürk, un tempo principale aeroporto della Turchia. Bakırköy ha una stazione lungo la linea di metropolitana Marmaray fra Gebze e Halkalı.

Principale squadra cittadina è il Bakırköyspor, che ha giocato nella sua storia tre stagioni nella massima serie turca.

  1. Istituto di statistica turco
  2. Janin (1964), p. 446
  3. In questo palazzo, noto anche come “Secundianae”, l’imperatore era solito incontrare i suoi giuristi durante la compilazione del Corpus iuris civilis Janin (1964), p. 140
  4. 1 2 Janin (1964), p. 447
  5. Janin (1964), p. 448
  6. (TR) Bakırköy, in Ana Britannica Ansiklopedisi, vol. 4, Istanbul, Hürriyet Yayınları, 1993, p. 168-169.
  7. Loxandra, Maria Iordanidou, 1963
  8. (TR) Mustafa Selçuk, Birinci Dünya Savaşın'da İtilaf Devletleri'nin İstanbul'a Yönelik Hava Taaruzları, in Marmara Türkiyat Araştırmaları Dergisi çeviribaşlık: The Allied Powers' Air Attacks on Istanbul in World War I. URL consultato il 21 luglio 2025 (archiviato dall'url originale il 3 maggio 2025).
  9. Con dimensioni di 127 m x 76 m e una profondità di 11 m, questa grande cisterna a cielo aperto veniva utilizzata per rifornire d'acqua i palazzi imperiali dell'Hebdomon. Il suo nome turco (“Cisterna della stalla degli elefanti”) deriva dal fatto che, durante l'Impero ottomano, veniva utilizzata come stalla per gli elefanti del sultano. Janin (1964), p. 205
  • (FR) Raymond Janin, Constantinople Byzantine, 2ª ed., Parigi, Institut Français d'Etudes Byzantines, 1964.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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