75D/Kohoutek

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Cometa
75D/Kohoutek
Orbita della Cometa KohoutekOrbita della Cometa Kohoutek
Scoperta 17 febbraio 1975
Scopritore Luboš Kohoutek
Designazioni
alternative
1975 C1; 1980 P1;
Parametri orbitali
(all'epoca 2449520,5
17 giugno 1994[1])
Semiasse maggiore 3,543 UA
Perielio 1,784 UA
Afelio 5,301 UA
Periodo orbitale 6,67 anni
Inclinazione orbitale 5,907°
Eccentricità 0,496
Longitudine del
nodo ascendente
269,686°
Argom. del perielio 175,801°
Ultimo perielio 30 ottobre 1987[2] (ultimo osservato)
Prossimo perielio 11 luglio 2014[2][3]
MOID da Terra 0,800 UA
Dati fisici
Dimensioni 4,6 km[1] (diametro)
Dati osservativi
Magnitudine app.
13[4] (max)

Magnitudine ass.

10,5[1] (totale)
14,5[1] (del nucleo)

La Cometa Kohoutek, formalmente indicata come 75D/Kohoutek, è una cometa periodica del Sistema solare, appartenente alla famiglia cometaria di Giove.[1] È stata scoperta dall'astronomo Luboš Kohoutek il 17 febbraio 1975 dall'osservatorio di Amburgo.[1]

Altre comete sono indicate come Cometa Kohoutek, la più famosa delle quali è C/1973 E1 (Kohoutek).

Storia osservativa[modifica | modifica wikitesto]

La prima immagine della cometa risale al 9 febbraio 1975 e ritrae un oggetto nebuloso della 14a magnitudine. Il ridotto contenuto informativo, tuttavia, non permise di ricavare previsioni accurate sul moto della cometa. Così, quando Kohoutek ne iniziò la ricerca il successivo 27 febbraio, eseguì osservazioni su un campo piuttosto ampio che lo condussero a scoprire una seconda cometa - la 76P/West-Kohoutek-Ikemura - prima di ritrovare l'oggetto della sua ricerca.[4]

Al momento della scoperta, la cometa aveva oltrepassato il perielio e si stava allontanando dal Sole; la sua luminosità diminuì progressivamente. L'ultima osservazione fu registrata il 29 aprile 1976 quando il suo nucleo presentava una magnitudine di 21,5.[4]

La cometa fu recuperata il 6 agosto 1980 al suo successivo ritorno. Durante l'apparizione, raggiunse al suo massimo la 18a magnitudine.[4]

Infine, il terzo ed ultimo ritorno osservato fu quello del 1987, quando si registrò la migliore apparizione della cometa. Recuperata con più di un anno di anticipo rispetto alla data del transito al perielio, la cometa si avvicinò progressivamente al Sole ed alla Terra, diventando sempre più luminosa. Nei giorni del massimo avvicinamento alla Terra,[5] circa due mesi e mezzo dopo il transito al perielio, la cometa raggiunse la 13a magnitudine.[4] La cometa fu seguita fino al 19 maggio 1988.

I tre ritorni successivi furono sfavorevoli e la cometa non fu osservata. Seiichi Yoshida riporta una previsione della magnitudine massima di 19,5 per il ritorno del 2001 e 19,0 per il ritorno del 2007.[2]

Considerata perduta, se ne tenterà il recupero al prossimo ritorno, nel 2014.[2]

Orbita[modifica | modifica wikitesto]

La Cometa Kohoutek percorre un'orbita moderatamente eccentrica, inclinata di circa 5° rispetto al piano dell'eclittica. L'afelio, prossimo all'orbita di Giove, è a 5,30 UA dal Sole; il perielio, prossimo all'orbita di Marte, è a 1,78 UA dal Sole. La cometa completa un'orbita in circa 6,67 anni.[1]

La cometa ha ripetuto diversi incontri ravvicinati con Giove che ne hanno alterato l'orbita. Uno dei più stretti è avvenuto nel 1972 (a 0,1420 UA[3]). Conseguenza dell'incontro è stata la diminuzione del periodo orbitale da 8,50 a 6,23 anni e della distanza perielica da 2,51 UA a 1,57 UA, circostanza che ha consentito la scoperta nel 1975.[4]

Nel prossimo secolo, dovrebbero verificarsi alcuni incontri tra la cometa e la Terra a distanza comprese tra 0,3 e 0,4 UA.[3] Ciò dovrebbe favorire le osservazioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g (EN) 75D/Kohoutek in JPL Small-Body Database Browser, Jet Propulsion Laboratory, 16-09-1988 (data ultima osservazione). URL consultato il 03-12-2009.
  2. ^ a b c d (EN) Seiichi Yoshida, 75D/Kohoutek. URL consultato il 22-11-2009.
  3. ^ a b c (EN) Kazuo Kinoshita, 75D/Kohoutek. URL consultato il 03-12-2009.
  4. ^ a b c d e f (EN) Gary W. Kronk, 75D/Kohoutek in Cometography. URL consultato il 03-12-2009.
  5. ^ Il massimo avvicinamento alla Terra è avvenuto il 14 gennaio 1988 a 0,9467 UA.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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