Wyrd

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Wyrd è un concetto della cultura antica inglese e antica norrena che corrisponde all'incirca a destino, fato, karma o sincronicità.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La parola antico inglese wyrd è attestato per la prima volta nel Beowulf (725 d.C.). Deriva dal protogermanico *wurdís, "fato", radice dell'alto tedesco antico wurt e del norreno urðr, che si ritrova nel nome di una delle Norne e del pozzo sacro Urðarbrunnr (il termine norreno per "fato" era Ørlog).

Il termine wyrd è collegato con l'antico inglese woerthan, "diventare". Il termine poi si evolse (1400 circa) nell'aggettivo medio inglese weird, "fatidico" o "magico" (vedi Weird Sisters) e nell'inglese moderno (1815) weird, "strano" o "bizzarro".

Il termine ørlog è composto da ór, "fuori" o "oltre" e log, "legge". Quindi si può interpretare come "legge superiore", "legge suprema". Non è da confondersi con la parola ørlygi, "guerra", che ha dato origine al nederlandese oorlog e allo svedese örlog.

Concetto[modifica | modifica wikitesto]

Il significato basilare del Wyrd si riferisce a come le azioni passate influenzino e condizionino continuamente il futuro. Ma anche come il futuro influenzi il passato. Tutte le azioni di tutti i tempi si influenzano a vicenda. Concettualmente collegato alla predestinazione, il Wyrd vi si discosta per la possibilità di azione individuale, anche se determinata dai wyrd (intenzioni, attività) degli altri. Un concetto simile si riscontra nel concetto di karma.

Il concetto di fato (la norna Urðr) è collegato anche con la necessità (la norna Skuld), mentre il nome di Verðandi, la norna più giovane, deriva dal participio presente del verbo weorþan, "diventare".

Attestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il poema antico inglese Il Vagabondo afferma che «Wyrd bið ful aræd» ("Il Fato rimane totalmente inesorabile"). Nel Beowulf si legge: «Gæð a wyrd swa hio scel!» ("il Fato prosegue come vuole!").

Secondo Voluspa 20 le tre Norne «originano le leggi», «decidono sulle vite dei bambini del tempo» e «promulgano il loro Ørlog». Frigg, tuttavia, mentre «conosce tutto l'ørlog», «non lo dice lei stessa» (Lokasenna 30). Gli alberi sono «ørloglausa» ("senza ørlog ") rispetto agli umani (Voluspa 17).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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