'Abd Rabbih Mansur Hadi

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ʿAbd Rabbih Manṣūr Hādī
Abd Rabbuh Mansur Hadi 2013.jpg

Presidente dello Yemen
In carica
Inizio mandato 27 febbraio 2012
Predecessore ʿAlī ʿAbd Allāh Ṣāliḥ

Presidente (ad interim)
Durata mandato 4 giugno 2011 –
23 settembre 2011

Vicepresidente dello Yemen
Durata mandato 1994 –
2012
Capo di Stato ʿAlī ʿAbd Allāh Ṣāliḥ

Maresciallo di campo ʿAbd Rabbih Manṣūr Hādī (in arabo: عبد ربه منصور هادي; Governatorato di Abyan, 1º settembre 1945) è un militare e politico yemenita, presidente dello Yemen dal 2012, deposto con un colpo di Stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora presidente riconosciuto dalla comunità internazionale. Appartiene alla religione islamica sunnita, corrente maggioritaria nello Yemen, ed è sostenuto da Stati Uniti, Unione Europea e dalla maggioranza dei paesi del medio oriente perché si oppone al terrorismo jihadista nello Yemen.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1945 nel Governatorato di Abyan, all'epoca protettorato britannico di Aden,[2] ha intrapreso la accademia militare nella Federazione del Sud Arabia laureandosi nel 1964.

Precedentemente vicepresidente dal 1994[3][4] al 2012. Dal 4 giugno al 23 settembre 2011 è stato Presidente ad interim, mentre ʿAlī ʿAbd Allāh Ṣāliḥ era ricoverato per cure mediche in Arabia Saudita, a seguito di un attentato al palazzo presidenziale nel corso della rivolta yemenita del 2011.[5]

Il feldmaresciallo (mushīr) ʿAbd Rabbih Manṣūr Hādī assume di nuovo l'interim presidenziale il 23 novembre 2011, in accordo col "Piano di Riyāḍ". Ṣāliḥ resta Presidente onorario fino alle elezioni presidenziali in Yemen del 2012.

Il 21 febbraio 2012, unico candidato nelle prime elezioni a suffragio universale della storia dello Yemen, è eletto Presidente della Repubblica col 99,8 % dei voti, in un'elezione che aveva visto la partecipazione del 65 % degli aventi diritto, per un mandato provvisorio di due anni.[6]

L'11 settembre 2012, decide di allontanare diversi alti funzionari dei servizi di sicurezza, ritenuti troppo leali al vecchio Capo dello Stato, ʿAlī ʿAbd Allāh Ṣāliḥ[7][8].

Il 20 gennaio 2015 una rivolta condotta dagli zayditi Ḥūthī lo costringe alle dimissioni dopo un riuscito assalto al Palazzo Presidenziale di Ṣanʿāʾ.[9] In seguito al colpo di stato il parlamento è stato sciolto e le milizie dei ribelli houthi hanno preso il controllo del governo.[10] Da allora non ha potuto lasciare la sua residenza a Ṣanʿāʾ fino al 20 febbraio 2015 quando è stato liberato e si è trasferito ad Aden.[10] In questo periodo i documenti delle Nazioni Unite hanno continuato a chiamare Hadi "presidente".[11]

Da allora ha rivendicato la presidenza, affermando l'illegittimità delle proprie dimissioni. Il 6 marzo 2015 ha proclamato Aden nuova capitale del paese, ma la sua dichiarazione ha solo un valore simbolico in quanto per cambiare la capitale serve una revisione della costituzione che ancora attribuisce questo ruolo a Sanaa, città sotto il controllo dei ribelli sciiti houti.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chi sono i protagonisti della crisi nello Yemen in Internazionale.it, 26 marzo 2015. URL consultato il 29 marzo 2015.
  2. ^ Abd Rabbuh Mansur Hadi biography in Yemen Fox, 23 febbraio 2012. URL consultato il 14 aprile 2013.
  3. ^ The CIA World Factbook 2008 in Skyhorse Publishing, CIA, 2007, p. 688, ISBN 978-1-60239-080-5.
  4. ^ Yemen su World Leaders, Central Intelligence Agency, 9 febbraio 2012.
  5. ^ Al-Hadi acting President of Yemen in Al Jazeera, 4 giugno 2011.
  6. ^ Rulers
  7. ^ Il Presidente yemenita liquida alcuni capi della Sicurezza filo-Ṣāliḥ, Le Point, 11 settembre 2012.
  8. ^ Manifestazione-mostro in Yemen per reclamare l'eliminazione dell'immunità a Ṣāliḥ, Le Monde, 11 settembre 2012.
  9. ^ http://www.internazionale.it/notizie/2015/01/22/confermate-le-dimissioni-del-presidente
  10. ^ a b http://www.internazionale.it/notizie/2015/02/21/l-ex-presidente-dello-yemen-liberato-dalla-sua-residenza
  11. ^ http://www.securitycouncilreport.org/atf/cf/%7B65BFCF9B-6D27-4E9C-8CD3-CF6E4FF96FF9%7D/s_res_2201.pdf Resolution 2201 (2015) Adopted by the Security Council at its 7382nd meeting, on 15 February 2015.
  12. ^ http://www.internazionale.it/notizie/2015/03/07/il-presidente-dello-yemen-ha-proclamato-aden-nuova-capitale

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ʿAlī ʿAbd Allāh Ṣāliḥ dal 27 febbraio 2012 in carica