74P/Smirnova-Chernykh

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Cometa
74P/Smirnova-Chernykh
74p-2010Jan25-12UT.jpg
La Cometa Smirnova-Chernykh il 25 gennaio 2010, a 3,6 UA dal Sole. In basso a sinistra è visibile la galassia PGC 49413.
Stella madre Sole
Scoperta 4 marzo 1975
Scopritori Tamara Smirnova, Nikolaj Černykh
Designazioni
alternative
1967 EU, 1967 XV;
1975 E2, 1975 VII;
1984 V; 1992 XXI
Parametri orbitali
(all'epoca 2457200,5
27 giugno 2015[1])
Semiasse maggiore 4,1598707 UA
Perielio 3,5398088 UA
Afelio 4,78 UA
Periodo orbitale 8,48 anni
Inclinazione orbitale 6,65204°
Eccentricità 0,1490580
Longitudine del
nodo ascendente
77,05949°
Argom. del perielio 86,75305°
Anomalia media 250,50625°
Par. Tisserand (TJ) 3,007 (calcolato)
Ultimo perielio 26 luglio 2009
Prossimo perielio 26 gennaio 2018
Dati fisici
Dimensioni 4,46 km[2] (diametro)
Dati osservativi
Magnitudine ass. 7,8[2]

La Cometa Smirnova-Chernykh, formalmente indicata 74P/Smirnova-Chernykh[3], è una cometa periodica del Sistema solare [2].

La cometa è stata scoperta dagli astronomi russi Tamara Michajlovna Smirnova e Nikolaj Stepanovič Černykh il 4 marzo 1975 dall'Osservatorio astrofisico della Crimea. La cometa era stata già osservata, sebbene non ne era stato riconosciuto il comportamento cometario ed era stata indicata quale asteroide con la designazione provvisoria 1967 EU.

La cometa è sempre osservabile dalla Terra, grazie alla bassa eccentricità della sua orbita. Quando è all'afelio appare come un oggetto della 16ª magnitudine[4].

La cometa fa parte anche della famiglia di comete quasi-Hilda, questo ha permesso incontri ravvicinati con Giove, avvenuti nel 1955 (0,24 UA) e nel 1963 (0,47 UA) ne hanno mutato radicalmente l'orbita[5], permettendone la scoperta. Per alcuni anni intorno al 2005 la cometa è stata catturata da Giove, divenendone per qualche tempo un satellite[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I dati di 74P dal sito MPC.
  2. ^ a b c (EN) 74P/Smirnova-Chernykh, Jet Propulsion Laboratory (JPL) Small-Body Database Browser. URL consultato il 23 ottobre 2008.
  3. ^ Periodic Comet Numbers, Minor Planet Center. URL consultato il 23 ottobre 2008.
  4. ^ a b (EN) Comets in 2000, British Astronomical Association (BAA). URL consultato il 17 novembre 2008.
  5. ^ (EN) Katsuhito Ohtsuka, Ito, T.; Yoshikawa, M.; Asher, D. J.; Arakida, H., Quasi-Hilda Comet 147P/Kushida-Muramatsu: Another long temporary satellite capture by Jupiter (PDF), in Astronomy & Astrophysics, 19 agosto 2008. URL consultato il 17 novembre 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

V · D · M
La cometa di Halley

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