Angelo Abisso

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Angelo Abisso
Angelo Abisso.gif

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXIV, XXV, XXVI e XXVII legislatura del Regno d'Italia
Gruppo
parlamentare
Rinnovamento, Democrazia sociale
Circoscrizione Sciacca e Girgenti (Agrigento)
Incarichi parlamentari
Segretario (1919-1921)

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 21 gennaio 1929 –
Incarichi parlamentari
Membro supplente della Commissione d'accusa dell'Alta Corte di giustizia (1934-39), Membro della Commissione degli affari interni e della giustizia (1939-1943)

Dati generali
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione avvocato, magistrato

Angelo Abisso (Sciacca, 17 gennaio 1883Roma, 7 marzo 1950) è stato un avvocato, magistrato e politico italiano, deputato e senatore del Regno d'Italia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1883 a Sciacca, comune della provincia di Agrigento (denominata all'epoca provincia di Girgenti), laureatosi in giurisprudenza all'Università di Napoli, Angelo Abisso fu prima avvocato penale e poi magistrato e funzionario ministeriale[1][2]. Nel 1913 fu eletto alla Camera dei deputati nella circoscrizione di Sciacca e Girgenti[3][1]. Al termine del primo conflitto mondiale organizzò in provincia di Agrigento le associazioni di ex combattenti e sostenne la loro lotta per la distribuzione delle terre dei latifondi.[1][4]

Proseguì la sua carriera politica con la conferma del mandato parlamentare nelle tre successive elezioni dal 1919 al 1924[1]. Nel 1929 fu nominato senatore del Regno[1].
Fautore di uno stato autoritario, Abisso intervenne in difesa della memoria di Crispi, energico Presidente del Consiglio negli ultimi anni dell'Ottocento[5] quando questi fu oggetto di critiche da parte dei deputati della sinistra[1]. Tale posizione ideologica ebbe modo di manifestarsi anche in relazione alla lotta contro la mafia in Sicilia. Abisso, a differenza di altri che ritenevano il fenomeno mafioso originato dalla particolare struttura economica siciliana, lo definì piuttosto un'espressione di "delinquenza volgare"[1] e appoggiò le misure contro la mafia del regime (quali l'intervento del prefetto Mori[6].

Nel secondo dopoguerra, con la caduta del regime, l'Alta corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo nel 1946 lo dichiarò decaduto, ma l'anno successivo una sentenza della Corte di Cassazione annullò la precedente sanzione[1]. Abbandonata comunque la vita politica, Abisso trascorse gli ultimi anni patrocinando in Cassazione[1]. Morì a Roma, a sessantasette anni, nel 1950.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • I consorzi amministrativi per opere pubbliche, Roma, Tipografia Iride, 1917.
  • Dal fascio parlamentare al partito nazionale fascista. Discorsi parlamentari, conferenze ed articoli, Roma, Società anonima poligrafica italiana, 1927.
  • Sulle Corti di assise e su altri problemi della giustizia penale. Discorso del senatore Angelo Abisso pronunciato nella seduta del 24 marzo 1933, Roma, Tipografia del Senato del dott. Giovanni Bardi, 1933.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
— 17 marzo 1912[7]
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
— 22 gennaio 1917[7]
Commendatore dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
— 17 luglio 1921[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Fonte: Dizionario Biografico degli Italiani, riferimenti e link in Bibliografia.
  2. ^ Funzionario del Ministero degli interni e del Ministero dei lavori pubblici.
  3. ^ Antico nome dell'odierna Agrigento.
  4. ^ Salvatore Lupo, Il fascismo. La politica di un regime totaliario, Roma, Donzelli editore, 2005, p. 50. ISBN 88-7989-924-4.
  5. ^ Francesco Cripi fu per due volte alla guida del Governo: nel 1887-91 e nel 1893-96. Represse con la legge marziale i fasci siciliani, avversò socialisti e anarchici, intraprese la prima guerra coloniale italiana.
  6. ^ Cesare Mori, nominato da Mussolini prefetto di Palermo nel 1925, condusse un'energica azione di contrasto alla mafia fino al 1929, servendosi anche di spicci metodi extralegali. Per le sue azioni è spesso ricordato con l'epiteto di "prefetto di ferro".
  7. ^ a b c Angelo Abisso. Scheda senatore Senato della Repubblica. Archivio storico.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàSBN IT\ICCU\RAVV\074628