Arco di Trionfo (Firenze)

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Coordinate: 43°47′03.04″N 11°15′43.57″E / 43.784178°N 11.262103°E43.784178; 11.262103

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Arco di Trionfo (lato sud)
Arco di trionfo (lato nord)

L'Arco di Trionfo dei Lorena è un monumento architettonico di Firenze situato in piazza della Libertà.

Eretto nel Settecento dall'architetto Jean-Nicolas Jadot, ai lavori di realizzazione collaborò anche l'architetto Schamant e per il corredo decorativo vennero scelti anche artisti fiorentini dell'Accademia di Belle Arti, che crearono le statue di divinità mitologiche.

L'arco, posto nel punto di accesso nord della città appena fuori da porta San Gallo voleva celebrare l'ingresso degli Asburgo-Lorena, dopo l'estinzione del casato dei Medici.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu eretto nel 1737, durante il cosiddetto periodo della reggenza (1733-1765), quando il nuovo granduca Francesco Stefano ottenne il granducato tutto sommato contro la sua volontà e vi si recò il 20 gennaio 1739, evitando però di risiedervi. Quando divenne imperatore a Vienna, il suo secondogenito Pietro Leopoldo ereditò la Corona di Toscana, della quale prese possesso con dedizione. Essendo quest'ultimo un sovrano di stampo illuminato, giudicò superflue tali opere celebrative.

L'architettura dell'arco viene in genere considerata eccessivamente appariscente e retorica, con l'aquila asburgica che domina le decorazioni, unita a una serie di bassorilievi che raffigurano i trionfi degli Asburgo e iscrizioni altisonanti in latino. Per un curioso caso della storia, i Lorena fecero sia la loro entrata che la loro uscita dalla città sempre attraverso l'arco: il 27 aprile 1859 il granduca Leopoldo II lasciava la città uscendo da porta San Gallo, accompagnato con tutti i riguardi dai fiorentini che lo salutarono al grido "Addio babbo Leopoldo!".

Una targa posta sul lato interno datata 11 novembre 1916 e dedicata al re Vittorio Emanuele III sottolinea il potere assunto dal popolo in seguito all'Unità d'Italia, in contrapposizione al potere dittatoriale dell'ancient regime che l'arco rappresenterebbe. I granduchi tacciati di "torbida" tirannia erano però antenati diretti del monarca Savoia.

Con la creazione dei viali di Circonvallazione tra il 1865 e il 1871, l'arco si venne a trovare al centro di un'isola pedonale circondata da strade e da un sistema di portici che sono tra le realizzazioni più compiute dell'architetto Giuseppe Poggi, supervisore del progetto urbanistico.

Nel piccolo parco-isola pedonale, è racchiusa anche l'antica porta San Gallo facente parte delle antiche mura, di fronte alla quale fu realizzata una fontana circolare che la separa dall'arco di trionfo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guido Zucconi, Pietro Ruschi, Firenze guida all'architettura, Arsenale Editrice, Verona 1995.
  • Francesco Cesati, La grande guida delle strade di Firenze, Newton Compton Editori, Roma 2003.

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