Angelo Scarabelli Manfredi Pedocca

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Angelo Scarabelli Manfredi Pedocca, in alcune fonti riferito come Pedoca, (Mirandola, 2 ottobre 1742Parma, 1° maggio 1811), è stato un politico, ingegnere e militare italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Facciata meridionale del Palazzo municipale di Mirandola, con il loggiato progettato da Scarabelli

Appartenente a una famiglia di antica nobiltà, imparentata con i Pico della Mirandola, il conte Scarabelli Pedoca studiò lettere e filosofia nella sua città natale, per poi laurearsi nel 1760 in matematica presso la facoltà di ingegneria dell'Università di Modena.[1]

Fu generale del genio delle milizie estensi sotto il duca Francesco III d'Este.[2], oltre che consigliere di Stato ed eminente professore di architettura civile e ingegneria militare presso l'Università di Modena.[3]

Ercole III d'Este lo nominò a capo della commissione dei restauri che si occupò di risanare ed abbellire la città di Mirandola.[4] Nel 1783 si occupò di aggiungere il loggiato meridionale del Palazzo municipale di Mirandola. A causa di contrasti con il conte mirandolese Ottavio Greco, nel luglio 1791 venne trasferito a Carpi, dove venne nominato governatore.[5]

Dopo l'occupazione di Livorno del 1796, Napoleone Bonaparte si diresse a Mantova, fermandosi a Carpi, dove Scarabelli era governatore e gli cedette una dettagliatissima pianta delle fortificazioni della città mantovana da lui stesso realizzata.[6]. Dopo l'istituzione del governo repubblicano a Modena, nel mese di ottobre Bonaparte lo impiegò nella Giunta di difesa generale. Fu posto al comando della Legione Cispadana;[7] nel 1797 contribuì alla presa di Sant'Elpidio insieme ad Achille Fontanelli, in qualità di capo legione.[8]

Professore emerito di architettura militare, fu più tardi eletto deputato al corpo legislativo della Repubblica Cisalpina[9] e presidente del Consiglio dei Juoniori.[10]

Il 31 agosto 1798 diede lettura della nuova carta costituzionale imposta dall'ambasciatore francese Claude-Joseph Trouvé.[11]

In seguito fu governatore politico e militare della città e del Ducato della Mirandola e poi ambasciatore del Regno italico e ministro residente presso i Borbone di Parma, dove morì senza eredi all'età di 69 anni dopo lunga malattia.[12]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere del Regio Ordine della Corona di ferro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del Regio Ordine della Corona di ferro
— 1° maggio 1806

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'Archiginnasio: bollettino della Biblioteca comunale di Bologna, Volumi 39-47, Regia tipografia fratelli Merlani, 1944, p. 146.
  2. ^ Francesco Frasca, Reclutamento e guerra nell'Italia napoleonica, Lulu.com, 25 dicembre 2008, p. 110.
  3. ^ Elio Tavilla, Giurisdizioni, conflitti e giustizia criminale nel givernatirato di Carpi, in Paola Maffei e Gian Maria Varanini (a cura di), Honos alit artes. Studi per il settantesimo compleanno di Mario Ascheri. III. Il cammino delle idee dal medioevo all’antico regime: Diritto e cultura nell’esperienza europea, Firenze University Press, 2014, p. 312.
  4. ^ (FR) H.-S. Pic, Histoire de la ville et de la seigneurie de la Mirandole jusqu'en 1796 d'après des documentes recuellis et traduits de l'italien par H.-S. Pic, Parigi, Librairie héraldique de J. B. Dumoulin, 1865, p. 139.
  5. ^ Umberto Casari, Studi su Girolamo Tiraboschi e altre ricerche, Aedes Muratoriana, 2006.
  6. ^ Zanoli, p. 344
  7. ^ Zanoli, p. 6
  8. ^ Biografie di Achille Fontanelli, di Francesco Teodoro Arese e di Pietro Teulié scritte dal maggiore Jacopetti, Milano, coi tipi Borroni e Scotti, 1845, p. 37.
  9. ^ Zanoli, p. 231
  10. ^ Carlo Zaghi, Il Direttorio francese e la Repubblica cisalpina: Battaglie costituzionali e colpi di stato, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, 1992, p. 760.
  11. ^ Zanoli, p. 55
  12. ^ Necrologia, in Giornale del Taro (Parma), supplemento al numero 18, 4 maggio 1811, pp. 100-101.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]