Aharon Megged

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Aharon Megged, oppure Aharon Meged (Włocławek, 10 agosto 1920Tel Aviv, 23 marzo 2016), è stato uno scrittore e drammaturgo israeliano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Aharon Megged nacque a Wroclawek, in Polonia, e arrivò in Israele quando aveva sei anni. Ha vissuto per anni in un kibbutz, lavorando nell'agricoltura e nella pesca.[1][2]

In seguito, lasciò il kibbutz nel 1950 e si trasferì a Tel Aviv dove si dedicò al giornalismo, pubblicando il giornale Ba-Sha'ar e insieme ad alcuni amici, fondando la rivista letteraria bisettimanale Massa, supplemento letterario del quotidiano;[3] inoltre si avvicinò alla letteratura, si impegnò come addetto culturale a Londra,[3] e collaborò con le Università di Oxford e di Haifa.[1][2]

Tra le cariche ottenute durante la sua vita, si ricordano, dal 1980 al 1987, la presidenza della sezione israeliana del PEN International, e la partecipazione all'Accademia della lingua ebraica, dal 1980.[1][2]

Ha anche ricevuto una laurea honoris causa dalla Università Bar-Ilan nel 2008.[1]

Le opere di Megged si caratterizzarono per un gusto critico, satirico e talvolta elegiaco.[2]

Focalizzò le relazioni umane e descrisse approfonditamente la società in generale, dedicandosi ad un argomento che è al centro dell'attenzione degli intellettuali ebraici:[2] la preoccupazione nostalgica dell'identità ebraica del "nuovo ebreo", nato in Israele, il Sabra, che in arabo significa fico d'India, un frutto spinoso all'esterno, ma dolce e gradevole al suo interno.[2]

Se da un lato Megged evidenziò spesso le virtù ebraiche di arguzia, umanità e idealismo, il suo lavoro fu spesso intriso di satira.[2]

I suoi scritti spesso ebbero forti elementi autobiografici, e Megged agli esordi e in una prima fase aderì al realismo, passando al surrealismo in un secondo tempo, prima di ritornare infine al realismo.[3]

La sua prima raccolta di racconti, Venti marini (Ru'aḥ Yamim, 1950) si ispirò alla vita del kibbutz; Sulla strada di Eilath (Baderech leeilath, 1951), un dramma di guerra, venne rappresentato al Teatro Habimah nello stesso anno.[4]

La sua popolarità arrivò soprattutto dal teatro comico, nel quale ebbe successo sin dalla prima opera Io e Hedvah (Ḥedvah va-Ani, 1954), un'opera realistica che raccontò le disgrazie del tipico antieroe di Megged, un membro del kibbutz che dovette abbandonare per insistenza di sua moglie,[3] trasferendosi in città, nella quale si ambientò con difficoltà.[4]

Tra le opere di Megged Vivere dei morti (Ha-Hay Al Ha-Met,1970), affrontò simbolicamente il tema archetipico della figura degli esseri viventi perseguitati dallo spirito dei morti, descrivendo e criticando nello stesso tempo la vita israeliana negli anni sessanta, e ispirandosi a Franz Kafka e a Lewis Carroll.[5]

Megged utilizzò la vita e la morte come metafore fondamentali per le sue preoccupazioni tematiche, dai primi pionieri di origine europea che sono venuti nella Terra Santa con molta fede e volontà, alla generazione di Sabre che si immagina di avere tutto tranne fede e volontà.[5]

Successivamente scrisse Un viaggio nel mese di Av (Masa be-Av, 1980), sulla guerra del Kippur e le sue conseguenze; I desideri per Olga (Ga'agu'im le-Olga, 1994) sulla relazione tra un impiegato con ambizioni letterarie e una giovane donna russa che diventa la sua musa;[3] Le lune di miele del professor Lunz (Yarḥei ha-Devash shel Profesor Lunẓ, 2004), satira sulla società israeliana, che racconta la storia di uno stravagante matrimonio tra un anziano studioso di studi orientali e la sua seconda moglie, una studentessa di cinquant'anni più giovane.[3]

