Arabia meridionale

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L'Arabia meridionale o Arabia del Sud è un'espressione generale che serve a riferirsi a diverse regioni del sud della Penisola araba, innanzi tutto all'attuale Yemen. Storicamente l'espressione si riferisce all'insieme di regioni che abbracciano l'oasi di Najran e il territorio pertinente ad essa (un tempo terminale della più importante carovaniera che muoveva in direzione della Siria geografica, o Shām), Jizan e 'Asir, che oggi fanno parte dell'Arabia Saudita e il Dhofar attualmente parte dell'Oman e, in modo più generale, a tutte le regioni e le popolazioni che parlano o parlavano le lingue o i dialetti detti "meridionali", e che condividevano un patrimonio di valori culturali ed economici che oltrepassavano le attuali frontiere politiche peninsulari.

Una delle etimologie possibili del nome "Yemen", o al-yaman, è quella che indica il "meridione"[1] La radice triconsonantica semitica <y-m-n>, oltre che indicare il "sud", significa anche "felice, fausto" ed è questa la ragione per cui gli antichi geografi d'età ellenistica chiamarono quelle regioni "Arabia Felix".

Tremila anni fa, diverse entità statali occuparono la regione dell'Arabia meridionale, per impulso di popolazioni forse provenienti dalla Mesopotamia. Si trattava dei Minei (e della loro città-Stato, chiamata Ma'in), del Qataban, dell'Hadramawt, dei Sabei e della loro città di Saba[2]. Nell'età più antica la regione divenne famosa per le celebre diga di Ma'rib, per la cosmopolita Via dell'incenso e per la leggendaria regina di Saba[3]. I Romani e i Greci si riferivano a questa parte d'Arabia come Arabia Felix, "Arabia Felice", contrapposta al resto dell'Arabia desertica (Arabia Deserta) e a quella sotto influenza economica e culturale nabatea (Arabia Petraea).

Duemila anni fa, gli Himyariti divennero i signori dell'Arabia meridionale e tali rimasero per secoli, fino all'inizio del VI secolo, quando furono sconfitti drammaticamente dalle forze del Regno di Axum che provenivano (come già in passato) dalla vicina Etiopia). Dopo una lunga dominazione etiope, i Persiani sasanidi s'impadronirono dell'Arabia meridionale con Vahrez.[4]. Mezzo secolo più tardi, nel 628, la regione abbracciò l'Islam.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mackintosh-Smith, Yemen, Londra, John Murray, 1997.
  2. ^ Brian Doe, South Arabia, Londra, Thames & Hudson, 1971, pp. 60-102.
  3. ^ Jean-François Breton, Arabia Felix, University of Notre Dame, 1999, pp. 13-20, 23; 53-73; 3-5, 41-43.
  4. ^ al-Tabari, The History of al-Tabari, volume V, The Sasanids, the Byzantines, the Lakmids, and Yemen, Albany, NY, State University of New York Press, 1999, pp. 183-252; Guy Annequin, Little-Known Civilizations of the Red Sea, Ginevra, Ferni, 1979, pp. 196-202.
  5. ^ al-Tabari, The History of al-Tabari, volume VIII, The Victory of Islam, Albany, NY, State University of New York Press, 1999, p. 114; Sally Ann Baynard, "Historical Setting", in: The Yemens: Country Studies, Washington, D.C., Foreign Area Studies, The American University, c. 1985, pp. 1-89, 3-14.
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