Apple S2

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Apple S2
Central processing unit
Apple S2 module.png
Il processore Apple S2
Prodottodal settembre 2016 al settembre 2017
Progettato daApple Inc.
Frequenza CPU520 MHz GHz
Set di istruzioniARM
N° di core (CPU)2
ApplicazioniApple Watch
PredecessoreApple S1
SuccessoreApple S3

L'Apple S2 è il system-on-a-chip 32-bit progettato da Apple per l'Apple Watch Series 2, è stato descritto come un "System in Package". Inoltre è stato annunciato il 7 settembre del 2016, con poche informazioni specifiche a riguardo.[1] Apple afferma che con i suoi due core offrono delle prestazioni superiori del 50% e che anche la GPU offre il doppio rispetto al suo predecessore.[2]

System in Package[modifica | modifica wikitesto]

L'Apple S2 utilizza un SoC personalizzato che insieme ai 512 MB di RAM, 8 GB di memoria flash e i processori di supporto per le connessioni wireless, per i sensori e per gli I/O costituiscono un computer completo in un unico package. Questo package è poi sigillato con della resina.[2]

Componenti[modifica | modifica wikitesto]

Il dispositivo ha al suo interno elementi base come: Wi-Fi, Bluetooth, GPS, NFC, Touch screen, accelerometri, sensore barometrico e RAM.[3] In totale sono presenti 42 stampi di silicio singoli, inclusi in un componente S2.[4]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marlborough : His Life and Times, The University of Chicago Press, ISBN 9781472583079. URL consultato il 17 aprile 2019.
  2. ^ a b N. Jacobsen, Das Apple-Imperium 2.0, Springer Fachmedien Wiesbaden, 1º settembre 2016, pp. 147–152, ISBN 9783658095475. URL consultato il 17 aprile 2019.
  3. ^ P. Dempsey, The Teardown: Apple iPhone 7 smartphone, in Engineering & Technology, vol. 11, nº 11, 1º dicembre 2016, pp. 80–81, DOI:10.1049/et.2016.1126. URL consultato il 17 aprile 2019.
  4. ^ P. Dempsey, The Teardown: Apple Watch, in Engineering & Technology, vol. 10, nº 6, 1º luglio 2015, pp. 88–89, DOI:10.1049/et.2015.0661. URL consultato il 17 aprile 2019.

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