Appartenendo alla generazione di scrittori associati alla Guerra arabo-israeliana del 1948,[5] Megged è per molti un modello, dato che il suo sviluppo tematico corrisponde in larga misura al volto mutevole di Israele.[2]

Megged ha pubblicato oltre quaranta libri. Tra i suoi numerosi premi letterari menzioniamo: il Premio Ussishkin (1954, 1965); il Premio Brenner (1958); il Premio Shlonsky (1963); il Premio Fichman (1969); il Premio Bialik (1973); il Premio Neuman (1991); il Premio Agnon (1996), il Premio WIZO (Francia, 1998), il Premio del Primo Ministro (1998, 2007).[1][2]

Aharon Megged morì a Tel Aviv il 23 marzo 2016.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Venti marini (Ru'aḥ Yamim, 1950);
  • Sulla strada di Eilath (Baderech leeilath, 1951);
  • Io e Hedvah (Ḥedvah va-Ani, 1954);
  • Folk israeliano (Israel Haverim, 1955);
  • La fuga (Ha-Brihah, 1962);
  • L'alta stagione (Ha-Ona Ha-Boʹeret, 1967);
  • Il secondo giorno (Ha-Yom Ha-Sheni, 1967);
  • Vivere dei morti (Ha-Hay Al Ha-Met, 1970);
  • La vita breve (Ha-Hayim Ha-Ketzarim, 1972);
  • Mezzogiorno (Hatzot Ha-Yom, 1973);
  • Il pipistrello (Ha-Atalef, 1975);
  • Un viaggio nel mese di Av (Masa be-Av, 1980);
  • Hanna Senesh (1989);
  • I desideri per Olga (Ga'agu'im le-Olga, 1994);
  • Il viaggio verso la Terra Promessa. La storia dei bambini di Selvino (1997)
  • Le lune di miele del professor Lunz (Yarḥei ha-Devash shel Profesor Lunẓ, 2004).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Aharon Megged, su ithl.org.il. URL consultato il 31 gennaio 2019.
  2. ^ a b c d e f g h i (EN) Aharon Megged, su jewishvirtuallibrary.org. URL consultato il 31 gennaio 2019.
  3. ^ a b c d e f (EN) Megged, Aharon, su encyclopedia.com. URL consultato il 31 gennaio 2019.
  4. ^ a b le muse, VII, Novara, De Agostini, 1966, p. 371.
  5. ^ a b c (EN) Aharon Megged Critical Essays, su enotes.com. URL consultato il 31 gennaio 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (HE) M. Agmon-Fruchtman, Leshono shel Megged be-Ha-Ḥai al-ha-Met, in Ha-Sifrut, n. 1, 1969, pp. 723–725.
  • (HE) G. Avinor, Aharon Megged, in Moznayim, n. 18, 1964, pp. 258-263.
  • (EN) A. Feinberg, Fathers and Sons: Aharon Megged's Journey in the Month of Av, in Modern Hebrew Literature, vol. 7, n. 1-2, 1981–1982, pp. 16-20.
  • (EN) A. Feinberg, A. Megged, in Modern Hebrew Literature, vol. 8, n. 3-4, 1983, pp. 46-52.
  • (DE) Matthias Morgenstern, Theater und zionistischer Mythos. Eine Studie zum zeitgenössischen hebräischen Drama unter besonderer Berücksichtigung des Werkes von Joshua Sobol, Tubinga, 2002.
  • (HE) Gershon Shaked, Ha-Sipporet ha-Ivrit, 1994.
  • (DE) Gershon Shaked, Geschichte der modernen hebräischen Literatur, Francoforte sul Meno, 1996.
  • (EN) S. Shifra, Literature as an Act of Love: A. Megged, in Ariel, n. 33-34, 1977, pp. 33-42.
  • (EN) R. Wallenrod, The Literature of Modern Israel, 1956.
  • (EN) A. Zehavi, The Tragedy of Immigrant Society, in Modern Hebrew Literature, vol. 3, 1–2, 1977, pp. 81-84.

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