Antonio Bruno (politico)

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Antonio Bruno
Antonio Bruno.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature X, XI
Gruppo
parlamentare
PSDI
Circoscrizione Puglia
Collegio Lecce-Taranto
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Democratico Italiano
Professione imprenditore

Antonio Bruno (San Marzano di San Giuseppe, 2 agosto 1945) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Imprenditore agricolo, consigliere comunale a Taranto e sindaco di San Marzano, è stato eletto deputato per la prima volta nel 1987 nelle liste del PSDI, ha fatto parte della Commissione affari costituzionali, della presidenza del consiglio e interni e ha ricoperto l’incarico di Sottosegretario di Stato alla difesa al Governo Andreotti VII nel 1991. Rimase in carica alla Camera dei deputati fino al 1994.

Attività parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 1988 da semplice deputato laico del Pentapartito, presentò una proposta di legge per la regolamentazione della prostituzione.

«Il destino con me è stato cinico e baro. Quando la proposta la feci io, la Democrazia Cristiana chiese la mia testa e non entrai nel governo...»

«Ero in macchina con la mia famiglia attraversavo Taranto e mia figlia, allora una bambina, vedendo dei fuocherelli con delle donne svestite accanto, mi chiese che cosa stessero facendo. L'imbarazzo per me fu tale che decisi di fare qualcosa, prima costituendo dei comitati di cittadini, poi presentando la legge»

La Democrazia Cristiana andò su tutte le furie ma anche la sinistra non fu tenera. Il PCI criticò e lo stesso ragionamento arrivò dal PSI. Al momento di costituire il Governo Andreotti VI, il nome di Bruno, che era in ballo per un posto di sottosegretario o addirittura da ministro senza portafoglio, fu "bandito" per esplicita richiesta della Democrazia Cristiana.

«Era un argomento tabù anche nel mio partito e dovetti accettare il veto su di me. A monte c'era la posizione del Vaticano, che mi fu illustrata da un Cardinale che ricopriva allora il ruolo di Segretario di Stato alla Sanità del Vaticano, che parlò di impossibilità di "accettare il meretricio". Ma le norme che proponevo andavano proprio nel senso di restituire dignità alle donne, perché le toglievano dalla strada, dallo sfruttamento, dal rischio di contrarre malattie veneree e di trasmetterle ai clienti. Non dimentichiamoci che all'epoca stava esplodendo l'AIDS»

[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]